Monthly Archives: November 2006

Godi forte Kara!

Oggi sono di frettissima. Avrei un paio di cose da raccontare ma le riservo per i prossimi giorni: gli argomenti prevederanno i viaggi nel tempo, novità dal lavoro, pettegolezzi vari e programmi per le feste.

Per ora accontentatevi di sapere che ieri sera ci siamo goduti (il "ci" sta per Iglia, Goio ed io) il mitico Fusi di Testa. Spassosissimo,  schizzoide, stropiccioso! Per me è stata quasi una prima dato che l’unica altra volta lo vedetti ai tempi delle medie, quando il film uscì nelle sale. Mi sono innamorato della Spassomobile: andate a cercarla su internet e vedrete!

Per ora sappiate che vi amo forte e duro! Buona notte e godi forte!

Crop circle

Non lo trovate un argomento affascinante? Chi si nasconde dietro a questi splendidi disegni? Personalmente non dò credito alle teorie che chiamano in causa intelligenze extraterrestri, perchè ci sono validi motivi allo stato della scienza per credere che un viaggio interstellare sia impresa titanica; sono orientato verso una spiegazione nell’ambito umano: alcuni sono opera di burloni, altri potrebbero essere frutto di esperimenti.

Guardandone un piccolo catalogo posso dire che resto afascinato dala perfezione geometrica delle formazioni: chiunque le studi ha un gusto estetico invidiabile. E’ vero che molte di esse trasmettono un senso di armonia, quella che si riscontra nel tessuto della realtà, frutto di madre natura e ricercata dalle leggi fisiche.

E trovo molto strano che la pratica di fabbricare cerchi nel grano non abbia preso piede in più parti del mondo: solo l’Inghilterra ha così tanti eventi da poterci fare studi seri, mentre altrove sono così sporadici che pare ovvio siano frutto di una mano umana. Questo mi fa riflettere: ci sono emulatori delle cose più turpi, ma pochi tentano questa via. Dubito siano scoraggiati dalle sanzioni legali: o è troppo difficile oppure la spiegazione va cercata altrove.

A me piacebbe cimentarmi nello studio di queste formazioni, ma dubito che sarebbe un lavoro redditizio. Purtroppo anche solo per documentarsi seriamente bisogna farsi largo tra un mare di pubblicazioni fallaci. Speriamo che per quando sarò in pensione non si abbiano ancora risposte certe, così potrei pensare di gettarmi nella mischia.

Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio. Oscar Wilde

Riflettendo sui miei gusti attuali in vari ambiti, ho scoperto quanto siano cambiati negli anni. Quanto e cosa può dire questa evoluzione di una persona? Beh, non sono per nulla esperto in questo campo, ma sarei curioso di conoscere un parere "esperto".

Prendiamo un argomento esemplificatore, l’auto. Appena patentato avrei fatto carte false per guidare una Fiat 500 Sporting. Ero messo male! Poi mi sono orientato verso la Tigra, che tuttora mi piace. Piano piano ho sentito il bisogno di macchine sempre più grandi, spaziose: un settore C, una station wagon e ora un monovolume. Gli psicanalisti mi direbbero che è chiaramente legato ad un simbolismo fallico, ossia voglio dimostrare di essere superdotato quando invece sono nella media europea. Discorso analogo vale per la casa: dal monolocale intimo, da single, alla villa con stanze enormi, capaci di accogliere cucine super e armadi capientissimi.

Un discorso a parte meriterebbe il capitolo donna: ho sempre avuto gusti difficili e a volte controtendenza, ma vuoi il bombardamento mediatico, vuoi una certa passione verso la pornografia, dovessi dare un’ideale ora descriverei una bionda formosa, possibilmente rifatta, fianchi generosi, dal portamento appariscente. Questo il cosiddetto corpo per il piacere, non certo una di cui ci si potrebbe innamorare perdutamente. Da quel lato prediligo ancora le ragazze semplici, acqua e sapone, che mi stimolino mentalmente e che, non essendo perfette, possano migliorarsi di continuo. Tuttavia, sessualmente parlando, riscontro questa tendenza verso la sproporzione, in stile manga, in cui i caratteri fondamentali vengono accentuati oltremisura.

