Monthly Archives: February 2006

Project Top 100

Avevo accennato qualche post fa che stavo seguendo su MTV la Top 100 from 1995 to 2005. Oggi ho deciso che prenderò nota delle canzoni e creerò una compilation per ogni anno. Qui sul blog inserirò ovviamente le tracce, per chi fosse curioso. Purtroppo il 1995 partirà dalla posizione #30. Ricordo però che Zombies dei Cranberries era al 36 e Take a Bow di Madonna tra il 40 3 il 50. Ora mi dico: ma è possibile che una gran canzone come Zombies che ha lanciato un gruppo e ne è tutt’ora il più grande successo sia finita così indietro, scavalcata da paccottiglia elettronica? Non resta che seguire il countdown.

Oggi sono ancora un po’ costipato dai malanni occorsi nel weekend. Sabato avevo dei presentimenti, delle avvisaglie di ricaduta nel raffreddore; penso che girare nudo per casa non abbia aiutato (c’è un buon motivo, non è che faccio l’esibizionista) e così domenica mattina mi son ritrovato con 39 di frebbre. Nel pomeriggio non avevo già più nulla. Tuttavia mi è rimasta questa fastidiosa tosse secca che mi irrita la gola. Mi infastidisce dover saltare per una stupidata simile la piscina, proprio ora che avevo trovato il ritmo giusto e riuscivo già ad inanellare dieci vasche a stile di fila.

Oggi mi è arrivato a sorpresa, dagli Stati Uniti, Comics&Games Retailer, rivista dedicata ai rivenditori del settore ludico che contiene le statistiche di vendita del settore. Finalmente ho sottomano i numeri che definiscono la caduta del mercato dei gdr negli USA. Appena ho un attimo butterò giù un pezzo da sottoporre all’attenzione degli utenti di GdR Italia.

E speriamo domani di riavere il monitor!!

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Assunto!!!

E’ ufficiale: abemus work in Sacma Spa. Ho parlato con il responsabile del personale e resta solo da definire il contratto. Settimana prossima ci sarà spazio per i detagli e poi via che si comincia. Per oggi tutto il resto passa in secondo piano.

Per l’occasione intoniamo un nunc est bibendum!

Un posto sul podio

Sono stato assente qualche giorno, sempre a causa del monitor mancante. Il titolo vuole ovviamente richiamare il periodo olimpico, che sto seguendo con attenzione nel tranquillo ozio giornaliero. In realtà voglio esprimere la mia felicità per essere in dirittura d’arrivo per quel posto di lavoro. Oggi colloquio con l’ingegnere responsabile dell’area tecnica e domani la telefonata con il verdetto definitivo. L’amministratore si dice ottimista; ha aggiunto che all’inizio si tratterà di contratto a tempo, cosicchè ambo le parti possano valutare bene il lavoro svolto.

Ero preoccupato per la mia mancanza di conoscenza sulla progettazione agli elementi finiti, ma l’ingegnere mi ha rassicurato: non è il ramo di cui devo occuparmi. Io sarò nello staff che fa da collegamento tra il commerciale e la produzione, la parte che si occupa di stendere i dettagli della commessa sia per il cliente sia per il reparto produttivo. Sembra scontato dire ora che era quello che cercavo? Aspettiamo dunque la telefonata di domani e poi lanceremo, in caso positivo, una tre giorni di festeggiamenti sfrenati.

Che altro dire? Beh la mattina oltre alle gare olimpiche sto seguendo con un certo trasporto la Top 100 from 1995 to 2005 su MTV. Oggi sono arrivati alla posizione 60 del 1995, e quindi prevedo che ci vorrà del tempo per arrivare in fondo a botte di 10 canzoni alla volta. Non è nemmeno capito perchè stiano facendo ciò: forse vogliono dare una panoramica della musica dell’ultimo decennio? Mi sono stupito di quante canzoni mi piacessero all’epoca. Quasi quasi mi metto lì con il video e registro tutto per future vedute.

Notizie

Il week end è stato al solito abbastanza standard. Avremmo potuto andare alla notte bianca di Torino, ma ero piuttosto costipato per il raffreddore e quindi siamo rimasti nei paraggi. Meglio perchè verso l’1.00 ero cotto a puntino; nemmeno un moito ha potuto tenermi in piedi. Peccato non aver potuto sfruttare a dovere i tempi e gli spazi liberi della domenica.

