Monthly Archives: September 2007

About Grillo

Sto giocando a Fallout 2 (tanto per cambiare!) ma nel frattempo sto anche guardando Matrix che tratta dell’argomento Beppe Grillo. Di cose da dire ce ne sarebbero e molte. Vado un po’ a braccio, mentre seguo il programma.

  • Grillo di base dice anche cose giuste, sicuramente a favore del cittadino. Tuttavia mi dà l’impressione di essere fuori dal mondo: tante belle idee che funzionano solo in teoria. In questo è un po’ simile a me, anche se abbiamo due modi differenti di esporre i concetti: io cerco di convincere con la ragione, lui punta tutto sulla demagogia urlata. Per come vanno le cose, il sistema socio-economico-politico affosserebbe sul nascere le idee di Grillo.
  • Sbandierare il fatto di avere un blog letto quotidianamente da 200.000 (sarà vero?) persone, mi sembra per lo meno una forma latente di megalomania. Hai questo successo? Buon per te, ma i numeri non sono necessariamente sinonimo di qualità.
  • I politici hanno la faccia come il culo. Uno li insulta e ancora riescono a girare la frittata a loro favore dicendosi d’accordo in linea di principio, perchè Grillo giova alla democrazia, tiene sul chi vive la classe politica. Ma se sono anni che questi dormono su cuscini foderati coi nostri soldi. Tanto penso che gli onorevoli abbiano ormai capito l’antifona: all’italiano medio piace discutere, dirsi pro e contro, cavalcare questi estemporanei motti rivoluzionari, ma nei fatti non fa nulla, per il quieto vivere.
  • …Edit in corso…

Sondarf…

Un italiano su due si ‘annoia’ in camera da letto. Poco eccitante la vita sessuale, pochi rapporti, e poca capacità di parlare con il partner per comunicare le proprie fantasie. Il Belpaese esce con le ossa rotte dal sondaggio internazionale commissionato da una nota azienda produttrice di profilattici, condotto su 26mila persone di 26 Paesi di ogni angolo del pianeta.
"Solo il 48% degli italiani ha una vita sessuale eccitante. E ancora poco più della metà delle italiane (56%) ritiene di avere una vita sessuale sufficientemente varia. Inoltre, sebbene l’81% delle persone in Italia abbia un rapporto sessuale ogni settimana – e oltre un terzo (36%) faccia l’amore almeno tre volte alla settimana o più – la frequenza dei rapporti sessuali non è sufficiente per il 59% degli intervistati".

Non capisco se gli italiani si lamentano per la quantità o per la qualità dei rapporti o per un miscuglio di entrambe le cose. Ci vorrebbe un netto distinguo, mentre qui il lato qualità è solo abbozzato, ma in fondo il sondaggio è stato commissionato da un’azienda di profilattici che punta ai grandi numeri. Certo però che lamentarsi dopo che lo si fa almeno tre volte a settimana mi pare eccessivo. Io mi metto in quel 59% e nel restante 62% che crede di avere una vita sessuale eccitante, intendendo questo dato come sintomatico dell’aspetto qualitativo.
Perchè nel sesso non conta farlo solo tanto o solo bene, ma farlo tanto e bene. I motti olimpici lasciamoli alle spalle. E poi il sesso è l’olio dei rapporti di coppia: senza si fonde la testa.

Mi lascia molto insoddisfatto un altro sondaggio: secondo quanto emerge, infatti, da due indagini su 1000 ragazzi, tra i 13 e i 18 anni, in 5 diverse regioni, il 54% dei giovani non usa mai il profilattico e nei giovani e adolescenti si riscontrano segnali di impotenza fin dai 17 anni e infezioni contagiose fin dal primo rapporto.

Farsi un esame di coscienza sugli stili di vita eccessivi non sarebbe fuori luogo. Ti vendono la cultura del sesso facile e disinibito ed allo stesso prezzo quella della trasgressione di alcool, fumo e droghette. Peccato che questi due ingredienti vadano poco d’accordo, un po’ come la nutella con la pasta d’acciughe. E poi non usare il contraccettivo, dopo tante campagne di informazione. Già la malattie sono pericolose, mettiamoci anche le tantissime gravidanze indesiderate…sai che bell’insalata.

Il bene è…

Mercoledì 19/09, cena al Ned con amici di gioco. Parlando intorno al gioco di ruolo ci imbattiamo nello spinoso problema del concetto di bene per il paladino. No, guarda che tu non stai interpretando il vero lawful-good.Ti sbagli, io perseguo il bene superiore. Sì ma come ti comporti se…Ah, beh lo uccido perché è malvagio. Tutto il solito catalogo di situazioni da manuale. Ovviamente non siamo venuti a capo di nulla, ognuno è rimasto sulle sue, come è giusto che sia trattandosi di gioco di ruolo.