E’ forse l’esternazione di una certa dose di megalomania interna? E’ la mia anima incontentabile, sempre affamata di maggiore conoscenza, risorse e spazio vitale, che esce allo scoperto? Perchè, contrariamente a quanto potrebbe apparire da queste righe, questi desideri di grandezza non mi impediscono di gustarmi ciò che ho; non sono scontento, anzi. In fin dei conti non faccio nemmeno tanti sforzi per far avverare questi sogni, questi gusti. Mi preoccupa il fatto che continuando di questo passo arriverò a volere un castello da 100 stanze con un TIR parcheggiato nel parco ed due tette par

Uff

Mammamia che giornata! Al lavoro è stato tutto un caos di telefonate, driver che non volevano installarsi e lavori lasciati in sospeso. Ne ho pagato le conseguenze questa sera a lezione inceppandomi su alcune domande; continuo ad avere difficoltà when the teacher speaks too fast.

Sinceramente non so che scrivere, è inutile tirarla per le lunghe. Seguo allora il consiglio del Folletto e chiedo ai miei lettori chi riconscete in questo video dedicato a Johnny Cash.

 

Futuro

Sabato sotto la doccia, laboratorio di tante idee geniali, sono stato fulminato da questo pensiero: la fantascienza è quasi realtà, l’uomo potrebbe viaggiare fra le stelle e creare un grnade impero, una zona di suo totale dominio; tuttavia la società sembra tendere allo sbando e insieme con essa l’ambiente. Può essere che non si veda l’alba di un’era così fulgida?
Ritengo improbabile che l’uomo riesca ad eliminarsi dalla faccia della Terra: siamo troppo coriacei, adattabili, combattivi per arrenderci di fronte alle catastrofi. Al momento stiamo scombussolando, se non distruggendo, un grande ecosistema; ciò porterà a cambiamenti climatici anche radicali, ma non saranno così rapidi e distrittuvi da portarci all’estinzione. La società si evolverà di conseguenza, come si adatterà una volta che i combustibili fossili termineranno. Quello potrebbe essere il momento della svolta, magari seguito subito da un declino tecnologico e sociale, ma da cui germoglieranno i semi per nuove forme di aggregazione sociale.
Siamo qui e noon c’è verso di schiodarci; non siamo saggi ma non ci spezziamo. Al limite abiteremo un mondo faunistacamente e floristicamente meno vario, ma è un problema relativo che dipende da quanto pensiamo di dover rispettare il nostro ambiente di vita. Pensare a quanto la nostra specie potrà fare in futuro, le conquiste a cui potrebbe giungere, la tenacia con cui rivendicherà il prorpio spazio nell’universo mi riempie di orgoglio.

883

E’ da qualche giorno che ho in mente questo post. L’autoradio mi alleta con Tutto Max, il best degli 883 e di Max Pezzali. Sono tutte canzoni che si conoscono, e alcune hanno fatto storia. La cosa belle è che Pezzali canta della vita di gente normale, di fatti e pensieri che sono comuni a tutti. Così vorrei provare a fare questo gioco: cercare di legare ogni canzone ad un pezzo della mia vita o ad un pensiero. Se volete cimentarvi anche voi…meglio prima ascoltare la canzone, perchè il titolo potrebbe essere fuorviante.

