Cala Moresca – parte 3

Sono debitore di un ultimo stralcio di vacanza. Dopo aver parlato del luogo, dell’animazione e delle spiagge, manca all’appello solo il cibo. In quella settimana ho capito il perchè del nome buffet: ci si abbuffa come mai. Avere tutto pronto, solo da mettere nel piatto, scelte che fanno contenti tutti i palati, invogliano a strafare con forchetta e coltello.

Ben conscio di questo fatto, fin da subito mi sono dato delle regole: a pranzo quasi esclusivamente piatti freddi e antipasti leggeri, a cena giro di antipasti e un primo o un secondo, e per finire entrambi i pasti tanta frutta. Meglio stare leggeri sia per il caldo sia per la linea, anche se tutti gli scalini che eravamo costretti a fare aiutavano a bruciare calorie. Ho sgarrato di sicuro nel pranzo al ristorante La Vela: primo giro di antipasti, piatto strabordante di insalate di pasta, doppio giro di grigliata di pesce.

Discorso a parte merita la colazione: è un pasto che a me non piace molto fare, perchè spesso alla mattina ho ancora lo stomaco chiuso; ormai ho preso l’abitudine di farmi il cappuccio perchè ho notato che nel proseguio della mattina rendo meglio. Tuttavia nei soggiorni in albergo ho sempre avuto l’abitudine di abbuffarmi. Qui il menù era: tazza di latte e cacao, un croissant, spremuta di pompelmo, ciotola di yogurt bianco con miele, fetta di pane con nutella, altra spremuta all’arancia. Il giorno della partenza ho superato ogni limite: ho raddoppiato i croissant e vi ho aggiunto anche due piccole fette di torta.

In tutto questo idillio luculliano di cibo, sottolineo con dispiacere una pecca: la mancata cena tipica sarda. Giovedì avevamo prenotato alla Vela, ma, forse per il brutto tempo, ci è stato comunicato che il ristorante restava chiuso. Poco male, abbiamo pensato, prenotiamo per domani. E invece anche venerdì doccia fredda, questa volta a causa, almeno così sostengono i ben informati, delle poche prenotazioni. Io capisco che imbandire quel sontuoso banchetto solo per una decina di avventori sia uno spreco, ma, siccome nel soggiorno io ho pagato anche quel servizio, pretenderei di poterne usufruire. Piuttosto avverti gli altri ospisti che alla Vela ci sono tavoli liberi e informati se qualcuno non voglia sfruttare l’occasione, specie fra quelli che sarebbero rimasti anche la settima successiva dove la ressa sarebbe aumentata. Peccato perchè chi ha potuto provare ha detto che alcuni piatti meritavano di essere assaggiati.

Con questo chiudo la parentesi vacanza. Se dovessi dare un voto, direi 8. Ringrazio ovviamente la mia chicca per avermi fatto ottima compagnia, come sempre, e per aver insistito su questa destinazione. E come si dice alla fine…volevamo ricordarli così.

Advertisements

3 thoughts on “

  1. Uberfolletto says:

    Sono arrivato, e porto l’Inferno con me! Occhio alla penna!

  2. xoxLucretiaxox says:

    Mi fa male sentir parlare di cibo a quest’ora del mattino,
    quando sotto i denti non ho ancora messo nulla! 😛

    Per quanto riguarda la stesura del mio raccontuccio, beh…è stata così faticata per la stessa ragione che hai detto te, è a tinte un pò troppo fosche anche per me. Anche se amo quel genere, e alla mente mi viene quasi solo quello. Però è triste..non so! :-/

  3. xoxLucretiaxox says:

    Mi sono arenata un pò sulla seconda parte,
    ci devo riflettere bene,
    spero che l’aria di montagna
    mi regali un pò d’ispirazione.

    E’ che a volte le idee nella testa son
    così perfette, poi andandole a scrivere perdono molto.
    Ci vorrebbe una penna magica… 🙂

    Un caro saluto,
    buon ferragosto, per la parte che rimane! 😛

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: