Ore 0.58 KST

Quando il blog non è accessibile il buon vecchio carta e penna non tradisce mai. Dopotutto quando i pensieri sono freschi è un peccato sprecarli.

Ho da poco terminato di guardare con Paola il dvd dei Metallica Some kind of monster, un documentario sul travagliato intermezzo precedente l’album St. Anger. Ne voglio parlare perchè il film mi ha trasmesso qualcosa che però non saprei descrivere con precisione. La trama si svolge tutta intorno alla crisi interna al gruppo: dopo ventanni passati a far buona musica penso sia lecito rivedere le proprie posizioni. Specie se con l’età sono anche cambiate le priorità, magari perchè si è messo su famiglia.

E’ stato belle vedere come alla fine, dialogando e con della sana introspezione, i membri della band siano tornati ad unirsi dietro a quell’idea di musica che chiamiamo Metallica. Mi pare sia un esempio positivo di come la forza di un’idea possa far superare mille ostacoli, tanto più che l’esempio è portato da gente che, onestamente, ha così tanti soldi da non dover faticare troppo per campare. Significativo è stato un intervento di James, il cantante, che dichiara di sentirsi un fallito nella vita per non riuscire a completare il nuovo album, venendo così meno agli ideali della band.

Mi ha colpio nel profondo: stiamo parlando di una delle band più famose del mondo. La maggior parte della gente a confronto non è riuscita a costruire nulla. Qui è tutta questione di passione, quella vera di chi ama ciò che fa e solo in quel momento si sente realizzato. Io spero non sia solo prerogativa degli artisti sentirsi così, perchè vorrei anch’io provare un giorno una simile emozione, che, ma è l’unico riferimento che ho, potrebbe essere simile al vero amore per una donna.

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2 thoughts on “

  1. Uberfolletto says:

    Ammetto che non ho visto il Dvd, spero di poterci mettere le mani sopra al più presto, se per caso finisse al club…

    Sarei ben felice di sapere cosa c’è dietro a St. Anger, un disco che mi ha detto ben poco.

    Già a metà anni 90 i fan si erano sentiti traditi, dopo il Black Album erano usciti Load e Reload, una svolta che non tutti hanno saputo apprezzare (non io che invece apprezzo molto i due dischi). Poi St. Anger ha affossato ogni speranza.

    A guardare di video, sembra di vedere un gruppo di quasi cinquantenni alle prese con una crisi di mezza età. Capello tinto, magliettina attillata e look da giovanotto trasandato.

    Parliamoci chiaro, se il disco fosse uscito sotto un altro nome, che ne so, “Alluminia”, sarebbe stato un ottimo disco, ma dai Four Horsemen ti aspetti qualcosa di più.

    Io non sono contrario alle svolte nella carriera di un musicista, se queste sono dettate da un’evoluzione stilistica. Diamine, non pretendo che facciano dischi tutti uguali come fanno gli Ac/Dc. Ma se il cambio sembra un volersi avvicinare alle mode, solo per mettere in tasca qualche maledetto dollaro, allora mi sento tradito. Ma magari è vero, si tratta di quattro vecchietti che vogliono davvero sentirsi giovani per una seconda volta. Chi lo sa…

    Vedendo il Dvd lo scoprirò.

    Il Folletto

    Ps: riporto un pezzo di un’intervista a Gene Simmons, il bassista dei Kiss…

    “Music business… musica e business: è semplice come concetto. Se si chiama così vuol dire che i due aspetti devono convivere e noi riusciamo a far sì che ciò avvenga. I Kiss sono la più grande macchina da soldi mai generata dal rock e gestirla è faticoso almeno quanto fare dischi. Tutto è business a certi livelli e chi ci critica forse prova un po’ d’invidia nei nostri confronti. (Gene sembra molto sensibile all’argomento, tanto che il logo della sua Simmons Records è un sacchetto con il simbolo del dollaro stampato sopra, nda) Facciamo musica e veniamo pagati per questo, facciamo show e la gente compra i biglietti: c’è qualcuno forse che accetterebbe di lavorare gratis?”

  2. karagounis78 says:

    Vedo se riesco a portarti il dv in settimana.
    Grazie per il commento preciso e puntuale.

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