Monthly Archives: October 2006

O sole mio

Ho appena terminato di vedere in streaming l’ultima puntata di Report: potrei snocciolare considerazioni e critiche sullo stato dell’energia italiana, della burocrazia imperante che impedisce al mercato delle fonti alternative di crescere, invece dirò di un pallino di vecchia data.

Per qualche motivo ho sempre tenuto un occhio all’ambiente, a ragione direi, visto come si profilo il prossimo futuro. Sarebbe bello poter essere d’aiuto a mantenere in efficienza il nostro mondo. Sarei pienamente soddisfatto riuscissi a creare una ditta specializzata nella produzione e installazione di tecnologie per le fonti rinnovabili, secondo l’esempio tedesco. Siccome difficilmente vedrò questo sogno realizzato, mi accontenterei di avere una casetta costruita secondo i principi della bioarchitettura e del risparmio energetico. Adesso che ci penso ho anche un amico, un ex compagno di corso, che lavora in una ditta di progettazione di questi impianti. Combinando pannelli fotovoltaici, pannelli di raccolta del calore, efficace isolamento e ventilazione naturale, una casa può ridurre di 10 volte il consumo annuo di combustile necessario al riscaldamento e rifornirsi dalla rete elettrica solo per il 50% del suo fabbisogno.

Roba da non crederci. No, non nelle cifre che ho esposto! Quelle sono più che reali. Ma nel fatto che la gente non chieda a gran voce di avere edifici progettati o ristrutturati secondo questi criteri. Certo da noi non si fa molta informazione su questi metodi, ma anche chi li conosce non spinge a sufficienza. Ancora una volta resto stupito dalla stupidità umana, tanto che sto perdendo fiducia nella nostra conquista del futuro.

Basti pensare ai paesi in via di sviluppo. Invece di investire in queste tecnologie, pensando ai vantaggi sul lungo periodo, quelli si comprano i nostri impianti dismessi. Così non solo non ci potranno raggiungere, ma aumenteranno il tasso di inquinamento globale. Solo i paesi che riusciranno a staccarsi per tempo dal petrolio sopravviveranno all’inevitabile cambiamento economico che colpirà il mondo quando il capitalismo ci avrà fatto affogare nella nostra stessa spazzatura. E allora, povera Italia, così bella e così ottusa.

Into the Legend III

(A grande richiesta l’ultimo capitolo della saga, così forse qualcuno torna a leggermi).

1999, l’anno del grande incidente. Silverstone, Hangar straight, primo giro, Michael ha un problema ai freni e tira dritto alla fine del rettilineo. Terribile schianto con le protezioni. Dopo interminabili minuti Schumi viene portato in ospedale e si saprà che ha riportato la rottura di ambo le gambe. Carriera finita? Macchè. Torna per gli ultimi tre GP, ufficialmente per aiutare la squadra a vincere il titolo costruttori, secondo me per evitare, giustamente, che Irvine vinca il titolo piloti.

 

A seguito dell’incidente Michael sembra rigenerato, tornato il pilota arrembante  e cannibale degli anni della Benetton. E’ così che il quinquennio successivo, 2000-2004, è segnato in ogni dove dalle sue vittorie. Se devo essere sincero, mi è difficile trovare per ognuno di quegli anni un evento significativo e rappresentativo. Non c’erano patemi, c’era la consapevolezza che alla fine tutto sarebbe andato al suo posto, vuoi per la forza della monoposto, vuoi per la grinta del pilota. Tanto vale proporre i filmati di tributo a quegli anni irripetibili.

   

 

  

Indimenticabili sono state le stagioni 2002 e 2004, quando la Ferrari F2000/2004 era nettamente superiore alla concorrenza, perchè costruita attorno e secondo i dettami di Michael. A me i GP sono sempre piaciuti così: si parte in pole, si staccano gli avversari, si arriva primi senza subire il benchè minimo disturbo. Ecco perchè il titolo 2003 è stata una sofferenza: la F2003GA ha necessitato di tutto il talento di Schumi e di una dose di fortuna per risultare trionfante.

Purtroppo, dopo cinque anni di dominazione assoluta, la Federazione ha trovato il regolamento giusto per penalizzarci: eliminare il cambio gomme. Nel 2005 abbiamo ceduto, senza combattere, lo scettro a quel *** ******** di Alonso. Quest’anno invece abbiamo lottato come poche altre volte, rimontando svantaggi abissali, ma non è bastato. Solo la sfortuna, concentrata nei primi due e negli ultimi due gran premi, ci ha battuto. La stagione sarà imperituramente ricordata come quella del ritiro di Schumacher, non come quella del secondo titolo di Alonso.

