Monthly Archives: February 2007

Ri…ridico

Per chiudere il discorso su Dico ed unioni di fatto. Andate a leggere questa analisi del saggio Matrimonio e morale di Bertrand Russel.

….

Letto? Avete fatto caso alla data in cui fu concepito? Il lontano 1929. Eppure i temi sono più che attuali e le conlcusioni di Russel, oso dire il più grande filosofo del XX° secolo, sono le stesse a cui alcuni giungono oggi. Eppure la sua situazione socio-economica era soltanto la proto-situazione odierna; ma, quando c’è il genio, la capacità di astrazione supera le misere barriere della percezione del momento.

Una piccola postilla: il primo paragrafo "Il libro inizia dalla constatazione di come…" esprime gli stessi che ho cercato di illustrare nei miei post, eppure solo stasera sono venuto a conoscenza di questo saggio, tramite una rivista libraria. Vorrei evitare di essere troppo vanaglorioso, ma forse la via del filosofo mi si addice.

TRAGEDIA!

Terribile pomeriggio oggi al lavoro. Ho fatto un casino irrimediabile. Io ho cercato di fare del mio meglio, di dimostrarmi pronto al compito, ma il sistema si è ribellato.

Tranquilli, non ci sono porta pallet a rischio di rottura o soppalchi ballerini. L’Armageddon si è scatenata e ha spazzato via dall’IPod del Dottore qualcosa cone 10GB di mp3. Alla scoperta della disfatta il proprietario è rimasto sconcertato per una decina di minuti. Figuratevi io che ero il responsabile del processo di installazione del lettore digitale. I miei sentimenti fluttuavano fra la vergogna per il fallimento, lo sconcerto per l’errore ed un profondo dispiacere.

Certo, non sono dati irrecuperabili, tanto che da domani avrò, tra gli altri, il compito di importare una pila di cd su di un pc, ma comunque dispiace. Un’occasione per dimostrare di essere altamente affidabile sprecata. Non voglio esimermi dall’imputare parte della colpa al software ITunes, che non è molto agevole quando si installa un IPod pieno invece che uno vergine. In definitiva, il buon programma ha deciso di sincronizzare la libreria musicale del pc, vuota, con la lista musicale della periferica; risultato: periferica completamente svuotata.

Promemoria per le volte future: se nell’uso di un programa non sono troppo confidente, meglio rifiutare un aiuto incondizionato.

PS. Vorrei ancora scrivere ma Boz e Iglia mi rompono perchè vada a giocare.

The big net

Ieri sera mi sono accorto che ultimamente la rete non ha più lo stesso fascino. Quando non ho nulla di particolare da ricercare o da approfondire, mi bastano venti minuti per fare il giro dei siti abituali, quasi tutti blog per la verità.

I primi tempi invece era un turbinio di zapping, saltavo da un sito all’altro seguendo link stranissimi. Ora ho perso quella foga: chat, forum, siti porno, siti di gossip, giochi, notiziari online non hanno più nulla da dire. E’ sicuramente un problema mio e non della rete, c’è però da sottolineare il fatto che le informazioni sono talmente tante che starci dietro un po’ seriamente rischia di diventare un lavoro.

Penso di aver preso a considerare Internet come qualcosa di utile solo nel momento in cui si ha qualcosa da cercare. Fortunatamente ho sempre qualcosa che mi incuriosisce, per questo non posso fare a meno di questo mezzo. Per rompere la noia ho addirittura pensato di creare un dominio mio, un karagounis.it, su cui trasferire il blog e poi aggiungere altre cose. Non è la spesa annuale a bloccarmi, ma il fatto che sono ignorante in materia di siti. Magari un giorno.

E ora, una volta chiusa questa pagina dove andrò? Accetto suggerimenti per nuove peregrinazioni.

Dicotomie

Come può essere che un Governo eletto dal popolo, dunque suo legittimo rappresentante, dichiari che la volontà popolare non conta nulla nelle scelte strategiche? Occhio, io sono pienamente d’accordo sulla seconda parte della domanda, ma parto dall’idea che il Governo non deve essere lì non per volontà popolare ma per questioni di efficienza e praticità.

