Casa?

Mentre la destra prometteva, non sapremo mai se avrebbe mantenuto, di tagliare l’ICI, il buon governo di centrosinistra tenta una riforma del catasto che potrebbe portare a raddoppi della tassa sulla casa. Ma vi sembra logico?

Qualcuno può anche spiegarmi la teoria della tassa sulla casa? Sulla mia casa! Pago per qualcosa che mi costa e che, salvo vendita, non mi frutta un centesimo. La logica delle tasse in genere mi rimane oscura.

Speriamo che almeno questa proposta venga affossata.

Forse è meglio pensare alla gnocca.

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5 thoughts on “

  1. lordofsorrow says:

    Indubbiamente è meglio pensare alla gnocca.
    Comunque sia non credo sia propio come lo stai dipingendo te.
    Credo che prima di fare riforme alle tabelle opereranno un riforma al catasto nazionale, per quanto riguarda le categorie e le zone urbani. Questa riforma è richiesta da 10 anni da una raccolta di firme pressochè totale di tutti gli uffici tecnici comunali d’Italia. L’ici così com’è non funziona. Se poi mi dici che una famiglia dal reddito alto si troverà a pagare un ici più alto a confronto di una famiglia più povera ma con una casa uguale su questo potrò darti ragione. Il ragionamento in sè non è sbagliato ma ahime siamo in Italia e i più ricchi sono quelli che risultano nullatenenti. Lo sapete a Biella 2 o 3 ville di quelle magnificenti (Sotto il bottalino) sono propietà di coperative che fanno a capo alle persone (Madre Padre FIglio Figlia e nonna nei 2 casi che conosco) che ci vivono dentro?
    Senza contare che comunque le tabelle catastali le decide il “Governo” Ma la loro applicazione è respensabilità dei SIndaci, quindi quando vi alzano Ici Acqua e immondizia la colpa generalmente e del vostro sindaco!!!

  2. karagounis78 says:

    So che dietro a tutto c’è il comune. Tuttavia calcolare l’ICI su base patrimoniale mi pare assurdo. Non c’è un legame diretto tra grandezza della casa e reddito dichiarato. Almeno che la riforma adotti dei parametri per tenere la situazione com’è al momento.

  3. IlMendicante says:

    La preoccupazione è giusta.
    Da una parte, calcolare l’Ici sull’effettivo valore dell’immobile rischia di risultare penalizzante per famiglie a basso reditto che magari ereditano una grande casa di famiglia, per loro ricca di storia, ma che di base faticherebbero già solo a mantenere a livello di spesa.
    Costringendoli a venderla e favorendo così l’acquirente (ricco).

    Calcolare sul reddito potrebbe essere saggio, se fatto secondo principio diversi dall’idiocomunismo di Prodi e soci. Il problema è semplice: se mi dici che uno che guadagna 300.000 euro l’anno deve pagare il triplo a metro quadro di uno che ne guadagna 20.000, ci sto.
    Il fatto è che per quegli imbecilli che ci governano a 20.000 euro sei povero, a 35.000 sei ricco, a 150.000 sei ancora ricco, a 300.000 sei sempre ricco e inizi a diventare ricchissimo intorno ai 2 milioni.
    Il fatto è che il grosso della popolazione non è più operaio, ma orbita nell’alveo di piccoli imprenditori, liberi professionisti, artigiani, commercianti che per gli standard del fisco, magari con 3 figli a carico, stanno in quella fascia intorno ai 2500 euro al mese che costituisce “ricchezza” e che magari per stare lì si sbattono a lavorare 50 ore la settimana, e per cui pagare l’Ici è comunque un sacrificio.