Dopo una carriera così la Federazione dovrebbe ritirare il N.1 dalle competizioni, per rispetto al più grande di tutti.

 

Into the Legend II

Riprendiamo dal difficile anno 1996. La F310 fu progettata dal geniale John Barnard, ma tutti gli esperimenti troppo estremi si rivelò difficile da domare.

Le pance laterali staccate dal corpo vettura furono una grossa novità, ricordavano molto l’aerodinamica di un caccia, ma l’aria in ingresso spesso risultava sporcata dal flusso proveniente dalle ruote. All’inizio della stagione, inoltre, la Ferrari era ancora l’unica vettura ad avere il musetto rivolto verso in basso. Quando introdussero la F310A (nella foto) con il muso alto e dritto, io la soprannominai il Dito di Dio. Comunque ci regalò 3 successi, anche un paio benedetti dall’asfalto bagnato, condizione in cui Schumi si esalta.

Nel 1997 scesa in pista la F310B, simile nel nome ma totalmente differente nella forma. Finimmo per vincere 5 GP e sfiorammo il titolo. Come tutti ricordano, l’epilogo si ebbe a Jerez, dove Michael si scontrò con Villenueve che tentava di sorpassarlo. C’è chi dice che lo fece apposta, ma io ho ancora dei dubbi: avesse voluto fare il bastardo lo avrebbe colpito alla gomma facendolo capottare. Per dovere riporto il fimato incriminato.

1998, non partiamo certo con i favori del pubblico. Eppure l’avversario da battere è sempre Michael. La nuova F300 fu il primo parto di Rory Byrne e si dimostrò competitiva, purtroppo nessuno si aspettava una McLaren così in palla ed un Hakkinen tanto agguerrito. Due gli avvenimenti che segnarono l’annata. Quello positivo fu la vittoria a Silverstone dove Michael tagliò il traguardo dalla corsia box: insieme allo statega Ross brawn decise di scontare la penalità di 10 secondi all’ultimo giro, sfruttando il fatto che il suo box fosse prima della linea del traguardo.

 

Gara buttata, invece, a Spa a causa di David Coulthard che sotto il diluvio, con visibilità quasi nulla, rallenta in curva e si fa tamponare da Schumi. Un po’ di colpa potremmo darla anche al tedesco, ma lo scozzese ha eseguito una manovra rischiosissima rallentando in traiettoria. Ricordo ancora la furia di Michael al rientro nei box: pensavo volesse mangiarselo. E fortuna non ci sono filmati di me che inveisco contro David e tutta la sua stirpe; che pilota insulso, sempre seduto sulle macchine più forti e mai capace di lottare per il titolo. Basti ricordare che andò a sbattere contro un muretto durante un rientro ai box, velocità di circa 80 km/h!

 

Come ciliegina sulla torta a Suzuka il motore si spense appena prima della partenza in pole, fummo retrocessi in ultima posizione e il titolo andò definitivamente a Mika Hakkinen.

Into the Legend

Ci eravamo lasciati alla prima vittoria di Michael. Due anni dopo, 1994, arriva l’anno della consacrazione mondiale. Un anno difficile, segnato dalla morte di Senna e Ratzenberger, che scuotono il giovena Michael, mentre lasciano impassibile il suo rivale Damon Hill (un altro di quelli che non ho mai potuto sopportare). Il titolo arriverà all’ultima gara dopo una roccambolesca collisione tra i due contendenti. Ma di quell’anno io ricordo il gran giro che Michael fece a Spa: con gomme da slick tenne testa a Hill che, con gomme da bagnato, non riuscì a sorpassarlo.

 

Nel 1995 il secondo titolo mondiale risulta meno difficile da conquistare: gli avversari si devono arrendere alla superiorità di guida del tedesco. Memorabile il sorpasso ad Alesi a due giri dal termine del GP d’Europa. E’ anche l’anno del matrimonio con Corinna: sulle prime ho pensato che il suo vestito da sposo fosse orrido, poi con gli anni ho iniziato ad apprezzarlo.

