Monthly Archives: October 2007

Passo del gambero

Torno indietro di qualche giorno per raccontare della cena di sabato sera con i colleghi: la Cena del Calamaro.
Alla presenza di un nutrito gruppo di ingegneri di varia natura, soverchiati da un folto gruppo di ragazze, un bel po’ di pescato è stato passato per la graticola e servito ai commensali, allegramente riuniti davanti al camino scoppiettante del Maestro. Avete già letto di come tale pasto sia stato annaffiato da ottimo vino, bianco con una punta di Rosato del Salento, la cui quantità nel mio sangue ha fatto sentire i suoi effetti stordenti per quasi tutta la giornata domenicale.
Manca un doveroso elogio alla mamma del Maestro che ci ha deliziato con due succulente verdure in salmì profumate alla menta. Devo assolutamente avere la ricetta di quegli zucchini. Per concludere una piccola sfilata di dolci: in primo piano una torta cioccolato e pere fatta da me e Paola (più cioccolato che pere, il che mi ha un po’ insoddisfatto, ma fortunatamente è stata molto apprezzata), a seguire una morbida crostata di frutta e dei simpatici biscottini ripieni.
E’ bello ritrovarsi con i colleghi fuori orario(e non lo dico perchè ora passano a sbirciare il blog, n.d.a.).

Domenica, invece, non ho soltanto smaltito la mezza sbornia, ma anche visitato l’appartamento che io e Paola stiamo valutando come possibile sistemazione. Ci sono parecchie cose da sistemare, più che altro mobilio da rivedere, ma con qualche sforzo verrebbe fuori un ambientino accogliente. Ho quasi deciso che sia ora di fare questo passo, che l’impegno economico e non vale la candela. Sarete tutti invitati a cena. A rotazione però…non ho abbastanza sedie per ospitarvi in un colpo solo.

PS. Quasi dimenticavo di dire che mi sparerò una due giorni turistica in quel di Lucca Comics&Games, giovedì e venerdì. Vi racconterò.

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Drunken master

Per consuetudine devo scrivere qualcosa il sabato notte. Tuttavia questa sera non mi sento molto in me. Ho bevuto il classico bicchiere di troppo; peccato che il troopo sia stato un vino marchigiano, il Rugano, da 14%. Che botta. Forse non sarò ubriaco, ma di sicuro non ho la lucidità di sempre. Per fortuna che sulla via del ritorno ha guidato Paola. Ora sogno solo il letto ed un riposo ristoratore. Non immaginate nemmeno come i si stiano intrecciando le dita sulla tastiera questa notte!

W i calamari!

Home tranquillity

Bello assaporare i piaceri di avere la casa tutta per sé, con nessuno che ronza e detta i ritmi. E dato che l’argomento "andare a vivere da solo" è d’attualità cerco anche di studiare i miei comportamenti: penso che sarei un bravo ometto di casa.

Ma quanto è dura. Non è giusto fare il passo senza le necessarie certezze finanziarie, perchè sarebbe anche peggio dover ritornare sui proprii passi. Ne parlavano al TG mezz’ora fa: gli stipendi italiani, e quelli dei giovani in particolare, sono tra i più bassi d’Europa. Per uscire di casa l’unica soluzione sembrerebbe sposarsi, sperando che entrambi abbiano uno stipendio, e restare coi piedi per terra circa spese per casa ed accessori.

E a chi possiamo imputare parte della colpa? Non è certo questione di crescita economica nè di bamboccionismo dilagante: dico, con tutta l’oggettività a cui posso fare appello, che molto è legato al mondo che i nostri genitori si sono costruiti per loro. I giovani vivono in un mondo che è stato creato dai giovani di quaranta anni fa in modo che i loro privilegi fossero duraturi nel tempo. Comprensibile slancio sociale se guardiamo alla storia. Slancio che tuttavia fa a pugni con un’economia capitalista, tesa ad una crescita costante.

Come sempre, prendo atto della situazione ma non ho una soluzione. La revolucion non è ammissibili, per cui…Dal canto mio cercherò di ingegnarmi per avere un’entrata mensile ulteriore. Al momento l’unica ovvia via percorribile sembra quella delle lezioni private.

See you.

La tramvata

(test liberamente tratto da una peosia di DOMENICO DE MARENGHI)

Lo spagnolo assai goloso
va pel circuito baldanzoso
parlottare si diletta
colla stampa, senza fretta.

Tanto delirio d’onnipotenza
nulla sfugge alla clemenza:
Schumi ieri, ahimè!
s’è arreso, su due piè.

"Sì, così doveva andare!"
pronto aggiunse lo spagnolo,
"invecchiato già com’era
io ho chiuso la sua era!"

