Monthly Archives: August 2007

Sulla vita

Ho cercato di evitare questo argomento il più a lungo possibile (circa quattro giorni da che ne ho preso coscienza). Però continua a frullarmi in testa, devo per forza esporlo.
Il fatto è che nei miei ragionamenti estivi sulla filosofia ed il suo ruolo avevo detto a me stesso che certi argomenti non sono più di proprietà della filosofia, ma della scienza. Eppure, siccome la scienza non dà risposte sicure resta aperto uno spiraglio: ma infilarcisi è come mettere la testa in bocca ad un leone affamato. Si rischia di esporre pensieri che hanno rovinato più di una carriera.

Su Le Scienze c’è un articolo sul confronto tra due teorie che cercano di spiegare l’origine della vita: una teoria che basa tutto sulla nascita del RNA ed una teoria che pone alla base il metabolismo di semplici reazioni chimiche. Alla fine si arriva sempre alla creazione della cellula e di lì si parte per creare gli organismi.
Ora mi chiedo: presupponiamo che la teoria del metabolismo abbia ragione; che in sistemi isolati si siano formate catene di reazioni collegate fra loro per fornirsi energia a vicenda; come spieghiamo il passaggio da queste catene, comandate da precise leggi chimico-fisiche, alle cellule con un DNA in grado di memorizzare i dati costruttivi di un organismo complesso?
Le reazioni si alimentano finché hanno combustibile; finito questo si spengono. Non ha molto senso pensare che vadano a procacciarsi il combustibile.

A me pare manchi un tassello fondamentale. L’unico che mi viene in mente, ed è ciò di cui ho paura, è uno scopo. I batteri lavorano con lo scopo di riprodursi, così pure i virus (che ancora non so se siano definibili vita). Le piante perseguono l’obiettivo di un ciclo vitale completo e così gli animali. Possiamo allora dire che siamo il risultato di un semplici processi metabolici? Viviamo soltanto per alimentare i nostri motori cellulari?

Ha forse ragione Dawkins con il suo gene egoista? Io concordo con le sue parole: che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è solo un’illusione. Però non capisco quale commistione di leggi fisiche possa condurre da reazioni chimiche banali e a noi stessi.

In fondo insegnano che la natura tende al caos, al disordine, perchè meno dispendioso.

Riflex

Ha fatto più vittime la guerra o il sesso?

Io scommetto sulla seconda.

Quizzone estivo – pt.3

LA CANZONE STORICA PER ECCELLENZA?

Io alzo la mano in favore di California dreamin – The Mamas & the Papas.

LA CANZONE CHE TI E’ STATA DEDICATA?

La canzone del Kara: The lion sleeps tonight

LA CANZONE PIU’ INQUIETANTE?

The Unforgiven – Metallica. Sarà per il testo, sarà per l’atmosfera del video, ma mi trasmette quel non so che di irrequieto ed incerto.

LA CANZONE CHE ASCOLTERESTI MENTRI SEI NELLO SPAZIO E SI SGANCIA IL CORDONE CHE TI LEGA ALLA NAVICELLA?

I will survive, almeno schiatto in allegria

LA CANZONE CHE ODIAVI MA ADESSO AMI?

Più che canzone direi che fino a poco tempo fa non mi piacevano per nulla i Beatles, ora apprezzo i pezzi più rock

LA CANZONE CHE PIU’ TI ESTRANEA DALLA REALTA’?

Riesco ad immergermi molto nella musica quando ascolto l’album The wake of Magellan dei Savatage

LA CANZONE DA ASCOLTARE MENTRE GUIDI?

Dipende molto dal panorama circostante, dall’ora in cui si guida, dalla stagione. Solitamente però c’è sempre del buon country adatto ad ogni evenienza

LA CANZONE CHE TI FA PIU’ PAURA AL BUIO?

E’ stupido dire Fear of the dark (Iron Maiden) nella live long version? Sicuramente mi fa venire la pelle d’oca a cantarla per quanto mi piace

IL MIGLIOR DUETTO?

Craig David e Sting in Rise and Fall. A volte ascolto questa canzone in loop tanto mi emoziona

E SE FOSSE UN TERZETTO?

Sono piuttosto rari i terzetti. In prima battuta mi ricordo solo Liga-Jova-Pelù – Il mio nome è mai più. Però qualcosa mi dice che il miglior e più famoso terzetto della storia del rock fu Crosby, Stills, Nash a cui poi si aggiunse Neil Young.

E SE FOSSE UN QUARTETTO?

Ho aggiunto questa domanda al quiz perché mi sembra giusto citare il Million Dollar Quartet: Elvis, Jerry Lee Lewis, Perkins e Cash.

