Sono molto rammaricato per la precaria condizione delle pubblicazioni di fantascienza in Italia. La fantascienza è come un latitante sugli scaffali delle librerie, di cui si continuano a propinare gli scrittori storici (Isaac forever). Invece il mondo là fuori, quello dell’editoria anglosassone, pullula di centinaia di titoli strabilianti che avrebbero il loro seguito anche da noi.
Il suo Alastair Reynolds, di cui ho appena concluso la lettura dell’unico romanzo tradotto, potrebbe offrire cinque o sei romanzi di qualità. E altrettanti una fornita schiera di suoi colleghi britannici. Non sarebbe un grande sforzo da parte delle case editrici: basta scegliere una linea editoriale economica e non sperare nella ristampa, che nella fantascienza è quanto mai rara. Almeno provvedessero alla versione ebook.
Di questo passo la lettura di un libro in inglese diventerà un’esigenza vitale.