Lui però non pensa mai
di tenere solo guai,
di ben altra caratura
in squadra ed in questura.

Lo sbeffeggio pel vicino
sa tenere sempre pronto
non s’accorge, poverino,
della trave che ha nel sederino!

Question time

(rubo dal blog di Flamel) Chiunque voglia compilarlo, sarà un piacere leggere le risposte. Siate sinceri, mi racomando.

1. Chi sei?
2. Siamo amici?
3. Quando e dove ci siamo conosciuti?
4. Felice di avermi conosciuto?
5. Hai mai desiderato darmi un pugno?
6. Dammi un soprannome e spiega perchè.
7. Descrivimi con una parola.
8. Qual’è stata la tua prima impressione su di me?
9. Pensi la stessa cosa ora?
10. Cosa ti fa ricordare di me?
11. Quanto mi conosci?
12. Quand’è stata l’ultima volta che mi hai visto?
13. C’è mai stata una cosa che avresti voluto dirmi e non lo hai fatto?
14. Mi pensi ogni tanto?
15. Metteresti questo sul tuo blog per vedere cosa direi di te?

Ponti

Il Senato vota per abbandonare il progetto Ponte sullo Stretto. Era ora, dico io. Ci voleva molto per capire che un’opera simile sarebbe stata un inutile salasso? Meglio investire quei fondi in opere di base funzionanti ed efficienti. Costruiamo finalmente una rete ferroviaria che funzioni; spostiamo il trasporto merci dalla gomma ad altri mezzi. Mettiamo in ordine gli acquedotti del Sud. Ci sono mille progetti finanziabili e migliori del Ponte. Vedremo se questo governo di sinistra saprà dare un seguito a questa buona decisione.

Probabilemnete domenica inzio una nuova campagna di WoD/Mage. Sarà un modo per ritrovarsi con il vecchio gruppo del venerdì sera, in un orario più consono e meno faticoso. Speriamo di non naufragare dopo qualche sessione, per cui dovrò cercare di non bidonare troppe volte.

Ultimamente al venerdì sono sempre piuttosto svogliato nei confronti della classica sortita al Ned Kelly. Sarà l’aria autunnale. Eppure sto ascoltando un sacco di nuova musica, scopro gruppi poco conosciuti che non sono male, ma dal vivo vorrei ascoltare solo cose già conosciute, così non devo sbattermi troppo a prestare attenzione.

Work in progress

Giornata lavorativa bella piena. Si sente che è tornato Marco in ufficio. C’è più agitazione, più movimento e piccoli lavoretti per tutti. Non leggete male: sono ovviamente contento che sia tornato dal viaggio di nozze (beato lui) e sono maggiormente spronato a dimostrarmi valido e giusto per il posto che ricopro.
Poi Marco mi piace perchè, sebbene mi insegni tanti concetti di base, cerca subito di responsabilizzarmi, per farmi crescere e non farmi scadere in una routine da misurazioni. Speriamo presto di frequentare anche al di fuori dell’ufficio lui e tutti i colleghi.

Cresce con il lavoro anche la voglia di ritagliarmi uno spazio abitativo più mio. Sì, sto pensando di trovare casa nell’anno nuovo. Non è facile, per nulla. Pur avendo la possibilità di un alloggio sfitto di Paola, quindi con affitto agevolato, restano tante altre spese a cui il mio stipendio, decurtato mensilmente dal mutuo auto, non sono sicuro possa far fronte. Servirebbe un’entrata secondaria, anche minima, che possa coprire parte del fabbisogno. Resta aperto anche il problema risparmi: se investo nel fondo perduto della vita da single, cosa metto da parte per il matrimonio? Lancio comunque l’appello: qualcuno ha qualche suggerimento per un’attività collaterale? Mi piacerebbe propormi come articolista, ma non saprei a chi e non saprei nemmeno quanto potrebbe rendere.

Matrix

Domenica sera ho rivisto Matrix Reloaded. Che ennesima rivelazione. Ora che la mia coscienza filosofica si è evoluta e arrivo a ragionamenti più profondi, i concetti espressi nel film mi sono più chiari e hanno aggiunto un tassello fondamentale alla mia piccola teoria. Non voglio ancora esporre nulla, perché ho preso solo sparuti appunti, ma posso dire che queste idee mi allontanano dalla visione meccanicista dell’uomo e approfondiscono interessanti aspetti dell’evoluzione.