 

Alla fine della stagione la Ferrari annuncia l’ingaggio del due volte campione del mondo, per tentare di riportare in auge una scuderia ormai povera di risultati. Michael entra nel marchio mito dell’automobile e come prima cosa chiede di poter provare il V12 Ferrari: sul circuito di Fiorano stupisce tutti per la facilità con cui guida una macchina nuova e nella conferenza stampa dichiara di essersi divertito parecchio. Tuttavia a Maranello, per dare modo a Schumi di vincere il titolo, lavorano sodo per preparare un nuovo V10, idea inconcepibile per il cavallino di qualche anno prima.

Rimarrò sempre affezzionato a questi due anni di campionato: Michael guidava di puro istinto, senza fare troppi calcoli e regalava sorpassi da incorniciare, intervallati da errori altrettanto clamorosi. E’ in questo periodo che ho scoperto di odiare con tutto il cuore qualunque avversario tentasse di ostacolare il mio pupillo: lui rappresentava la perfezione ed il buono della F1, gli altri erano tutti brutti e cattivi.

Ammetto che non fui contentissimo del suo passaggio in Ferrari e pensavo non avrebbe più vinto nulla a causa di un’auto poco competitiva. Quanto mi sbagliavo.

Nostalgia

Ho trascurato queste pagine per qualche giorno per troppi impegni lavorativi e non e per poca vena creativa. Ora non ho voglia di tornare sui vari argomenti di attualità che hanno suscitato qualche riflessione ne voglio parlare, per autoregolamentazione sulla privacy, di un fatto accaduto al lavoro. Siamo a venderdì, posso riposarmi due giorni e dedicare buona parte del week end allo svago. La parte restante sarà ovviamente dedicata ai momenti della memoria, alla celebrazione di un campione che sta per abbandonare le corse, con un gran finale che non è proprio quello che ci si attendeva.

Avevo promesso di inserire qui alcuni video della sua carriera.  Inizierei con una lezione sullo stile di guida all’epoca della Benetton Renault, probabilmente ancora la mia macchina preferita.

E ora lezione di storia: gli esordi con la Jordan…

…il passaggio alla Benetton Ford, con splendide immagini di quel GP di Monaco in cui mi innamorai di questo pilota fenomenale. E’ una delle immagini che ho più chiare nella mente, più delle tante vittorie: salita di San Devote, Mansel comanda la corsa seguito da Senna ma alle loro spalle incalza questo tizio dal nome impronunciabile, che guida la prima macchina con il musetto rialzato. Una folgorazione, mezzo giro di pista e già tifavo per il crucco volante. A ripensarci sento una stretta al cuore.

E la grandissima gioia della prima vittoria nel Gran Premio più amato, sul mitico circuito di Spa Francorchamps. L’inizio di ogni record.

Eppure c’è ancora qualcuno che lo critica, che vede solo i difetti e cerca sempre di minimizzare le sue imprese. Ma a costoro io dico: "Verrà il giorno della resa dei conti e me la riderò quando sarete voi sotto l’occhio implacabile dei giudici, che vaglieranno ogni vostro piccolo errore! Pentitevi finchè siete in tempo!"

 

 

 

 

Calendario

Il seguente post serve unicamente come prova per verificare la fattibilità di implementazione di Google Calendar su GdR Italia. Tuttavia non escludo di inserirlo in una revisione del template di questo blog, per fornire ancora più informazioni sulle mie attività, e come utile promemoria per il sottoscritto.

Malannotest

Pensavo di essere scampato al raffreddore, invece ci sono cascato in pieno. La mia criptonite personale mi ha reso la giornata difficile e penso sarà così anche domani, come se non bastasse il computer mezzo rotto a rendere in salita la giornata lavorativa. Meglio buttarsi sul solito test pazzo per momenti mindless.

