Gli esami non finiscono mai

O forse è meglio dire a volte ritornano parlando degli esami di riparazione reintrodotti da qualche giorno. E sono ben contento di questa svolta scolastica che guarda al passato. E’ una presa di coscienza che la riforma odierna fa male al sistema, perché non è educativamente valida. Crediti, debiti, stronzate inventate per promuovere tutti, sempre e comunque. Non serve avere una media di promossi alta se poi questi sono degli ignoranti. Meglio qualche bocciato in più. E qui potrei fermarmi: ho detto la mia.

Ma ieri notte ho vagato come uno spettro per i blog seguendo la coda elettronica dei cortei di protesta della mattina. I miei sospetti, quasi delle certezze, hanno trovato conferma: branchi di pecoroni hanno seguito quattro politicotti demagogici di sinistra che li incitavano a slogan vari, ma la massa aveva in mente soltanto di fare casino, pogare con la musica e non stare a scuola a studiare. Altro che manifestare per i proprii diritti.

Come si può essere così deficienti, così poco responsabili come i giovani d’oggi? (Faccio di tutta l’erba un fascio, conscio che alcuni si salvano; non state a ripetermelo). Anche coloro che provano a buttare lì proposte alternative hanno soltanto idee confuse, teoriche e di sicuro fallimento (un po’ come accede con Grillo). Poi con che diritto gli studenti possono scegliere come vorrebbero la scuola? Non sono qualificati, perché vivono il sistema dall’interno e quindi non ne conoscono tutte le sfaccettature e soprattutto i benefici finali.

Tra tutte le proposte variopinte mi ha basito questa: Manifesto dei Neofuturisti italiani. Leggete e ditemi che c***o ci capite. Analizziamo i punti che propongono una scuola:

  • moderna, aperta, dinamica: belle parole, ma che significano applicate al contesto? Giusto portare a scuola discussioni sui fatti di cronaca, stare al passo con i tempi, ma non bisogna correre dietro alla società in tutto. La scuola deve essere staccata, un mondo a sé, che educa e stop; a preparare i giovani alla società ci dovrebbe pensare la famiglia.
  • coraggiosa: what? Armiamoci e partite? O forse è politicamente, socialmente coraggiosa. La scuola come trampolino di lancio e baluardo di nuove idee? Non vedo quali diritti abbiano gli studenti per fare ciò, dato che spesso non hanno le basi per capire. Vale quanto detto al punto prima.
  • critica, creativa: si possono insegnare la visione critica o la creatività? Io penso di no. Lo spirito critico viene se uno è curioso, ha voglia di imparare e mettere in discussione ciò che legge e vede. Si può stimolare il giovane così che abbia voglia di approfondire personalmente, ma nulla di più. E la creatività, o ce l’hai o meglio che lasci stare.
  • Aprofessorale, adogmatica: le perle di saggezza in fondo, ovvio. Gli insegnanti? Grandi scansafatica, poco motivati e spesso poco preparati (questo è abbastanza vero). Non servono. E chi insegna? Magari invece delle solite lezioni si faranno soltanto grandi tavole rotonde, discussioni e dibattiti tra gli studenti. Così si rende giustizia anche all’adogmatismo. Niente tabelline, il dogma dell’aritmetica, niente grammatica, storia, latino…ammessi solo gli argomenti di cui si può discutere perché non hanno fondamenti fissi.
La cosa peggiore, che mi dà veramente fastidio, è che queste nuove generazioni le abbiamo educate noi così. Vita agiata, protetti da tutto, la promessa di un lavoro qualificato a fine carriera. Troppa faciloneria, naturale risposta creata da una generazione precedente che ha dovuto faticare per ottenere le stesse garanzie. Un brutto risvolto sociale dell’istinto materno su larga scala.
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17 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Concordo totalmente assolutamente: per questo ieri, in risposta al Manifesto, ho scritto un breve articolo di risposta dal titolo “Futuro scolastico agilissimo educativo” e che puoi leggere sul mio blog. Antipavidamente noi vogliamo italiani intelligentissimi e preparatissimi, non bamboccetti viziati e impreparati.

  2. Joey106r says:

    per karagounis78:
    scusa, ho letto il tuo commento sul blog di una mia amica a proposito della manifestazione di ieri, rispondo perchè mi son sentita colpita anche io visto che ho partecipato:
    1- la nostra scuola ha manifestato solo contro alcuni punti della riforma, come i duecento euro e passa da pagare per il corso che prepara agli esami di riparazione, non contro tutto quello che ha detto fioroni;
    2- se qualcuno partecipa a una manifestazione e poga non vuol dire che sia un drogato (io per esempio non ho mai fumato una canna in vita mia);
    3- più o meno come sopra, se qualcuno partecipa a una manifestazione e poga non vuol dire che sia sfaticato: non ho mai avuto debiti ma non sono neanche una cima a scuola, però una giornata di cavolate, pure per chi ha tutti dieci, non mi sembra un crimine.
    sì, a volte si esagera, sono d’accordo, ma anche i giudizi affrettati vengono facili, eh?

