O sole mio

Ho appena terminato di vedere in streaming l’ultima puntata di Report: potrei snocciolare considerazioni e critiche sullo stato dell’energia italiana, della burocrazia imperante che impedisce al mercato delle fonti alternative di crescere, invece dirò di un pallino di vecchia data.

Per qualche motivo ho sempre tenuto un occhio all’ambiente, a ragione direi, visto come si profilo il prossimo futuro. Sarebbe bello poter essere d’aiuto a mantenere in efficienza il nostro mondo. Sarei pienamente soddisfatto riuscissi a creare una ditta specializzata nella produzione e installazione di tecnologie per le fonti rinnovabili, secondo l’esempio tedesco. Siccome difficilmente vedrò questo sogno realizzato, mi accontenterei di avere una casetta costruita secondo i principi della bioarchitettura e del risparmio energetico. Adesso che ci penso ho anche un amico, un ex compagno di corso, che lavora in una ditta di progettazione di questi impianti. Combinando pannelli fotovoltaici, pannelli di raccolta del calore, efficace isolamento e ventilazione naturale, una casa può ridurre di 10 volte il consumo annuo di combustile necessario al riscaldamento e rifornirsi dalla rete elettrica solo per il 50% del suo fabbisogno.

Roba da non crederci. No, non nelle cifre che ho esposto! Quelle sono più che reali. Ma nel fatto che la gente non chieda a gran voce di avere edifici progettati o ristrutturati secondo questi criteri. Certo da noi non si fa molta informazione su questi metodi, ma anche chi li conosce non spinge a sufficienza. Ancora una volta resto stupito dalla stupidità umana, tanto che sto perdendo fiducia nella nostra conquista del futuro.

Basti pensare ai paesi in via di sviluppo. Invece di investire in queste tecnologie, pensando ai vantaggi sul lungo periodo, quelli si comprano i nostri impianti dismessi. Così non solo non ci potranno raggiungere, ma aumenteranno il tasso di inquinamento globale. Solo i paesi che riusciranno a staccarsi per tempo dal petrolio sopravviveranno all’inevitabile cambiamento economico che colpirà il mondo quando il capitalismo ci avrà fatto affogare nella nostra stessa spazzatura. E allora, povera Italia, così bella e così ottusa.

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