LA CANZONE DA DEDICARE A CHI NON LA PENSA COME TE MUSICALMENTE?

Live those songs again, Kenny Chesney. Se trasmette ottimismo a me, perchè anche non ad altri?

Sicko

Primo film della nuova stagione. La scelta è caduta sulla pellicola di Michael Moore che tratta il tema della sanità statunitense.
Essendo un documentario, sebbene di parte, lo scopo non è piacere o non piacere allo spettatore ma far riflettere. E visto il film di cose da dire ce ne sarebbero eccome.

La sanità negli USA è un sistema completamente in mano alle assicurazioni; peggio è che questo comporta dare in mano a queste compagnie la propria salute, la scelta sulle proprie cure. Sulla carta sarebbe anche un sistema efficiente, non fosse che come tutte le Corporation anche quelle assicurative devono fare profitto, speculando sulla salute della gente.
Il film non sottolinea questo aspetto, ma le continue scoperte in fatto di genetica potrebbero aggravare ulteriormente la situazione: se non mi viene stipulata una polizia a causa di una malattia preesistente (anche minima ed ininfluente per altre patologie) immaginate cosa può accadere se la malattia fosse per caso già inscritta nel mio DNA, pur non essendoci la certezza di una sua comparsa.

Meglio la sanità pubblica. E detto da me che sono tutt’altro che assistenzialista…
Il grande problema, anche con il sistema all’europea, è sempre quello dell’efficienza: macchine così grandi, complesse ed eterogenee soffrono di un certo grado di disordine, di congestione, di malfunzionamento. Per l’Italia ad esempio il problema è che ci sono troppe persone nei posti sbagliati, nella burocrazia, quando invece ne servirebbero di più nei reparti, dove spesso c’è carenza.
Si dovrebbe ripartire, come predico sempre, dal piccolo ed efficiente per poi costruire su solide basi.

Posto di fronte a questa nuova sfaccettatura della società, rivedrò alcuni parametri del mio sistema teorico di società. Se soltanto il mio buon cittadino ha pieno diritto all’assistenza sanitaria fornita dallo stato, è giusto che questa diventi anche un incentivo a permanere nella condizione di buon cittadino, senza però trasformarsi in un’arma di ricatto dello stato o senza che ne siano snaturati i principi di base.

No Martini, no party

Così recita lo spot.
Una metafora pubblicitaria per dire che in questi giorni di scarsa affluenza di lettori affezionati, che spero si stiano godendo gli ultimi scampoli di vacanza, anche il blog resta sospeso in un limbo. E’ inutile che inizio lunghi e complessi discorsi che poi la gente non leggerà. Meglio attendere.

Se proprio vogliamo mettere della carne al fuoco, ecco potremmo dire che si sta facendo largo la probabilità che nell’inverno mi faccia un tatuaggio. Mi piacerebbe sulla schiena, o in mezzo alle scapole o sul lato destro. Il problema sarà scegliere il disegno: mi piacerebbe un simbolo coronato da una scritta (starei ipotizzando un Cogito ergo sum).

Vista mare

Steso al sole osservavo gli hotel ed i palazzi affacciati sul lungomare e riflettevo: poniamo che io compri un appartamento vista mare, leggermente più interno rispetto alla strada; ovviamente lo pago caro a causa dell’invidiabile posizione. Dopo qualche anno, però, nello spazio antistante iniziano i lavori per la costruzione di una nuova palazzina. Pur rispettando tutti i limiti imposti dalla normativa per evitare di togliermi la luce, il nuovo edificio nasconderà alla vista il panorama che a mio tempo era pesato sul prezzo d’acquisto. Il mio immobile perde quindi una parte del suo valore.

La domanda è: io posso rivalermi su qualcuno per questo fatto? Se l’area era prevista come edificabile nel piano regolatore già prima del mio acquisto, l’agenzia non sarebbe stata tenuta a farmi presente questo punto? Au contraire, il comune può rendere un’area edificabile a piacere, ben sapendo che andrà ad intaccare il valore degli edifici circostanti?

Chissà se qualcuno di voi è esperto di simili questioni.

Back to the future

Semplicemente tornato. Dopo 15 piacevolissimi giorni, 1706.1 km in auto, 20 bagni in mare, 2 sagre di paese, 50 km di struscio serale sul lungomare, 1000 € complessivamente spesi, 50 ore steso a prendere il sole, 363 foto scattate.

