Sul bello e le sue forme

Ieri per un caso strano mi sono trovato a ragionare sul concetto di bello.

E’ possibile che esista un bello oggettivo, come io ho sempre sostenuto, o la bellezza è puramente soggettiva? E’ chiaro che il termine ha un’accezione qualitativa, a cui si contrappone semanticamente il termine brutto.

 

Proviamo allora a ricorrere alla saggezza popolare: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace (capirete a breve il senso dei colori). Che in questa frase criptica si nasconda un fondo di verità? Si nota subito che l’accento è posto sulla piacevolezza (definisco così l’espressione ciò che piace), ossia l’emozione che l’oggetto in esame suscita in noi; la piacevolezza è dunque soggettiva. Una cosa può piacere, tanto o poco, a volte sì e a volte no, e può non piacere.

E cosa significa bello ciò che è bello? Sembra che esista una categoria che contiene le cose belle a prescindere; tuttavia non viene detto su quali basi sia costruito questo insieme, a differenza dell’insieme delle piacevolezze. La frase gioca sulla parola bello, usandola impropriamente: bello è riferito alla categoria personale delle cose belle, derivata dall’esperienza diretta ed indiretta, associabile alla piacevolezza prima esaminata; ciò che è bello è invece la categoria globale, ideale, quantitativa e per questo oggettiva.

 

Solitamente la gente tende a confondere l’universale con il particolare, forse perché convinta che il bello sia soggettivo. Ma abbiamo dimostrato come sia un problema di semantica. Con queste premesse si può riscrivere la frase: non piace il bello, ma piace la piacevolezza. Ok, è una pessima riproposizione, ma la lingua italiana non offre tutta questa varietà di termini nel campo della bellezza. L’importante è capire che la seconda parte della frase è quasi un ossimoro; la prima parte raccoglie il succo del discorso.

 

Il bello oggettivo dunque esiste, altrimenti la frase precedente perderebbe di senso. Restano da definire le regole che permettono di classificare un oggetto come appartenente o no a questo insieme. Qui sorge un problema: se le regole fossero imposte da qualcuno, questo le avrebbe sicuramente plasmate in modo che soddisfacessero in primis il proprio gusto personale. Le regole o sono naturali, insite nella natura degli oggetti, o devono essere indipendenti da perturbazioni esterne.

 

Non ho in mente nessuna qualità connaturata che possa definire la bellezza: la simmetria, le proporzioni auree, il colore, la forma risentono del sentire personale. Conviene allora chiamare in causa un concetto similare alla certezza per abitudine (non sono sicurissimo che sia il nome giusto; per intenderci è alla base di quella filosofia che afferma che siccome ho visto il sole sorgere ogni giorno per un lungo lasso di tempo, allora posso affermare che il sole sorgerà anche il giorno seguente): se un ragionevole numero di persone ha espresso un giudizio di piacevolezza riguardo all’oggetto in questione, quell’oggetto si può dire bello. Il ragionamento si poggia sull’idea che pensiamo tutti secondo schemi similari, che, pur se oberati da preconcetti culturali, nascondono in sé le basi del comune sentire: pensate solo come a tutti piacciano i cuccioli, siano essi di uomo o di altro animale. Il concetto di bello è subordinato alla struttura mentale umana.

 

Sinceramente dubito che questa mia teoria sarà condivisa da qualcuno, ma mi piacerebbe avere uno scambio di idee in proposito.

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5 thoughts on “

  1. xoxLucretiaxox says:

    Mi son trovata diverse volte anch’io a riflettere su quel famoso detto, che in parte condivido e in parte…boh, mi lascia un pò perplessa.

    Il bello è soggettivo, ma…ma…
    ci sono una marea di ma e di puntini da aggiungere…

    Un salutone

  2. Flamel says:

    Ottimo!!
    E’ esattamente quello che cerco di spiegare, con parole molto molto molto più terra a terra, ai miei friend, le cose non possiedono la bellezza in se, siamo noi, come individui o società ad attribuire alla cosa o alla persona la bellezza…
    E’ questo che volevi dire Kara?
    O sono completamente fuori strada…
    =?

  3. karagounis78 says:

    Io dico decisamente il contrario Flamel: per me esiste una bellezza insita nelle cose, indipendente dall’osservatore. Il problema è trovare una regola che mi permetta di discernere quali oggetti siano da considerare belli.

  4. calipso1988 says:

    Ciao!
    Sai, io invece penso che la bellezza sia una cosa molto soggettiva, perché anche se prendessimo il più bel fiore che possiamo trovare ci sara sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire, perché siamo fatti così: o non riusciamo a cogliere la bellezza oggettiva di cui tu parli, o semplicemente ci piace esprimere un opinione diversa dagli altri per essere anticonformisti e non confonderci con “l’opinione comune” o forse siamo troppo pigri per non fermarci all’ apparenza…

  5. xoxLucretiaxox says:

    Ho avuto un pizzico di coraggio,
    e molta, molta fortuna! 🙂

    Un caro saluto

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