-Ciao : Salve
-Una parola che inizia per "e": Eredità
-Ti piacciono le marionette? No
-E’ passato molto tempo dalla tua ultima capriola sull’erba? Non mi piace rotolarmi nell’erba
-Perchè Nightmare Before Christmas va più di moda ora che nel ’93? Misteri del marketing
-Cosa ne pensi dei pantaloni a zampa d’elefante? Ricordano i figli dei fiori
-Possiedi un collare, borchiato,glitterato,come ti pare? No, che dovrei farmene?
-Se ti regalano un libro, ti secca trovarci dentro una dedica scritta a mano? Non mi è mai successo, ma direi di no.
-Riguardi spesso le foto di quando eri piccolo/a? Magari con la fidanzata per farci due risate.
-Ti piacciono le barzellette di Pierino? Insomma.
-Solitamente rubi pezzi di bicicletta di colori diversi, per poi montarli insieme? Non è meglio comprarne una già fatta?
-Che effetto produce su di te la pubblicità del servizio civile? Indifferenza totale.
-Quand’è che si cominceranno a trovare in giro magliette trash con stampata su la faccia di Annamaria Franzoni? Spero mai e spero che lei finisca presto in carcere.
-Quanti timbri ci sono sulla tua tessera elettorale, se sei maggiorenne? Saranno 5/6.
-La cosa che ti ha infastidito di più nell’ultima settimana? Elenco troppo lungo.
-E’ tempo di castagne: non fanno schifo anche a te le castagne? Adoro le caldarroste!
-Sei mai andato a funghi? NOn li trovo nemmeno se li ho sotto ai piedi.
-Che rapporto hai con le tue sopracciglia? Vivi e lascia vivere.
-Ma tu li fai/li facevi i compiti? Certo, altrimenti a che servirebbe darli?
-Vorresti cambiare colore degli occhi ogni tanto? No, sono una parte che mi interessa poco, in me e negli altri.
-Ti sta simpatica Maga Magò? Quella de La spada nella roccia era simpatica.
-Hai il terrore di perdere i capelli? No.
-Hai un’amica ricciolina? Non penso.
-Sei uno che chiede? Sono indubbiamente curioso. Oppure ci riferiamo a cose stile "Per l’uomo che non deve chiedere mai!"
-Sei mai stato a Frosinone? No, c’è qualcosa da vedere?
-Il miglior cattivo dei manga? Raul, il fratello di Ken Shiro.
-Su che hai fatto/su che farai la tesina di maturità? Teoria della Relatività Ristretta.
-Ti stanno bene i cappelli? No e mi spiace parecchio.
-I cappotti lunghi? Dipende dal taglio e dal colore.
-Hai mai fatto un castello di sabbia veramente figo? Ero un piccolo archittetto con la sabbia.
-Ti piace la tua ombra? Che domanda è?
-La citazione più divertente che ti viene in mente, su spara: "Da qui a Chicago sono 150 miglia, abbiamo il pieno di benzina, due stecche di sigarette, è notte e portiamo entrambi gli occhiali da sole." "Possiamo andare."
-Stai già dormendo sotto al piumone? Non ancora, ma date le temperature non sarebbe eccessivo.
-Che ne pensi di un romantico a Milano? Romantico cosa? Week end?
-Vero che il narghilè alla fragola sa di medicina? Mai provato il narghilè.
-Pensi sia normale che a qualcuno i capelli raccolti in due codini sbarazzini facciano venire voglia di scoparti da dietro? Perfettamente normale e divertente da mettere in pratica.
-Vero che invece che Madagascar, dovevano fare un film solo sui pinguini? D’accordissimo.
-Al momento,per quale concerto arriveresti addirittura la notte prima? Per nessuno.
-Ti sentiresti a disagio se tua madre si chiamasse Astrid? No, fatti suoi.
-Desideri ardentemente la sigla di Sex and the city come suoneria del cellulare? Per carità de dios!
-A proposito,qual è la tua preferita? Dovessi proprio metterla, ma non lo farò perchè costano, sceglierei i Blues Brothers.
-L’ultima volta che ti è venuto da vomitare? Non ricordo.
-Il viaggio che stai organizzando da un sacco di tempo ma che tuo malgrado continui a rimandare? Per ora me ne resto a Biella.
– Achille o Ettore(andiamo…)? Achille piè veloce.
-Ti senti anche tu tristemente in paranoia a vedere un arabo sulla metro con una valigetta? Per nulla, sstarà andando al lavoro.
-Divano o cuscinone gigante? Divano.
-Mai pensato di scrivere qualcosa sul soffitto,sopra il tuo letto? Così poi mi tocca ridipingerlo. Fossi scemo!
-Mai cercato di curare un uccellino che non riesce a volare? No.
-Hai paura del sonno? No, dormire è tra i primi tre piaceri della vita.
-Ti guardi mai il culo allo specchio? Solo quando provo un paio di boxer nuovi.
-Hai mai rubato qualcosa a qualche amichetto/a? No.
-Chi invidi,al momento? L’invidia è lungi da me.
-Un bel nome francese,femminile? Non esistone bei nomi francesi.
-Flash Dance o Dirty Dancing? Save the last dance.
-Mai comprato preservativi al rum e tequila? E a che potrebbero mai servire?
-Possiedi la tua tazza/tazzina personale? Più d’una.
-Notato che per fare la valletta a Controcampo bisogna essersi per forza scopate uno sportivo vagamente famoso? E che male c’è? Certo che alla Canalis…
-Ti ricordi gli adesivi del formaggino susanna pitupitumpà? No.
-Hai mai voglia di prendere la metro e girare a caso? A Biella non c’è la metro.
-Il soggetto più strano a cui hai fatto una foto? Non saprei proprio.
-La persona che più ti ha sorpreso in positivo? Forse Pintino.
-Porti orologi o ti affidi al cellulare,alle farmacie,o al nulla? Non si può stare senza orologio.
-Mai avuto una spasimante o uno spasimante molto più giovane di te? No.
-Quando in un negozio ti trovi davanti un peluches a grandezza naturale,corri ad abbracciarlo? No, ma vorrei provare.
-L’ultima maglietta bella che hai comprato? Una mezza bianca e mezza verde a 10 euro.
-L’ultima idea distruttiva per te stesso che hai avuto? Non sono autolesionista.
-Sai imitare bene qualcuno? Per niente.
-Hai mai ricambiato il saluto di qualcuno senza capire chi diavolo fosse e dove l’avessi conosciuto e quanto tempo fa? Un sacco di volte.
-A nascondino eri uno di quelli che contava sempre? 50%
-Possiedi un carillon come si deve? Non saprei che farmene.
-L’animale migliore della fattoria? Il maiale, perchè non si spreca nulla.
-Ti sei mai sdraiato sul cofano di una macchina? No.
-Hai mai cucinato per la persona che ti piaceva? Lo faccio tuttora con ottimi risultati.
-Ti piace che ti si faccia patpat sulla testolina? Mi irrita parecchio.
-Ti piace andare al cinema da solo? No perchè non avrei nessuno da infastidire con i miei commenti.
-A chi regaleresti la tua fabbrica di cioccolato? A me stesso.
-Ti è mai crollata una mensola? No.
-Se dovessi aprire un bar come lo chiameresti? L’Antro del Kara.
-Credi nella vendetta? Sarei anche vendicativo ma non metto in pratica.
-Cosa fai quando hai le paturnie? Natura ha voluto che non le avessi.
-Per capire le cose hai bisogno di scriverle? No, ma due grafici e qualche formula aiutano sempre a comprendere il mondo.
-Perchè i calciatori sputano sempre? Troppa salivazione.
-Saresti un buon idolo pop per dodicenni? Non vorrei mai essere l’idolo di una masnada di senza cervello.
-Sai usare la lavatrice? Sì.
-Ti piace lanciare briciole di pane ai volatili? No, le mangio io le briciole.
-Come immagini l’interno della tua testa? Pieno di grandi idee.
-Sasso forbice o carta? Carta.