Oggi tra una gara olimpica e l’altra sono riuscito a sbirciare un TG. Peccato fosse Studio Aperto. Nemmeno farlo apposta parlavano di maltempo; io mi chiedo: ma sarà una notizia sapere che a Torino nevica e che a Milano piove? Penso basti guardare dalla finestra per rendersi conto del meteo e a uno di Roma non interessa sapere che tempo faccia a Palermo. Il meteo ha solo interesse quando fa previsioni per i giorni successivi. E poi io faccio questo ragionamento: siamo in inverno, è normale che faccia freddo e nevichi. Io definerei maltempo quei periodi invernali in cui fa caldo e c’è scarsità di precipitazioni. Ma ormai viviamo in una società che rifugge da ogni condizione fuori della norma. Che schifo!

E per continuare sulla disinformazione che circola in tv, ieri sera la prima notizia del TG5 era l’infortunio di Totti. Nemmeno la medagli d’oro del fondo, ma la caviglia rotta di un calciatore! Quando lo stesso giorno ci bruciano consolati in Libia e in Nigeria per le vignette muoiono sedici persone. Le possibilità sono due: o gli italiani sono stupidi o li vogliono far diventare tali. Ma chissene se quel burino di romano non parteciperà ai mondiali! Parliamo di cose serie, di problemi reali che interessano il paese e la sua crescita. E’ normale che come conseguenza i politici presentino programmi elettorali volutamente generici, massimalisti, passibili di mille interpretazione a posteriori. Nessuno che chieda loro idee precise e chiare su pochi ma fondamentali punti. Ribadisco che la nostra società mi fa parecchio schifo.

Assenza

Tre giorni che non aggiorno a causa del forfait, spero non definitivo, del monitor del pc di casa. Tre gironi senza internet e mi sento tagliato fuori dal mondo: niente blog, niente forum, nessuna possibilità di creare, niente donnine nude (!!!). Ora sfrutto per un paio d’ore i mezzi del club per aggiornare questo diario.

Partiamo con l’operazione colloquio, che procede bene. Oggi ho avuto un secondo incontro in azienda con l’altro dei due fratelli che la dirigono. E’ stato più informale siccome lui voleva farsi un’idea di che persona fossi; avere una sensazione "a pelle". Penso di aver fatto una buona impressione, o almeno così mi è parso dalle sue parole. Abbiamo parlato delle difficoltà che si incontrano nel mondo del lavoro arrivando da una realtà universitaria, di come le grandi aspettative si infrangono su un muro di routine. Devo essere cosciente di questo fatto e sinceramente non mi spaventa troppo, anche se ultimamente la routine non ha giocato a mio favore; tuttavia si trattava di routine non finalizzata ad un lavoro retribuito, mancava quella spinta alla soddisfazione delle richieste, quella pressione circa il far bene che si ha sul lavoro. Per questo penso che l’esame di coscienza che devo farmi sia superabile a pieni voti. Dopotutto ho un’ottima capacità di autocritica (W la modestia!). Mi chiedono di valutare il mio grado di umiltà e di precisione. Forse sull’umiltà difetto un po’, in quanto spesso preferisco sbattare contro un muro piuttosto che chiedere aiuto, ma se si tratta di imparare cose nuove non lesino le domande, anche a rischio di sembrare ottuso di comprendonio. Siccome la precisione è importante ho voluto pensarci bene, basandomi sulle esperienze lavorative precedenti e sui lavori amatoriali; ho concluso che spesso pecco di eccessiva precisone, di eccessiva ricerca della perfezione che mi porta a lasciare incompiuta l’opera a cui mi dedico. Alla fine penso di essere il loro uomo; non avranno di che pentirsene dovessero scegliermi.

Nel frattempo ho concluso L’Ultimo Teorema di Fermat. Durante la lettura pensavo che alla fine non sarei stato d’accordo con la dimostrazione, invece sono stato smentito: la coerenza logica è ineccepibile ed è meno arzigogolata di quanto immaginassi. Certo è lontana anni luca da quello che Fermat poteva anche solo immaginare, ma si può coerentemente pensare che Fermat stesso avesse sottomano una dimostrazione sbagliata o incompleta. Ora ho ripreso un libro sull’Abate Sauniere, ma conto di tornare presto sulle questioni numeriche.

E come non dire nulla delle Olimpiadi? Le seguo tutto il giorno, curling compreso. Oggi ho visto in diretta la più grande vaccata del secolo: la snowboarder statunitense che all’ultimo salto per fare la sborona abbozza un grab, atterra male e finisce seconda. Dubito fortemente che sarà ricordata dai tifosi.

Poi si potrebbe anche parlare di argomenti più seri, come le continue polemiche sulle vignette danesi o la sentenza della cassazione sulle attenuanti allo stupro. Però perchè farsi venire il sangue cattivo? Tanto alla fine è solo fiato sprecato. Meglio pensare al weekned che inizia e sperare che possa essere divertente e pregno di xxxxx.