CD 1
1. Eccoti – il ritornello non può non farmi pensare a Paola.
2. Nord sud ovest est – I don’t know.
3. Hanno ucciso l’Uomo Ragno – ok, questa è veramente difficile da ricollegare. Se proprio dovessi trovare qualcosa che si avvicini, sarebbe il ritiro di Michael dalle corse, la fine di una leggenda.
4. Lo strano percorso – i bei tempi del liceo e del primo amore.
5. Come mai – forse il momento tra la fine della cotta per Elisabetta e l’inizio dell’amore con Paola.
6. Sei un mito – mai successo di uscire con una come quella descritta nel testo.
7. Bella vera – questa mi ricorda tutte quelle gnocche che si vedono nei locali d’estate.
8. Come deve andare – parlavo poco tempo fa di sano attendismo, ed ecco la colonna sonora.
9. La regola dell’amico – potrei fare molteplici esempi di quanto sia veritiera questa canzone. Eppure una volta ero fautore dell’idea che l’amore nascesse come naturale evoluzione di un rapporto di amicizia.
10. Gli anni – forse si adatterà meglio tra qualche anno, quando mi guarderò indietro.
11. Rotta x casa di Dio – le serate a sparate cazzate con gli amici fregandosene dei problemi del mondo.
12. Nessun rimpianto – se mai dovesse finire con Paola…ma non voglio nemmeno pensarci.
13. Se tornerai – ogni volta che la ascolto mi ritornano alla mente gli anni passati in compagnia di Ramella, le tante cavolate che abbiamo combinato senza renderci conto delle possibili conseguenze, e come ci siamo persi di vista. Mi riempie di tristezza.
14. Un giorno così – facile, quando esco in una giornata limpida e mi meraviglio di quanto il mondo sia bello e di che scorci fantastici offra la mia amata Biella.
15. Senza averti qui – sembra il racconto dell’estate 2004, lontano da Paola, causa crisi del settimo anno.
16. Io ci sarò – la promessa mai esplicitata che cerco di rispettare nel rapporto con il mio amore.
17. Un mondo insieme a te – ancora mi stupisco di quanto Paola abbia cambiato la mia vita, tirando fuori il meglio di me, aiutandomi a maturare e facendomi diventare quello che ora sono orgoglioso di essere. Grazie Patata!
18. Uno in più – i 30 si avvicinano e l’orologio biologico fa tic tac.
CD 2
1. Grazie mille – le tante gioie concesse dalle piccole cose, dai gesti semplici e dai pensieri ben focalizzati.
2. Ci sono anch’io – mattone dopo mattone io e Paola abbiamo costruito un rapporto solido, seppur basato su un sogno, un ideale: l’amore vero, quello che non finisce.
3. La regina del Celebrità – non sono mai stato assiduo in disco; ma s ne avessi avuto lìopportunità so che avrei messo a nudo tutta la mia anima da discotecomane.
4. Una canzone d’amore – ricordo tutte le poesie che ho dedicato a Paola, una per ogni gioia che mi ha regalato.
5. Ti sento vivere – i tempi dei progetti su come dichiararsi alla ragazza che mi piaceva. Tanti progetti e nulla di fatto alla fine.
6. La dura legge del gol – la forza di un rapporto di amicizia come quello tra Simo e me, che resiste da ormai 15 anni.
7. Con un deca – eh la paghetta settimanale! all’epoca ci si divertiva spendendo poco.
8. Non me la menare – per fortuna non ho mai avuto una fidanzata rompipalle come quella della canzone.
9. Nella notte – le seratone con la compagnia di amici che non portano a nulla ma ci si diverte comunque.
10. Nient’altro che noi – gli splendidi momenti che seguono l’aver fatto l’amore, quando il mondo si riduce a lei ed a ciò che trasmette ai miei sensi.
11. Tieni il tempo – manifesto al non farsi abbatere dal mondo esterno; per me, genio incompreso, è un inno di speranza.
12. S’inkazza (Questa casa non è un albergo) – e quale madre non ha mai detto ciò?! io l’avrò sentito almeno un centinaio di volte.
13. Fai come ti pare – mia la vita, miei gli errori, a me le soluzioni. E come detto in altro post, non mi pento di nulla.
14. Quello che capita – quante volte mi sono posto le grandi domande esistenziali; per ora mi sono dato delle risposte convincenti, ma la vita mi obbligherà a rivederle.
15. Me la caverò – prima di capire le cose devo sbattere il muso contro un muro. Funziono così, ma alla seconda volta è sempre il muro a cedere.
16. Viaggio al centro del mondo – non posso annoverare un viaggio in un posto così intenso, ma ogni viaggio fatto in compagnia di Paola mi ha lasciato tanti ottimi ricordi. Lei è il centro del mio mondo.
17. Jolly Blue – il Dado Giallo non è una salagiochi ma è una parte importante del mio mondo e del mio passato. Grazie di tutto ragazzi!
18. La lunga estate caldissima – Estate=+gnocche!

Simposio

Le due volte in cui sono uscito questa settimana mi sono piaciute davvero parecchio. In entrambi i casi ho trascorso la serata con i ragazzi del Dado.

Mercoledì sono andato in visita alla nuova sede, in fase di allestimento, abbiamo sparato quattro cazzate e poi ci siamo trasferiti al Tic Tac a mangiare un boccone. Ci siamo ritrovati attorno al tavolo, io, Lopez, Goio, Debe, Beppe e Iglia, a spettegolare un po’, ma soprattutto a parlare di musica. Mi piace questo, guarda ti consiglio quel gruppo, no il suo ultimo album non è granchè, mi passi qualche canzone di quel tale, pareri in libertà in un’atmosfera rilassata e conviviale.
Ieri sera, invece, persone differenti, l’immancabile me, l’onnipresente Goio, Nice e Prado, argomenti differenti, dato che si è spaziato dal calcio al pettegolezzo alla politica alle cavolate, ma sempre lo stesso spirito di chiaccherare senza tensione. Mi sono fatto tante di quelle risate, come mi capita solo con le uscite del Simo. Peccato solo non ci fosse anche Augu.