Rece a caldo (possibili spoiler)

Stasera cinema: Il diavolo veste Prada. Non avrei mai detto che sarei andato a vederlo, avendone visto il trailer una volta sola e di sfuggita. E invece l’ho trovato un film gradevole, leggero, ben congegnato. L’ho preferito di gran lunga a Pirati dei Caraibi 2: almeno questo film fornisce molti spunti di riflessione circa le vicende che vengono raccontate. La pellicola non è una critica al mondo dell’alta moda, dato che la storia funzionerebbe allo stesso modo se si parlasse di riviste di bulloni; il succo penso stia nella scelta che la protagonista fa alla fine sul tipo di lavoro che vuole per sè: seguire la passione per il giornalismo partendo dal basso o restare al seguito di un capo diabolico che però le può aprire le porte delle grandi riviste. Immaginate voi cosa può aver scelto.

Tra i punti di forza del film metterei la colonna sonora, con molti pezzi di Madonna, gli abiti rigorosamente di grandi stilisti e l’interpretazione di Meryl Strip, più cattiva che nella parte di Crudelia Demon. Le migliori battute comiche le fa lo stylist gay della rivista, e ovviamente sono chic anche quelle. Circa la Hathaway direi carina, appropriata nel ruolo della ragazza acqua e sapone, ma, per i miei gusti, un po’ troppo insignificante.