Il Colloquio

Oggi grande agitazione  nel primo pomeriggio per il colloquio di lavoro che ho sostenuto. Sono stato chiamato dalla Sacma SPA di Sandigliano, specializzata nella progettazione e realizzazione di magazzini industriali. Siccome il settore dei magazzini automatici è in forte espansione cercano qualcuno da inserire di supporto nello staff di progettazione. La proposta è stata una completa sorpresa; mettere il curriculum su biellalavoro.it è servito.

Non c’è ancora una risposta definitiva sul colloquio. Ci siamo lasciati con l’intenzione di risentirci entro due-tre giorni per dare modo a me di valutare il reale interesse nel lavoro e per organizzare un incontro con l’ingegnere responsabile del settore tecnico. Di sicuro il lavoro mi interessa, in quanto tale e in quanto l’attività lavorativa si prospetta interessante, varia. Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto lavorare nel settore dello studio delle linee di produzione e questo settore è quello più affine.

Leggendo attentamente il fascicolo informativo ci sono dei punti del processo di engineering che mi sono piuttosto oscuri. Io mi sono specializzato nell’uso dei programmi di disegno CAD e ho solo le conoscenze di base circa l’analisi agli elementi finiti; di sicuro non conosco l’uso di programmi specifici. Mi rincuora che loro stessi sembrino consapevoli del fatto che un neolaureato vada formato quasi da zero. Comunque per non fare brutta figura rispolvererò gli appunti di PCP sulla gestione dei magazzini.

Oggi è anche San Valentino. Quindi un augurio a tutti gli innamorati e soprattutto un grosso bacione alla mia fidanzata (non avresti potuto trovare di meglio!). Ora me ne torno alle elucubrazioni sui numeri.

Coincidenze

E’ già qualche giorno che mi sono rimesso a riflettere su un problema matematico molto spinoso, l’ultimo teorema di Fermat. Fino a ieri erano riflessioni basate sulle conoscenze di base del problema, poi per gli strani casi della vita ho trovato ad Arona un libro che parla della storia del teorema e dell’uomo che dopo trecento anni l’ha risolto. Ho già preso a leggerlo e sto portando ad altri livelli le mie riflessioni, che ora non sono più orientate solo sul teorema in sè, ma su tutta la matematica.

La matematica. Che disciplina affascinante. I paragoni con la filosofia si possono sprecare; è la massima espressione del pensiero razionale, lo strumento su cui si basano tutte le discipline scientifiche. La sua storia inizia millenni or sono con egizi e babilonesi, ma è con i greci, con Pitagora che diventa puro ragionamento. Proprio questo suo essere così astratta è oltre al punto di forza anche il punto debole. La forza sta nel non essere soggetta a prove sperimentali; se un teorema è verificato lo sarà per sempre. La debolezza deriva dalla concreta possibilità che l’astrazione porti ad esplorare universi numerici e geometrici che nulla hanno a che vedere con la realtà fisica.

Penso sia un problema su cui molti filosofi e matematici si sono già arrovellati, ma che personalmente mi lascia perplesso. E’ vero che i numeri simboleggiano delle quantità materiali, ma come la mettiamo con i numeri irrazionali, reali, immaginari, negativi, etc? Sono solo utili artifizi che ci permettono di spiegare la natura o hanno un fondamento naturale? Pensate solo al Pigreco; una circonferenza non ha un valore preciso, eppure gli oggetti materiali sono misurabili. Che ci sia sotto qualcosa? Che in realtà questo problema si ricolleghi a quello citato qualche giorno fa sull’essenza discreta dello spazio-tempo? Deve esistere una relazione. Ma anche qui la risposta potrebbe distruggere le basi della nostra scienza.

Come disse un famoso matematico: "Dio ha creato i numeri interi, tutto il resto è opera dell’uomo".

Bad Medicine

Grande il concerto tributo a Bon Jovi!! Bravi anche i musicisti. Il cantante ha iniziato in sordina, ma è cresciuto con l’andare del tempo. La scaletta proponeva i pezzi classicia, quelli che spaccano, che tutti conoscono. Non la ricordo tutta; la parte migliore è stata sicuramente a metà quando hanno inanellato Bad Medicine, Livin on a prayer e Always. Alla fine ero senza voce dall’urlare.

Il pubblico in sala era diviso tra chi si esaltava per le canzoni e chi invece avrebbe rpeferito che i musicisti si eclissassero. Ma quelli che cantavano si facevano sentire: mitico quando hanno attaccato Livin on a prayer e il pubblico ha cantato la prima strofa incitato dal cantante. Ovviamente ringrazio Iglia che mi ha portato alla serata; senza di lui sarei stato in piedi, invece ero comodamente seduto di fianco la palco con il bassista e le casse a 50 centimetri.