Ma se trasponiamo il problema nella realtà, come possiamo definire ciò che è bene? Esiste un Bene assoluto a cui rapportarsi o è un concetto similare al Giusto, che dipende dalle leggi adottate? Ragionandoci un po’, ho ipotizzato che il concetto di bene vada legato a qualche ipotesi filosofica di base. Da seguace del naturalismo dovrei vedere come bene quelle azioni che si confanno alla naturale tendenza: come termine di paragone pongo la natura, investendola di una superiorità che non è detto abbia e che potrebbe sconfinare pericolosamente verso una religiosità druidica. Per un credente, invece, Bene=Dio. Per un meccanicista, forse, il bene risiede nell’ordine, nella sua ricerca e perpetuazione. Nessuno di questi soggetti ha completamente ragione o completamente torto: ognuno ha ragione sulla base della propria teoria di fondo. Purtroppo in molti casi le loro differenti concezioni si troveranno agli antipodi, impedendo una conciliazione.

Non penso sia nemmeno corretto parlare di moralità, perché questa è la canonizzazione non scritta di regole per il bene comune una volta che il bene comune sia stato in qualche modo identificato. La ricerca di un principio su cui basarsi è la causa prima della nascita delle religioni, ma non si è rivelata la scelta migliore. Eppure ci sono azioni che universalmente vengono ritenute male, come l’omicidio, la violenza fine a se stessa, lo stupro. Si evidenzia un fondo di rispetto per la persona, anche se sono svariate le motivazioni che si adducono per giustificare le proprie azioni.

Come per il concetto di bello (teoria esposta in un vecchio post) si potrebbe pensare che anche il concetto di bene sia definibile tramite una votazione a maggioranza: uccidere è male perché la maggioranza ritiene che sia così. Il termine di paragone non è più esterno all’uomo ma connaturato ad esso e da esso dipendente. Dopotutto homo faber fortunae suae.

La speranza cessa di essere felicità quando è accompagnata dall’impazienza. John Ruskin

Acthung! Acthung!

Tornato da Monaco nemmeno troppo stanco. La fiera era immensa e a fine giornata avevamo male ai piedi, ma le birrerie tedesche, tra birra e carne di maiale, sanno come tirare su il morale di un uomo affaticato. Da oggi la birra chiara non avrà più lo stesso gusto. Là un litro è il minimo sindacale e va giù liscio come l’acqua. Se faccio una cosa così qui non arrivo dritto a casa. Ovviamente chi è stato a Monaco, magari alla Birreria HB, sa di che parlo; per gli altri, andateci.

La fiera è stata molto interessante: per me era tutto nuovo e sconosciuto, ma i colleghi hanno fatto il possibnile per passarmi le informazioni necessarie. Ho visto tutto il ciclo di vita del filato, di ogni tipo di filato. Inizio ad avere più chiaro il contesto in cui andrò ad operare e vedere le macchine in funzione mi ha chiarito alcune problematiche. Ovviamente ne sono sorte mille altre; c’è tanto lavoro da fare e con l’idea giusta si pò ancora innovare e rivoluzionare.

Andando ad altre riflessioni: è corretto usare il termine sport anche per quelle discipline che dipendono da mezzi meccanici? Motociclismo, Formula 1, vela, sono discipline in cui conta tanto il mezzo, anche se ci deve essere una base di allenamento specifico. Non sarebbe meglio trovare un nuovo sostantivo? Chessò M-sport, sportanica…già finito le idee.

ITMA

Appena una settimana di lavoro e già scatta il momento trasferta. Ieri si è aperta a Monaco di Baviera l’ITMA, la fiera del settore meccano tessile; siccome si sono liberati alcuni posti riservati dall’azienda mi è stato chiesto se fossi interessato ad andare. E che domande! Ovvio che sono interessato: le mie conoscenze in materia sono quasi nulle, ma penso sia un buon modo per vedere dal vivo l’ambiente in cui andrò ad operare e le nuove tendenze del settore.
Ad ognuno di noi è chiesto di aggirarsi per gli stand e di osservare con attenzione; alcuni dovranno fare una relazione al ritorno, per me la mission è imparare il più possibile.

Quando parto? Domani mattina partenza da Milano Malpensa direzione Monaco con scalo a Zurigo. Ritorno previsto per martedì sera con itinerario inverso. Un week-end alternativo, non all’insegna del riposo certamente, ma anche un buon modo per legare maggiormente con i colleghi che saranno presenti.

Ma nonostante la giornata di domani si prospetti faticosa questa sera andrò al Ned Kelly a gustarmi la performance della Shock Rock Band, tributo a Bon Jovi. Sonnecchierò sull’aereo, sperando che mi lascino usare le cuffiette una volta in volo.

Buon fine settimana, lunedì, martedì a tutti.