Le domocrazie moderne, se tali vogliamo chiamarle, ondeggiano fra l’oligarchia e l’oclocrazia spesso citata da Augu. Quando la volontà popolare è di aiuto si ricorrere volentieri alla seconda forma, ma quando c’è da spartirsi una fetta di guadagni le combine sono all’ordine del giorno. Si ricade in un classico caso di vicolo cieco: la soluzione non va cercata nel piano, ma nello spazio per così dire; rivoluzionare il sistema è l’unica via d’uscita.

Ma forse questa tendenza dualistica è connaturata all’animo umano: vogliamo essere liberi e coinvolti nelle decisioni, ma facilmente seguiamo un capo carismatico, meglio se autoritario. E’ chiaro che è un serpente che si morde la coda, un circolo vizioso. Nessuna struttura politica resta stabile per molto tempo: la democrazia ha consumato in fretta il suo stoppino e dovrebbe spegnersi, semplicemente perchè cova in seno le sue serpi e anzi le alimenta volentieri nel nome delle libertà individuali.

Ho appena letto il blog di Prado, il quale dichiara che il dodicesimo comandamento di Prodi, che si arroga il diritto di decidere in caso di diatribe, sia simile ad una dittatura. Il mio primo pensiero è stato invece di solidarietà: se il capo del governo non è in grado di prendere e imporre decisioni forti, non ha nemmeno senso iniziare a lavorare. Purtroppo non credo che Prodi sia l’uomo giusto: in tutti questi anni di militanza politica non ha mai dimostrato di possedere una simile qualità.

Allo sbaraglio

E così sembra che il povero Prodi non mangerà l’uovo di pasqua. Lo scherzetto di carnevale gliel’hanno fatto i suoi amicicci della sinistra radicale: ecco cosa vuol dire covare una serpe in seno. E ora che si farà Romano? Nuove elezioni con sconfitta quasi certa o il classico governo di ripiego?

Ahimè, anche questa volta ci ritroviamo con un governo per nulla stabile che sicuramente non potrà garantirici, indipendentemente dalla fazione politica, crescita ed innovazione. Il problema a questo punto è che neppure la coalizione del precedente governo esiste più: anche a destra si litiga e ci accapiglia per parole di aria fritta. E’ giunta di nuovo l’ora del grande centro? Is DC back in town? Attendiamo ancora qualche giorno. E chissà che ne pensa Augu.

Acquario

Oggi, dato il giorno di ferie, gita all’Acquario di Genova con Paola ed i futuri suoceri. Occasione per provare sui lunghi rettilinei autostradali la nuova auto, che si è comportata benissimo spingendosi, anche se solo per pochi secondi, fino ai 170 Km/h come se nulla fosse. Poi un occhio ai consumi mi ha imposto di rientrare nei limiti.

Quello che voglio dire però non riguarda l’esperienza dell’acquario in sé, che comunque consiglio a chi non l’avesse mai visto, ma la riflessione che mi ha suscitato. Sapete che l’acqua è il mio elemento, aristotelicamente parlando, preferito, ma quello che sta dentro all’acqua è ancora più straordinario. Migliaia di forme di vita tutte differenti, forgiate da milioni di anni di evoluzione, perfettamente adatte alla loro nicchia ecologica.

Oggi ho appreso di provare un profondo rispetto reverenziale verso la potenza sconfinata dell’evoluzione. Una potenza che capisco ma non comprendo, i cui meccanismi sono per lo più ignoti. Quanto sono simili a pesci i delfini, un tempo mammiferi di terra, e come sono a loro agio nell’acqua quegli uccelli che chiamiamo pinguini. E quanta sublime perfezione emanano gli squali, arrivati al culmine dell’idrodinamica. L’evoluzione applicata all’ambiente marino ha plasmato esseri così differenti rendendoli similari e ne ha prodotto altri che mai si direbbero pesci: il cavalluccio marino ne è un classico esempio.

E che dire degli esseri che abitano gli abissi marini? Hanno forme assurde, orribili a volte, ma pur sempre volte ad un certo scopo. Spesso sono bioluminescenti o si annidano attorno a fonti di calore vulcanico. La complessità del meccanismo che trasforma la luce solare in cibo, a livello della superficie, e poi lo diffonde in profondità attraverso pesci che si spingono, ad ogni passaggio, sempre più nel buio abissale è stupefacente.

Come è possibile che noi uomini siamo così stolti da rovinare in maniera irreparabile questo stupendo mondo?

Love song

E’ possibile che esista un legame tra il rapporto di coppia e la canzone che ne ha segnato l’inizio?