Questa vacanza ci voleva proprio. Ho staccato completamente da tutto ciò che è la normale routine, da quelle che sono le normali incombenze lavorative e non. Avrei voluto scrivere qualche post ma ho preferito raccolgiere le idee con il vecchio metodo carta e penna; ci sarà tempo nelle prossime settimane per parlare di ciò che ho scritto.
La principale occupazione è stata, escludendo il dedicare a Paola le giuste attenzioni, la lettura: ho divorato due libri di fantascienza e buona parte dell’Atlante illustrato di Filosofia. Proprio questo ha indirizzato le mie elucubrazioni verso nuove frontiere, verso una consapevolezza delle filosofia mai raggiunta prima. O forse è stata benefica l’aria di mare.

Spenderei anche due parole per la città di San Benedetto del Tronto e di Porto d’Ascoli: molto curate sia come stabilimenti balneari che come lungomare, specie quello di Porto d’Ascoli è una sinfonia di luci ed acqua a contorno delle splendide palme; organizzatissime come manifestazioni e promozione delle stesse e delle innumerevoli feste e sagre dello splendido entroterra ascolano; gente sempre gentile ed ospitale. Se doveste scegliere una meta, andate pure tranquilli a San Benedetto che c’è il divertimento giusto per ogni gusto.

Da domani vacanza

Valigia…preparata
Gadget tecnologici…pronti all’uso
Necessaire…inscatolato
Cibo…già nel bagagliaio
Detersivi…purtroppo presi
Libri…in abbondanza
Musica…come sopra
Serbatoio…ancora da riempire

Direi che ci sono quasi con l’ultimazione dei preparativi per la partenza. Resta solo da riposarsi presto questa sera che mi attende una levataccia intorno alle 03.00 AM. Partenza prevista 04.00 AM nel tentativo, penso vano, di scansare code interminabili. Destinazione San Benedetto del Tronto.

Spero nelle prossime due settimane di riuscire a tenere aggiornato il blog. Il pc portatile viene via con me e quindi potrò scrivere in assoluta libertà alla sera, ma avrò bisogno di un internet cafè o simile per postare in rete. Chissà che non riesca ad inserire anche qualche foto. Altrimenti vi racconterò al mio ritorno.

Buone vacanze a tutti!

Vocazione

Forse sono io che non sono normale ma c’è una cosa che non riesco a capire: cosa spinge un medico a dedicarsi a certe specializzazioni. C’è una sorta di vocazione che io non posso sentire? C’è qualche medico all’ascolto che può sciogliere i miei dubbi?

Io capisco specializzarsi in chirurgia, neuropsichiatria, neonatologia, perché ci sono delle serie sfide da superare. Ma decidere di essere un nefrologo o peggio un geriatra. Vorreste dirmi che è interessante curare le malattie dei reni o occuparsi di gente che ha più di un piede nella fossa? A logica, la mia logica, dovrebbero essere professioni con vistosi cali delle vocazioni se non già scomparse. E non fatemi paragoni con l’ingegneria, perché quella si occupa sempre di macchine e per quanto a volte possa essere noiosa è sempre meno schifosa di certe malattie o patologie.

I medici sono spinti solo dalla volontà di aiutare la gente a guarire o c’è altro che mi sfugge? Forse io sono un mostro perché trascuro il lato umano, perché considero fondamentali solo alcune branchie altisonanti della medicina, perché penso che dopo una certa età sia meglio schiattare in santa pace.

Eppure quante volte si sentono al TG o si conoscono di persona medici che lucrano, che si approfittano, che lavorano distrattamente. Parliamoci chiaro: salvo il solito sparuto gruppo di élite che fa ricerca, il medico normale è un manovale e dovrà sorbirsi a vita compiti non sempre gratificanti. Io ho sempre ritenuto la medicina una disciplina di terza classe e questo pesa parecchio sui miei giudizi.

Luxor

Secondo giorno di ferie e il lavoro ancora mi perseguita. Ma perchè anche gli altri non se ne vanno in vacanza?
Nel troppo tempo libero sono diventato drogato del giochino Luxor. Ora sono piantato allo schema 8.4 e non sono fiducioso in un successo a breve. Devo riuscire a finire il gioco prima degli amici. Questi videogiochi così semplici, figli del famigerato Tetris, sono come delle droghe, altro che gioco d’azzardo.

L’attualità continua a proporre la questione della candidatura la Partito Democratico. Ciò che non capisco è che tutti sanno benissimo che vincerà a larga maggioranza Veltroni, ma si ostinano a volersi candidare. Non è necessario sostenere questa farsa della pluralità di candidati, se sono già sconfitti in partenza. Lo stesso è successo alle primarie dell’Unione quando stravinse Prodi. Sarà che io sono per le imposizioni e non per le scelte popolari.
Anche Pannella che vuole fare ricorso. Ma ricorso a chi?! Non è che ci siano delle leggi che regolano questi concorsi a premi. E’ una votazione interna ad un organo privato a cui si partecipa volontariamente, senza obblighi.