Sulle tesi del Papa

Cito da un articolo de La Stampa: "Benedetto XVI si rivolge poi all’Occidente; non vuole, dice, «ritornare indietro, a prima dell’Illuminismo, rigettando le convinzioni dell’età moderna». Il buono viene «riconosciuto senza riserve: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che esso ha aperto all’uomo e per i progressi nel campo umano che ci sono stati donati». Ma le «patologie mortali della religione e della ragione, le distruzioni dell’immagine di Dio a causa dell’odio e del fanatismo,» possono essere superate e guarite solo se «ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo», se cioè il pensiero moderno si apre alla possibilità di Dio. «Solo così diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni. Nel mondo occidentale domina largamente l’opinione, che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali. Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall’universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell’ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture».
E infine, l’evoluzionismo. «Fin dall’illuminismo, almeno una parte della scienza s’impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo», in modo che diventi inutile «anche per la nostra vita». Benedetto XVI esercita una lieve ironia sulla tesi che vede all’origine delle cose «l’Irrazionalità che, priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l’uomo, la sua ragione. Questa, però, sarebbe allora soltanto un risultato casuale dell’evoluzione e quindi, in fondo, anche una cosa irragionevole».
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Ne mette di carne sul fuoco e non presta certo attenzione a che non bruci. Il dialogo tra ragione, intesa come libero pensiero scientifico, e fede è cristallizzato da secoli; le posizioni sono nettamente inconciliabili e si lascia al singolo la scelta su vivere questo dualismo (ci sono molti scienziati che credono in Dio, per esempio). Qui mi pare che il Papa cerchi di accorciare le distanze appropriandosi della ragione: si prospetta un Dio che è ragione e, siccome tutto deriva dalla sua volontà, la ragione umana è parte finita di quella divina.

L’ovvio errore, come sempre e come è naturale dato che chi parla è il rappresentante di quella corrente di pensiero, è porre come ipotesi l’esistenza di Dio. A tutt’oggi mi pare non ci siano prove a favore. Per quello il citato positivismo tenta di spiegare il mondo senza l’apporto divino: così facendo si arriverà a dire se Dio esiste o no, a seconda che la teoria ultima possa spiegare l’intero universo o si perda qualche pezzo.

La ragione è giustamente sorda di fronte al divino e, anzi, deve ritenersi superiore al pensiero religioso. Il dialogo interculturale va fatto su basi razionali, logiche, filosofiche al limite; su aspetti comunque concreti del mondo, non sulla base di mistiche visioni e rivelazioni. Se la gente è così stupida da fare muro contro muro per questioni religiose, non vuol dire che la società debba accodarsi e abbassarsi a livelli di dialogo così futili.

E poi…la teoria dell’evoluzionismo casuale! Sono decenni che è decaduta, sostituita da teorie che combinano il darwinismo con la biologia molecolare con le teorie sulle aggregazioni. E’ vero, io sono un meccanicista per cui ritengo che tutto sia spiegabile perchè segue leggi ben precise, ma, da quanto leggo sulle riviste specializzate, emerge che il quadro generale dell’evoluzione è ordinato: non ne conosciamo ancora i dettagli precisi ma è solo questione di tempo e di metodo. Ricordo anche che la teoria del caos, nonostante il nome, è una branchi della matematica e come tale gode della più assoluta predicibilità. L’uomo sta su uno dei tanti rami evolutivi: la sua esistenza potrebbe essere legata alla non-prevedibilità (che è differente dall’irrazionalità) delle mutazioni genetiche, ma è probabile che altri rami evolutivi potrebbero sfociare in una forma senziente/razionale (già solo i delfini mi paiono degli ottimi candidati). 

Sinceramente mi chiedo quand’è che la Chiesa si farà i fattacci suoi, invece di interessarsi della società civile. Devono capire che la loro sfera di competenza è solo quella dei loro credenti, quelli attuali; il fatto che in passato gli stati seguissero i dettami ecclesiastici non dà diritti nel presente. Il Papa dovrebbe parlare a puro titolo personale, come un privato cittadino, al limite come un filosofo che esponga le proprie teorie. Ma questo concetto per lui è pura fantascienza.

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3 thoughts on “

  1. Flamel says:

    Se riconosciamo che in natura esistono leggi (come ad esempio la legge di gravità, etc..) bisogna pur ammettere che qualcuno le abbia poste, per questo non possiamo porre il caso come creatore, perchè il caso produrrebbe caos e non ordine e allora chi è stato?

  2. karagounis78 says:

    E’ qui il grande problema della fisica moderna: capire come sono nate le leggi che sono intrinseche nella materia e nello spazio. In linea di principio conoscendo a fondo queste leggi si possono dedurre le cause che hanno condotto alle stesse, ma potrebbe essere una questione irrisolvibile.
    Allora evidentemente si potrebbe porre un dio creatore che abbia costruito e strutturato il cosmo. Tuttavia una volta che il macchinario fosse stato messo in moto, il creatore avrebbe perso ogni possibilità di influire su di esso dall’esterno; ed evidentemente se avesse ben pensato di entrare nel suo giocattolo, dovrebbe sottostare alle leggi da lui imposte. In ogni caso Dio è fregato e la vita prosegue beata senza di lui.

  3. xoxLucretiaxox says:

    La chiesa non si farà mai i fatti suoi temo! :-/ Io potrei accettarla solo se si mettesse da parte, in un angolino…forse mi avvicinerei pure….ma è così invasiva che non fa che farmi fuggire…

    Una donna che che fa la prostituta per piacere e non per soldi la ritengo semplicemente FORTUNATA e GRANDE karagounis78. Perchè segue il suo istinto senza farsi tanti problemi, perchè non ha paura del giudizio della gente, e poi appunto perchè non è costretta.

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