PC

Ovvero quando l’informatica si ribella. Oggi stavo beatamente concludendo la mia giornata lavorativa e terminando il progetto di un soppalco. Applico al disegno autocad il comando specchio e, oplà, il computer si blocca. Di nuovo! ho pensato, dovrò riavviare. Invece di riavviarsi come sempre il pc mi ha fatto una sorpresa: errore di registro e riprisitno di una vecchia configurazione di backup. Forse un po’ troppo vecchia. E’ come se su quel computer non ci avessi mai messo mano: i file dwg non vengono più riconosciuti, Norton dà vari errori, entro in conflitto con l’indirizzo IP di un collega. Ma non potrebbe rompersi quella baracca?! Almeno potrei chiedere di avere una macchina più performante: penso di poter aumentare la mia produttività del 10% con uno strumento meno ostico.

Mi hanno distratto dal post e ora ho perso l’ispirazione. Buon week end a tutti.

Obesity Day

(Non me ne vogliano coloro che dovessero ritenersi obesi e perciò malati.)

A quanto pare ieri era la giornata dedicata alla cura dell’obesità. Questa semplice constatazione ha scatenato una serie di processi logici che hanno portato alla formulazione di un pensiero cosciente circa le responsabilità di uno Stato in campo medico e non solo. Sto per andare contro la comune morale ed etica, ma cercherò di farmi seguire passo passo.

Lo Stato si è arrogato il diritto/dovere di curare i suoi cittadini quando essi siano malati. Questo spesso è causa di molte discussioni quando ci si avvicina al limite dell’accanimento terapeutico; ma non ho mai sentito nessuno porsi il problema di come agire nei confronti di coloro che si ammalano consapevolmente. Un bevitore accanito si presenta in ospedale e gli viene riscontrata una grave forma di cirrosi epatica, o peggio. Come ci si deve comportare? Ad oggi verrebbe curato anche mutualisticamente. Eppure quel paziente sapeva che bevendo come una spugna rischiava quella malattia; dunque perchè non ha smesso o perchè ora che è malato viene a cercare aiuto?

Il punto è che un servizio sanitario pubblico dovrebbe sì curare chi è malato, ma solo quando la malattia non dipende da scelte volutamente autolesionistiche del paziente. Sarebbe belleo sapere quanto spende l’Italia per curare i drogati, i tumori dei fumatori, gli alcolizzati, gli infetti da HIV contratto sessualmente, etc. Tutti soldi che si potrebbero investire nel miglioramento della sanità per chi invece subisce le malattie. Per gli altri esistono sempre, e sarebbero ben felici di accapparrarsi il business, le strutture private; ovvio che nessuna assicurazione le passerebbe per le suddette cure.

Sono stato sufficientemente chiaro? E l’obesità che c’entra? Ormai viene ritenuta una malattia anche quando è il regime alimentare sregolato a provocarla. Possibile che la gente aspetti di pesare 130 kg prima di pensare di farsi curare? E’ il classico caso in cui, riscontrato che non dipende da un fattore ormonale, spedirei il paziente fuori dall’ospedale in malo modo. L’ignoranza, almeno su certi argomenti, non è più tollerabile, non in una società che si vanta di stare nell’era dell’informazione. Informazione ovunque, ma nessuno che la recepisca; anzi, più ce n’è e più la gente risulta ignorante. Ma non voglio divagare…

Lo Stato deve prendersi cura dei suoi cittadini, entro certi limiti, ma ha il diritto di richiedere agli stessi di rispettare le regole. Imponiamo che ai servizi possano accedere solo le persone virtuose in realzione al dato servizio. Se il servizio non è essenziale sparirà da solo perchè nessuno vorrà sbattersi per usufruirne, ma se fosse vitale, come la sanità, allora potremmo assistere ad una sterzata verso uno stile di vita più sano, equilibrato, attento. Utopistico? Non penso. Utopistico pensare che verrà mai promulgato una simile legge, ma qualora ci fosse la gente ne sarebbe segretamente contenta: l’uomo non è nato per comandare, si trova a proprio agio quando deve ubbidire a degli ordini.

Ancora una volta questo discorso dimostra, a me e a chi non ne fosse convinto, che il cuore del mio pernsiero è sempre il semplicistico, ma efficace, paradigma socratico: colui che conoscesse il bene, dovrebbe agire di conseguenza e vivere secondo virtù.