Gli esami non finiscono mai

O forse è meglio dire a volte ritornano parlando degli esami di riparazione reintrodotti da qualche giorno. E sono ben contento di questa svolta scolastica che guarda al passato. E’ una presa di coscienza che la riforma odierna fa male al sistema, perché non è educativamente valida. Crediti, debiti, stronzate inventate per promuovere tutti, sempre e comunque. Non serve avere una media di promossi alta se poi questi sono degli ignoranti. Meglio qualche bocciato in più. E qui potrei fermarmi: ho detto la mia.

Ma ieri notte ho vagato come uno spettro per i blog seguendo la coda elettronica dei cortei di protesta della mattina. I miei sospetti, quasi delle certezze, hanno trovato conferma: branchi di pecoroni hanno seguito quattro politicotti demagogici di sinistra che li incitavano a slogan vari, ma la massa aveva in mente soltanto di fare casino, pogare con la musica e non stare a scuola a studiare. Altro che manifestare per i proprii diritti.

Come si può essere così deficienti, così poco responsabili come i giovani d’oggi? (Faccio di tutta l’erba un fascio, conscio che alcuni si salvano; non state a ripetermelo). Anche coloro che provano a buttare lì proposte alternative hanno soltanto idee confuse, teoriche e di sicuro fallimento (un po’ come accede con Grillo). Poi con che diritto gli studenti possono scegliere come vorrebbero la scuola? Non sono qualificati, perché vivono il sistema dall’interno e quindi non ne conoscono tutte le sfaccettature e soprattutto i benefici finali.

Tra tutte le proposte variopinte mi ha basito questa: Manifesto dei Neofuturisti italiani. Leggete e ditemi che c***o ci capite. Analizziamo i punti che propongono una scuola:

  • moderna, aperta, dinamica: belle parole, ma che significano applicate al contesto? Giusto portare a scuola discussioni sui fatti di cronaca, stare al passo con i tempi, ma non bisogna correre dietro alla società in tutto. La scuola deve essere staccata, un mondo a sé, che educa e stop; a preparare i giovani alla società ci dovrebbe pensare la famiglia.
  • coraggiosa: what? Armiamoci e partite? O forse è politicamente, socialmente coraggiosa. La scuola come trampolino di lancio e baluardo di nuove idee? Non vedo quali diritti abbiano gli studenti per fare ciò, dato che spesso non hanno le basi per capire. Vale quanto detto al punto prima.
  • critica, creativa: si possono insegnare la visione critica o la creatività? Io penso di no. Lo spirito critico viene se uno è curioso, ha voglia di imparare e mettere in discussione ciò che legge e vede. Si può stimolare il giovane così che abbia voglia di approfondire personalmente, ma nulla di più. E la creatività, o ce l’hai o meglio che lasci stare.
  • Aprofessorale, adogmatica: le perle di saggezza in fondo, ovvio. Gli insegnanti? Grandi scansafatica, poco motivati e spesso poco preparati (questo è abbastanza vero). Non servono. E chi insegna? Magari invece delle solite lezioni si faranno soltanto grandi tavole rotonde, discussioni e dibattiti tra gli studenti. Così si rende giustizia anche all’adogmatismo. Niente tabelline, il dogma dell’aritmetica, niente grammatica, storia, latino…ammessi solo gli argomenti di cui si può discutere perché non hanno fondamenti fissi.
La cosa peggiore, che mi dà veramente fastidio, è che queste nuove generazioni le abbiamo educate noi così. Vita agiata, protetti da tutto, la promessa di un lavoro qualificato a fine carriera. Troppa faciloneria, naturale risposta creata da una generazione precedente che ha dovuto faticare per ottenere le stesse garanzie. Un brutto risvolto sociale dell’istinto materno su larga scala.

Le basi

Ho finalmente terminato la lettura dell’Atlante illustrato di filosofia.
In questi dieci mesi di approfondimento dell’argomento debbo dire che ho avuto modo di riflettere a lungo: ho cambiato alcune idee, altre le ho limate, altre sono nate e stanno muovendo i primi passi. Ho scoperto, a malincuore, che la filosofia moderna non è più quel semplice pensare ai massimi sistemi, il filosofo non è più un tuttologo ma va via specializzandosi in determinate branchie del sapere e si perde così nella massa di esperti.

I miei riferimenti primari restano comunque i grandi del passato, da ognuno dei quali traggo qualche spunto; il fascino che emana dalla creazione di una teoria onnicomprensiva è troppo forte per resistervi.
Se da qualche punto particolare devo iniziare sicuramente sarà dalla sociologia: è nella società il fulcro delle nostre azioni, il substrato ed il sostrato tramite cui indagare la natura dell’essere umano. La società è il punto d’incontro di molte tendenze e forse un nuovo passo dell’evoluzione.