Adoro poter parlare in tranquillità con gente intelligente che sa mescolare il pensiero serio con quella punta di sarcasmo o con la battuta che non ti aspetti. Permette più di tante discussioni impegnate, che pur mi piacciono molto, di conoscere le persone che ti stanno intorno.
Per ognuno di loro potrei fare degli elogi: Prado è dotato di una mente veramente acuta; stessa cosa che potrei dire di Augusto, probabilemente la persona più intelligente che conosca; Goio, o Ale che dir si voglia, parla sempre tra il serio ed il faceto ma coglie dritto nel segno; di Nice mi piace come sia sempre con i piedi per terra, sempre attuale nel contestualizzare le sue riflessioni; Iglia è molto eclettico e su certi argomenti è imbattibile; Lopez ha il dono di non cercare mai la polemica; il Beppe, si sa, è l’uomo giusto per una discussione sui massimi sistemi; anche il Debe quando stacca il cervello da WoW ha le sue brave cose da dire.

Speriamo che sia così più spesso.

Teoria da bagno

Ipotesi: l’inefficienza crea ricchezza

Dimostrazione: imponiamo che uno Stato guidato saggiamente si ritrovi a dover far crescere il proprio PIL o garantire nuovi posti di lavoro. Tuttavia la sua economia non sembra reagire a nessuna manovra messa in atto. Una strada percorribile potrebbe essere quella di legiferare e imporre nuove regole in vari settori. Il non rispetto di queste norme sarà sanzionato con multe, molto salate.
Per le aziende l’adeguamento comporterà un esborso, anche notevole, ma per chi deciderà di fornire il supporto tecnico si troverà con un crescente numero di commesse. E’ probabile che nuove ditte sorgano sulla scia del nuovo business incorporando la manodopera e le strutture operative delle ditte che hanno visto negativamente colpito il loro settore.
Fermiamoci per un esempio: domani il Governo decide che ogni tetto dovrà dotarsi di pannelli solari per la produzione di energia elettrica e calore. Più spese per tutti per adeguarsi in tempo, ma super lavoro per le poche ditte del settore. Le aziende che prima fornivano i servizi elettrici e di riscaldamento gradatamente vedranno ridursi il mercato, ma potranno convertirsi al nuovo mercato. Si crea tutto un indotto di produttori, installatori, controllori, manutentori etc, che muoverà un giro d’affari superiore al precedente.
Perchè superiore? Perchè si è creata inefficienza, in particolare inefficienza nella struttura di servizio. Troppe persone offrirebbero gli stessi servizi, anche non indispensabili e avrebbero ognuno la sua piccola fetta di mercato. Invece prima pochi ed ormai efficienti competitori si spartivano gli utili. Alla lunga si tornerà ad una situazione meno caotica, più efficiente; il tempo di riassesto sarà determinato da fattori tecnologici, commerciali e legislativi. Più la tecnologia imposta come limite è elevata, maggiore sarà il tempo necessario a raggiungere lo standard, così come il tempo si allunga introducendo ulteriori regole.

Tesi: abbiamo dimostrato come un certo di tipo di inefficienza possa creare le condizioni per uno sviluppo economico. Cosa ne inferiamo? Dalla dimostrazione conseguono i seguenti enunciati:
1-> un’inefficienza globale del sistema tende a spalmare la ricchezza su più soggetti.
2-> l’inefficienza locale di un soggetto della catena è, dal suo punto di vista, globale, poichè per produrre un servizio sfrutta più personale di quanto realemente necessario, regalando così ricchezza a persone teoricamente inutili.
3-> un forte aumento dell’inefficienza locale porterà ad una diminuzione dell’inefficienza globale, poichè i soggetti meno inefficienti avranno maggior guadagni da reinvestire in progresso tecnologico o per acquisire ditte meno efficienti.
4-> il ristagno del comparto corrisponde ad un massimo locale dell’efficienza di sistema ed ad un minimo dell’efficienza locale.