    Un medico che si sbatte a lavorare 9 ore al giorno, coi rischi del lavoro autonomo, e che magari fa sacrifici dieci anni per comprare la casetta in Liguria e si sente dire che adesso paga proporziale al suo reddito su entrambe che deve fare?
    L’assurdo non si verifica quando un operaio da 25000 euro paga lo stesso ici di un medico da 40000. L’assurdo avviene quando il medico da 40000 o 80000 paga lo stesso dell’imprenditore da 250000. Il problema è che non si va a predare in quegli orizzonti di ricchezza oggettiva in cui i margini di profitto sono tali che pagare 600 o 1200 euro l’anno di una tassa governativa non sposta una virgola. Si confonde benessere con ricchezza, e li si equipara, creando un’ingiustizia che premia i ricchi e punisce i “benestanti”, dimenticando che il benessere è un fattore, per definizione, precario.

  4. lordofsorrow says:

    Lo so anche io che patrimonio e ICI non sono collegati, ma so anche che Case, ubicazione, valore dell’immobile, possibilità di far combaciare le unità dei registri alla realtà (leggasi Abusivismo ) è improbabile. A me piacerebbe riformassero il catasto e andassero a fare controlli a tappeto per beccare la tavernetta abusiva o la mansarda fai da te. Ma così non sarà perchè siamo nella terra dei cachi. Tra tutte le sconcerie che potranno fare ( e ne faranno di comune accordo destra e sinistra) dare l’esenzione dell’ici ai poveracci mi sembra una cosa sensata, dare tasse più alte alle seconde , terze , quarte case (specie in grandi centri abitati o in zone di villeggiature per disincentivare le locazioni in nero) non le vedo cose così terribili. Poi comunque sia io sono contro alle tasse sulla propietà, visto che sono facilmente eludibili. Io sono molto più a favore di una completa tassazione alla fonte, così da render ogni tipo di spesa (registrabile e registrata) come voce di detrazione attiva.
    RIsparmiare le tasse facendo girare il denaro. Con un sistema del genere col cazzo che prendi il caffe senza scontrino o vai dal dentista senza fattura.

  5. Dregoth says:

    L’ICI, come ogni tassa sulla ricchezza, è a mio modo di vedere sbagliata. Il motivo è semplice: in un sistema con imposizione sul reddito, sia delle persone fisiche, sia delle persone giuridiche e con imposizione indiretta tramite IVA, ulteriormente tassare il diritto di proprietà (o altri diritti di godimento) è una forma di duplicazione o sul frutto del lavoro o sulle transazioni.
    Ciò detto in principio, attualmente l’ICI non ha importi significativi, in quanto ha un’aliquota millesimale che agisce su un valore fittizio ricavato sulla rendita catastale con formule pure più basse di quelle per la tassa di registro. Per intenderci, se avete una villa del valore commerciale di 4 milioni di euro sul lago Maggiore e non è la prima casa, mal che vada potreste trovarvi a pagare 2.500 euro all’anno.
    Se la base imponibile diventasse il valore commerciale, l’ICI diventerebbe quasi 30.000 euro e allora i problemi di principio diventerebbero problemi pratici.
    Più in generale, come sovente accade, sono almeno in principio d’accordo con Ilmendicante su quanto il nostro sistema sia sbagliato, aggiungendo però che lo è a modo suo a ragion veduta. Più la “ricchezza” cresce più diventa volatile. Lo stesso vale in generale per le rendite finanziarie. Il nostro sistema di progressività delle imposte è tarato per succhiare le somme maggiori possibili dalla popolazione che tutto sommato produce ma non abbastanza da avere tempo, voglia o mezzi per rendere i propri beni fiscalmente nascosti. Quindi, cinicamente e in modo autolesionista, riconosco l’utilità ad esempio di una sostitutiva sulle rendite finanziarie molto bassa, perché altrimenti i capitali finiscono in trust bahamensi passando per Vaduz e riconosco l’utilità di una progressività delle imposte apparentemente insensata come la nostra perché altrimenti sopra una certa cifra l’imponibile come per magia diventerebbe nullo.
    Bottom line, l’unico sistema catastale che funziona è quello del Nord-Est, regalo dell’Impero Austro-Ungarico. Ma non aggiungo altro perché sennò incomincia il solito rondò di epiteti.

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