Mitico Bon Jovi!!

I’m a cowboy, on a steel horse I ride
I’m wanted dead or alive
I’m a cowboy, I got the night on my side
I’m wanted dead or alive
Wanted dead or alive

Relatività

Oggi parliamo di fisica, come si evince dal titolo. Siccome so che è un argomento tedioso, e per molti di voi ostico, eviterò di entrare nel merito della trattazione scientifica. In effetti vorrei solo riportare alcune riflessioni scaturite da un articolo sulle similitudini fluide di un buco nero.

In breve, sembra che, simulando un buco nero attraverso fluidi particolari, si evinca che la struttura dello spazio-tempo potrebbe non essere continua, come teorizzato da Einstein nella famosa teoria della Relatività, ma discreta. Sarebbe un cambiamento epocale e i fisici sono dubbiosi…molto dubbiosi. Uno spazio-tempo discreto eviterebbe alcune stranezze dovute ai buchi neri, ma vorrebbe dire imporre un sistema di riferimento prioritario rispetto al quale calcolare la velocità della luce; proprio questo è vietato dalla Relatività.

Io personalmente mi trovo d’accordo con l’idea di uno spazio-tempo discreto; mi sembra più naturale e si legherebbe bene con l’esistenza della costante di struttura fine, la costante di Planck. Inoltre non è la prima volta in cui mi imbatto in teorie simili. Qualche anno fa Beppe mi prestò il libro di un fisico italiano, tale Walter Cassani, su una teoria denominata Wave Thoery. Qui si teorizzava una teoria derivata dalla pura relatività einsteniana che prediceva uno spazio-tempo discreto la cui unità fondamentale avrebbe la forma di una conchiglia di paguro. Per chi fosse curioso (e per mi futura memoria) http://www.geocities.com/waltercassani/ 

La cosa che volevo sottolineare è come dall’articolo letto sembri che i fisici siano veramente terrorizzati dall’idea di dover modificare uno dei pilastri della nostra concezione scientifica. Si comportano come i fisici di fine ‘800 i quali erano attaccati al concetto di etere. Eppure il metodo scientifico stesso afferma che le teorie sono solo metodi approssimati di descrivere la antura e in quanto tali sono soggetti a cambiamenti, miglioramenti e non devono diventare dogmi di fede. Le leggi seguono la natura, non viceversa. Il vero concetto filosofico espresso da Einstein non è, come molti credono, che tutto è relativo, anzi, ogni cosa può essere vista da punti di vista differenti ma nella sostanza resta identica a se stessa. Quindi lo spazio-tempo può essere visto come un continuum con certe leggi, ma potrebbe essere descritto come un ente discreto secondo altre leggi. Quello che conta è che la realtà resta sempre la stessa, l’universo non è differente, sempre con quella punta di ignoto che affascina da millenni.

Riflettete, gente, riflettete.

Stasera mi attende un concerto tributo a Bon Jovi al Ned Kelly. Quindi non posso che dirvi: Have a nice day!

Biodiversità

Ho scorto di sfuggita un servizio su Tg3 Leonardo. Parlavano della foresta indonesiana, ultimo baluardo della biodiversità e rifugio di alcune culture umane ancorate a ritmi di vita primitivi. Allora mi sono chiesto: è giusto conservare intatte queste culture? A me dà l’idea che vengano tenute sotto la camapana di vetro solo a scopo di studio; ho letto articoli in cui queste popolazioni sono usate per valutare la capacità elaborativa del cervello, le capacità matematiche di base per la precisione in un contesto privo di stimoli culturali.

Il fatto che questa gente sia rimasta isolata dal resto del mondo e dal suo sviluppo per secoli non implica che debbano continuare ad esserlo. La storia dell’uomo è costellata di incontri fra popoli in cui le rispettive culture si fondono. In questo caso sarebbero loro a doversi adattare al nostro stile di vita, ma potrebbero mediarlo con le loro abitudini. Magari impariamo anche qualcosa, qualcosa che abbiamo dimenticato da tempo. Insomma, il nostro scopo su questo pianeta dovrebbe esserre quello di crescere nella conoscenza, di studiare l’universo e capirne i meccanismi; lasciare questa gente alla sue primitive credenze, relegate in una nicchia ecologica senza possibilità di evoluzione, consce che appena oltre quell’albero c’è un mondo stranissimo, mi sembra una barbarie. Bisognerebbe dar loro la possibilità di scelta almeno, dopo opportune spiegazioni.

La spinta civilizzatrice delle culture evolute non dovrebbe mai sopirsi. Purtroppo spesso questo stimolo nasconde meri interessi economici che non portano a nulla di buono.