Ingegneria etica

Ho sempre sostenuto con forza l’idea che gli ingegneri potrebbero e dovrebbero guidare la società. Anche se in parte sto rivedendo questa posizione a favore del filosofo, ritengo ci siano ancora ampi margini per dare all’ingegnere il ruolo che merita.

Chi progetta un nuovo prodotto, sia esso una casa, una macchina, un televisore, dovrebbe porsi in un’ottica nuova, un’ottica etica. Alla base ci deve essere una matura coscienza sociale ed ambientale, e la volontà di opporsi alle scelte che vanno contro questi principi. Ogni aspetto va sviluppato con tecnologie pulite, efficienti e utili. Bisogna slegare il lavoro dell’ingegnere dalla volontà del datore di lavoro o del cliente finale, le cui finalità sono spesso discutibili.

Altre professioni, medici in primis, già seguono una precisa etica. Se è il caso si deve lottare perché venga scelta la metodologia migliore, non quella meno costosa. Ma la categorie deve essere unita; so che l’idea porta alla creazione di una casta con poteri assoluti, ma se gestita in modo equo anche una casta può dare buoni frutti. L’importante è prevedere buoni organi di controllo e tutela dell’etica che agiscano nella fase operativa.

Questo è quanto ho pensato sotto l’ombrellone. Qualche ricerca estesa sulla rete mi ha tosto mostrato che esistono molte iniziative che ricalcano questo pensiero, anche se in forma debole. Si riconosce il ruolo dell’ingegnere come guida tecnologica, ma si lascia alla coscienza del singolo la scelta etica. Mi pare ovvio che di fronte a compensi elevati chiunque, in un mondo come questo, metta da parte gli scrupoli etici.
Manca la proposta di una legge che dia diritti a chi voglia denunciare l’uso ed abuso di tecnologie non etiche, che permetta di verificare se effettivamente la segnalazione ha fondamento, e quindi agire di conseguenza, o meno.

Nuovo lavoro

Pausa pranzo del mio secondo giorno di lavoro. Le prime impressioni sono più che positive: colleghi simpatici, un gruppo di lavoro giovane, molti ex colleghi del Poli di Vercelli, lavoro variegato, tanta efficienza.

I prossimi mesi saranno dedicati alla scoperta di questo nuovo mondo; vorrei acquisire con criterio le necessarie competenze tecniche per poter dialogare con cognizione con i colleghi.

Ora torno a lavorare; questa sera, se Fallout 2 non mi prende troppo, riporto alcuni degli appunti filosofici estivi.

Appunti notturni

E’ la tarda nottata di sabato, sto installando Fallout 2, attendo che Paola mi faccia uno squillo per dirmi di essere arrivata a casa, sono disoccupato (almeno fino a lunedì mattina), sono satollo causa cena di matrimonio di un amico (tanti auguri Anna&Mino).
Perché dunque dovrei mettermi a prendere appunti elettronici? Come nelle altre occasioni i matrimoni mi fanno sempre pensare, specie quelli con rito religioso.

Quanto è importante essere coerenti con le proprie idee che imporrebbero un secco rifiuto al rito cattolico? Per di più ora che ho la presunzione di definirmi filosofo. E questo primo passo comporta poi altre scelte dello stesso tenore (vedi non sacramentalizzazione dei figli)? Io ci terrei ad avere un rito in ci mi rispecchio, che mi emozioni per ciò che rappresenta; non una consuetudine secolare. Ed è giusto che si sente cattolico segua il rito predisposto dalla Chiesa; temo tuttavia che i cattolici siano in via d’estinzione, anche a causa dei sacramenti che vengono imposti in età in cui il soggetto non è minimamente coinvolto dalla cosa.

(Fallout funziona ma riscontro qualche problema con la grafica. I filmati e le animazioni hanno dei colori orribili. Possibile? Il gioco girava perfettamente sul vecchio con quel rottame di scheda grafica).

Devo ricordarmi che è giunta l’ora di postare le riflessioni da spiaggia. Ma ora vado a nanna.

Dimissioni

Ieri ho scritto e firmato la mia prima lettera di dimissioni. Così si conclude la mia avventura in Sacma. Da lunedì si parte nella nuova ditta: nuove mansioni, nuovi colleghi, nuovi ritmi. Speriamo in bene. E’ comunque strano dimettersi: ci stiamo lasciando di comune (anche se tacito) accordo, ma resto un po’ perplesso dal fatto che la direzione non mi abbia ancora chiesto nulla, nessuna spiegazione, non ci sia stato dialogo. Nonostante i miei sforzi, probabilmente, non ho soddisfatto appieno le aspettative; e su alcune cose sono consapevole di essere stato carente.

Per dare un segno di svolta ancora maggiore ho deciso di ributtarmi su alcuni vecchi videogiochi: Fallout 2 e Fallout tactics. E come ciliegina, anche per le insistenze del Fulet, sto pensando di tornare a calcare le scene alla convention di Lucca Comics&Games.