Ya know it’s true/ Everything I do I do it for you, cantava quella sera Bryan Adams, e mai frase fu per me più calzante.

This is story about a boy and girl/ Trying find a life in the big world
Forse è l’artista con cui si trova una certa affinità.
There’s no love like your love/ And no other could give more love/ There’s nowhere unless you’re there/ All the time all the way.

In fondo Bryan ha sempre espresso concetti cui mi sento di concordare. When you love a woman you tell her that she’s the one/ … / You’ve gotta breathe her – really taste her
Til you can feel her in your blood.

Acqua santa

Appena sentita la notizia al Tg5 mi sono fionadato a cercare articoli correlati su internet, perchè questa non posso farla passare sotto silenzio. Le donne musulmane di Imperia chiedono che venga loro concessa un’ora di uso esclusivo della piscina comunale, perchè non possono farsi vedere in costume! Sarebbe veramente da fuori di testa.

Eppure io pensavo che l’integrazione culturale sarebbe avvenuta proprio grazie alla parte femminile del mondo islamico, perchè p noto che le donne sono meno propense a farsi guerre ideologiche, meno portate allo scontro. E invece vengo sonoramente smentito. La mia rabbia nasce dal fatto che gli islamici non riescano a capire la distinzione tra ciò che è la sfera laica, sociale, e ciò che appartiene allasfera religiosa, personale. Mischiare le due cose, pretendendo di accedere a certi diritti esclusivi, non porterà a nulla. E’ inutile che si lamentino.

Hanno fatto dunque bene i Giovani Padani a fare la medesima richiesta di uso esclusivo della piscina per poter adempiere al bagno celtico, qualsiasi cosa esso sia. E bene ha fatto la piscina comunale, quindi pagata con i  nostri soldi, a dare l’alto là a queste pretese. La piscina si può affittare pagando, nessuno lo vieta. Concessioni di questo tipo creerebbero precedenti pericolosi anche riguardo ad altre cosiddette minoranze, penso per esempio agli obesi.

Ricordo, e spero che questo post venga letto e la voce si sparga, che una stilista islamica ha creato una linea di costumi integrali proprio per queste evenienze. A suo tempo (pregasi leggere il post) la definii pazza, ma devo ricredermi: lungimirante direi ora, dato che questo mercato potrebbe avere un grande futuro. Resto comunque dell’idea che urlare così la mondo la propria diversità sia controproducente.

Dopo lo sfogo, non ho più tempo per scrivere altro. Però mi stavo chiedendo: devo scagliarmi anche contro l’esercito americano che ha silurato questa avvenente sergente per qualche foto su Playboy? Ma insomma! Buon per noi che potremo ammirarla.

Ri…Dico

Rispondo molto volentieri ai commenti lasciati da tre autorevoli lettori. Mamma mia, mi avete crocifisso per bene. Ma sono contento di sentire il vostro parere.

Flamel, ammetto che non mi sono addentrato nella questione dei particolari specifici, che alla fine, come sottolinei tu, è quella che conta davvero per valutare la bontà di un provvedimento legislativo. In effetti alcuni particolari sembrano piuttosto strani pure  a me, penso però siano conseguenza del fatto di voler stipulare un contratto simile al matrimonio ma al di sopra dei sessi.

Prado, ho espresso nel post la mia convinzione circa la bontà del matrimonio. Tu hai ragione dicendo che le coppie dovrebbero avere più coraggio, tanto più che io non sono per la convivenza, come Paola ben sa, tuttavia ci possono essere casi in cui il riconoscimento legale di un certo legame sarebbe lecito. E’ giusto che in certi casi vengano condivisi i diritti e doveri delle coppie sposate. Dopotutto ci sono coppie conviventi molto più solide e felici di coppie sposate in chiesa. Certo che vivere la convivenza come fosse un comodato d’uso non ha senso; non ci si può scaricare così impunemente.

Fosse per me, Augu, io non solo rifonderei la Chiesa ma la abolirei come istituzione terrena. E’ anacronistica e non sa nemmeno dove sta andando. Se vogliono diventare dogmatici e fondamentalisti lo facciano, ci guadagneranno sicuramente. Ma, ed è la scintilla scatenante del mio discorso, non possono permettersi di interferire, seppur velatamente, con la vita politica italiana, europea o mondiale. Io comprendo, almeno credo, il mio acerrimo nemico, ma temo che siano loro a non comprendere come funziona il mondo.

