Se questo è sport

Come si può non parlare dei gravi fatti di ieri nella partita Catania-Palermo. E’ quasi banale dirsi indignati e sconvolti, dato che lo ripetono tutti da ore ininterrottamente. Più che la rabbia per il fatto in sè, con le sue nefaste conseguenze, mi disgusta pensare che tra qualche tempo sarà tutto dimenticato e il rischio di nuove violenze tornerà alto.

E’ un classico del calcio all’italiana. Un sistema infettato da una serie di cancri diffusi, la cui unica cura è la morte. Possiamo scegliere tra due opzioni: la morte lenta e dolorosa, oppure una eutanasia rapida, seguita però da una rifondazione dalle basi. Quando la situazione diventa così insostenbile non sono i classici paliativi, di cui noi italiani siamo maestri, a risolverla; soltanto le decisioni forti ed il pugno di ferro possono qualcosa.

Si vuole dare un segnale forte? Interrompiamo qui il campionato. Anche per un altro anno se ce ne fosse bisogno. Insegnamo alla gente che si vive anche senza questo gioco. Bisogna far capire che lo sport, almeno quello che vive attraverso la televisione, è divertimento, perde la sua connotazione agonistica per diventare puro entertainment. Frank Herbert nel suo capolavoro Dune teorizzava già questa idea di cambiamento: priva la gente di qualcosa di cui sente il bisogno per un lungo lasso di tempo; quando ridarai loro la possibilità di fare quella cosa ci si butteranno con rinnovato entusiasmo e con uno spirito nuovo.

Si dice sempre che il calcio è schiavo degli interessi delle squadre. Allora perchè non ribaltare la situazione? Le squadre non fanno nulla perchè alla fine i loro interessi non vengonorealmente toccati: agli stadi ci pensa o stato, alla sicurezza anche, vengono trovati acocmodamenti per le frodi sportive e fiscali. E’ un po’ come essere alle prese con dei bambini: si cerca di deresponsalizzare. Sarebbe ora di crescere e lasciare alle società il compito di gestirsi il loro giochino. Vedrete che in breve certi fatti non accadrebbero: chi vorrebbe poi doversi accollare la spesa di risistemare lo stadio ed i suoi dintorni dopo ogni partita?

Non vale nemmeno la pena di ribadire chi ha veramente capito qual’è il giusto rapporto con lo sport: gli USA. Domani si celebrerà lo spettacolo del Superbowl, il coronamento spettacolare del campionato di football. Ci saranno soltanto festeggiamenti e grande fair play. In quei campioanti i campanilismi, tanto apprezzati da noi, quand’anche ci siano sono sfruttati per creare maggiore attesa in una partita e renderla un evento ancora più spettacolare (andate a documentarvi su una partita di poche settimane fa tra Indianapolis e Baltimore). Anzi ve lo faccio vedere io.

 

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