Varie ed eventuali

Che strano periodo questo dove a seconda dell’ora del giorno ho un umore altalenante. La mattina ovviamente non vorrei svegliarmi dal letto, mi chiedo chi me lo faccia fare di andare al lavoro; durante la giornata invece sono vispo ed attivissimo, ma torno a spegnermi una volta rientrato in casa; cado in una specie di pessimismo cosmico che scompare come neve al sole appena esco o faccio qualcosa che esula dalla solita routine. Va a sapere perchè…

Eppure il mondo continua ad offrire così tanti spunti di riflessione, ma non ho tempo per fare tutto! Voglio togliermi dalle balle questa università, fregiarmi del titolo Ing., avere i miei biglietti da visita plastificati, e poter dedicare le serate a interessi seri e costruttivi. Pensare che ora sta tornando anche in voga il paganesimo. Avete capito bene.

Su Panorama c’è un articolo a tal proposito, sulla nuova tendenza a recuperare le festività che stanno sotto a molte che erroneamente vengono ritenute cristiane. E’ ancora un movimento poco conosciuto ma potrebbe prendere piede, in questo mondo che si annoia facilmente. Non parlaimo del vecchio e sano paganesimo, e non penso ci siano questioni ideologiche alla base, e dico che me ne dispiaccio. Penso sempre che mi piacerebbe tornare ai tempi del liceo per professarmi pagano, e mettere sul banco in bella mostra l’effige di Zeus o la statuetta di Atena, alla faccia dei crocefissi in aula! In fin dei conti chi ha dimostrato la non esistenza degli dei pagani? Mi pare che le prove a favore del dio unico non siano migliori. A ben vedere il paganesimo era una gran forma di religione, che prevedeva il rispetto verso gli altri. Certo sarebbe difficile scegliersi una divinità in particolare: troppo facile dirsi seguaci di Bacco, anche se ad una bella orgia non si dice mai di no.

Al lavoro la situazione continua ad essere rosea: piano piano mi investono con piccole responsabilità e lavori di progettazione. La mia mente ha così tante idee che la maggior parte si perdono per strada; ora sono concentrato con le tabelle di portata del portapallet, ma mi frullano in testa alcune idee che proporrò all’Ing. Mi sembra di essere l’uomo giusto al posto giusto, modestamente parlando.

Ma è vero che nella Finanziaria vogliono inserire degli incentivi alla rottamazione? Sarebbe una buona cosa, così potrei scegliere di acquistare un nuovo invece di un usato. Certo la Ford S-Max è ancora un miraggio.

Bohm, tra una cosa e l’altra qui al Club ho perso la vena letteraria e non è il caso di sproloquiare senza un senso. A domani.

The China

Ragionavo su quanto sappiamo poco della storia delle civiltà. Qui da noi a scuola si studia solo l’evoluzione socio-politica degli stati europei; il resto del mondo è visto come il campo da gioco delle varie potenze europee. Prima del 1492 le americhe non sono mai citate e anche le indie restano ai margini, sottilmente legate alle vicende di Alessandro Magno o della Repubblica Marinara di Venezia.

Eppure oltre i nostri confini per millenni si è evoluta una storia differente, di cui la maggior parte della gente non conosce nulla. Prendiamo la Cina: millenni di storia imperiale, di conquiste, guerre, scoperte filosofiche e scientifiche, dagli usi e costumi diversissimi. E quale è il nostro giudizio su questa grande nazione? "Oh mamma, arrivano i cinesi e noi perdiamo i nostri posti di lavoro!"
Mi pare ci sia poco rispetto. L’impero cinese, anche se tale non è più, non è mai stato conquistato dagli europei, salvo cedere quel lembo di terra su cui si abbarbica Hong Kong; ha resistito strenuamente anche durante la seconda guerra mondiale, vuoi per la vastità del territorio vuoi per la combattività del suo popolo. E’ anche l’unica società ad essere riuscita nel progetto politico socialista, secondo me anche grazie ai dettami del confucianesimo, così radicati in quelle regioni.

Insomma la Cina è una nazione non da temere ma da ammirare e capire, se vorremo relazionarci con lei senza inconcludenti scontri frontali. Perchè, come sempre, fa paura ciò che non si conosce. Per questo io mi ripormetto di imparare qualcosa di più sulla storia dell’oriente quando avrò del tempo libero da impegni. Il sogno proibito resta sempre un grande tour della Cina, per non andare a disturbare la folle idea di percorrere un tratto della Grande Muraglia in bici.