Andando a ruota libera, ricordo che tempo fa riflettei sul futuro dei legami familiari, sulla loro evoluzione in tempi lontani a venire. Da vorace lettore di fantascienza ho avuto a che fare con ogni sorta di estrapolazione nel campo: unioni a tre, nuclei di individui gestiti come branchi democratici, assenza di relazioni stabili perché si punta solo al piacere sessuale momentaneo, strani incroci parentelari, etc. Voglio dire, il concetto di famiglia è cambiato molte volte nell’arco dei secoli, da matriarcale a patriarcale, a seconda delle regioni e delle culture, quindi perché fermarsi a quello che è in voga da qualche secolo? La sperimentazione sociale è una delle poche spinte evoluzionistiche che ci restano, non è giusto imbrigliarla. Lo status quo a tutti costi porta solo stagnazione e vediamo bene come finiscano oggi i matrimoni.

Sarebbe così scandaloso, ad esempio, legalizzare il concetto di poligamia, maschile e femminile? Io per esempio sono un amante del concetto di grande famiglia contadina, dove più generazioni convivevano negli stessi spazi portandosi mutuo sostentamento. Eppure oggi questa tipologia è praticamente scomparsa; eppure la si potrebbe rivitalizzare se fossero riconosciuti certi diritti ad aggregazioni di persone formanti una famiglia-estesa.

Pensiamo anche che ci sono culture in cui il matrimonio non è legato a dettami religiosi. Ho detto, mi pare, che la tendenza naturale dell’uomo sia di formare una coppia; per questo la legittimazione di questo legame è universalmente riconosciuta di fronte alla società. Però ribadisco che le mutate condizioni sociali devono necessariamente tradursi in un cambiamento di questa tipologia di rapporti. Probabilmente si dovrebbe rivedere tutto il sistema da principio, per non commettere errori troppo grossi.

Dico

Il sole è alto, il cielo è quello terso di una giornata di primavera, il panorama biellese si apre in tutta la sua bellezza. Di fronte a cotanto splendore della natura, perchè diavolo devo prendermela per le parole sconsiderate di un fondamentalista religioso, quale è il Papa. In fondo lo so già che non siamo d’accorod io e Benedetto: partiamo da presupposti differenti e uno di noi due non è disposto a cambiare il proprio punto di vista.
Tuttavia come si può restare indifferenti di fronte a certe illuminate affermazioni? Che la collera divina colpisca colui che osa toccare l’istituzione del matrimonio come fondamento della vera famiglia, voluto niente meno che da Dio in persona!

Ma per favore. Pensano forse che siamo tutti stupidi? Tanti anni passati a studiare teologia per poi dimenticarsi degli insegnamenti sul dubbio cartesiano. Esiste un ragionevole dubbio sul fatto che il matrimonio non nasca dalla volontà divina ma semplicemente da un’evoluzione sociale, comune a quasi tutti i popoli della terra. La natura ci ha voluto monogami e la ragione umana ha fatto il resto creando un legame che forzasse a rispettare questo vincolo. Stop.
Se ora la società sente il bisogno di evolvere certi rapporti verso strutture più flessibili, più adatte ai rapidi cambiamenti e alle mutate condizioni culturali, chi può permettersi di dire "No, è contro natura!"?

In fin dei conti il DICO, i PACS et similia, non ledono la libertà di nessuno. Offrono maggior libertà di scelta e molte garanzie a coloro che finora, per scelta o altro, non hanno potuto tutelarsi dietro al vincolo istituzionale-giuridico del matrimonio. Io sono e resterò sempre a favore del matrimonio quale sommo coronamento di una bella storia d’amore, un vincolo ed una promessa per costruire insieme qualcosa di solido e importante, ma non sono così ottuso da dire no al divorzio o no alle unioni di fatto o ai DICO.
E’ evidente come allo stato attuale delle cose la gente cerchi la comunicazione, con ogni mezzo, ma spesso nel farlo si trovi isolata in sè stessa, a causa magari dell’abuso di mezzi tecnologici. Se l’introduzione di nuovi e più leggeri vincoli di coppia può aiutare a riunire fisicamente le persone, ben venga.

Non so come si dica più coloritamente nella capitale, ma: "Papa, fatti meno seghe mentali!"