  3. AredhelMinyatur says:

    Non nascondo di essere rimasta spiazzata dalla tua uscita.

    Innanzitutto, come ha detto la mia amica nel primo commento, per quanto riguarda la MIA scuola, ci siamo trovati tutti stranamente d’accordo (dico ‘stranamente’ perché di solito ci scanniamo) sul fatto che gli esami di riparazione siano cosa buona e giusta. Magari non totalmente a spese delle famiglie, magari non per materie ‘secondarie’ come può essere storia dell’arte in un liceo scientifico… Ma questa è un’altra storia.

    Poi, ancora. Se devo essere sincera, ci son rimasta molto male nel leggere l’ultima frase del tuo commento, ovvero: “Studiate che è meglio, drogati”.
    E mi sono accorta di come sia semplice sparare giudizi.
    Non mi sono sentita toccata affatto da quel ‘drogati’, anche se è stato detto in maniera affrettata e, per giunta, senza neanche conoscermi. E’ vero (chiedo scusa per la E con l’apostrofo, ma col portatile nuovo non ancora mi ci raccapezzo per bene) che ho scritto di aver fatto tre tiri di canna, ma la mia esperienza in fatto di droghe si conclude lì e mai proseguirà con cose pesanti, lungi da me. Ma del resto, io non devo giustificare a te le mie azioni, quindi sottolineo ancora di più come quel ‘drogati’ sia stato del tutto fuori luogo (per lo meno nella sede del mio blog) ma, nonostante questo, totalmente insignificante per me.

    Veniamo alla parte che più mi ha fatta restare di merda: “Studiate che è meglio”.
    Ora non mi va di dilungarmi perché ho poca voglia e troppo mal di testa, e nemmeno ti sciorinerò il mio libretto scolastico per dimostrarti che a me, i debiti, non mi hanno mai neanche sfiorata, perché sinceramente lo trovo un comportamento infantile.
    Vorrei solo dirti che avrai anche ragione nel dire che la stragrande maggioranza dei ragazzi ha aderito alla manifestazione per venirsi a fumare le canne e per pogare; avrai (forse) anche ragione nel dire che ho sbagliato a farmi trascinare (essendo io andata per ben altri motivi); ma come la mia amica penso che una giornata di minchiate, dopotutto, sia anche concessa.

    Inoltre, mi fa piacere vedere come getti fango su tutta la categoria, come se tutti quanti fossimo andati lì senza scopo e come se tutti quanti i partecipanti siano dei fallocefali che non hanno voglia di studiare e per questo protestano.
    Sbagliato, molto sbagliato fare di tutta l’erba un fascio.

  4. FuckinMacy says:

    concordo in pieno con joey.
    nemmeno io ho mai avuto debiti, ma neanche dei 10.
    innanzitutto, so già che i nostri scioperi non serviranno a nulla, dato che se non hai 18 anni e non voti l’idiota di turno, non sei praticamente nessuno per la società…ma almeno proviamoci, sarà comunque qualche ora di lezione in meno (e, sii sincero, se fossi stato uno studente, non sarebbe dispiaciuto nemmeno a te immagino)
    non abbiamo seguito politicucci da strapazzo come sostieni tu, eravamo solo contro una riforma che per certe cose non condividiamo.
    comunque se non sei del mio stesso parere ti rispetto, ti chiedo soltanto di evitare di sparare a zero su cose che non sai e gente che non conosci.
    saluti.

  5. Flamel says:

    Sarà una visione sorpassata, magari troppo estremista, e certamente non realizzabile ma io penso che la scuola obbligatoria per tutti sia la ragione della sua decadenza.
    La scuola dovrebbe essere un privilegio, una cosa elitaria, non un diritto, ne tantomai un dovere.
    Imparare, apprendere, crearsi le basi per un futuro dovrebbe essere un’ambizione comune a tutti, e la scuola dovrebbe servire proprio a questo, a creare i professionisti del futuro.
    Lo stato dovrebbe garantire un’istruzione ELEMENTARE (di qualità, non le elementari che ho fatto io, che ho imparato a leggere da solo, se no sarei sempre analfabeta) a tutti, e stop, il resto dovrebbe essere solo per chi vuole, e a chi serve.
    Una sorta di Normale, di Sant’anna, per il “dopo-elementare”, gratuita, si, ma meritocratica.
    Chi non raggiunge determinati OBBIETTIVI, in un determinato tempo FUORI, si vede che non è la sua strada.
    Vuoi vedere che molte cose si appienerebbero?
    Che ci sarebbe meno casino e, paradossalmente, molti molti più professionisti di ora (perchè io purtroppo vedo anche miei compagni di corso che vengon li per DOVERE, che perdono tempo, e magari in un anno non danno esami..).
    Il problema di fondo è che i ragazzi di oggi sono poco motivati, che la scuola è lassista (io per primo sono stato promosso dalle superiori per grazia di Dio e volontà dei professori, mia no di certo), i professori sono raramente preparati (nella scuola pubblica, all’università fortunatamente sono tutti dei professionisti coi controfiocchi) e ancora più raramente hanno un metodo d’insegnamento decente e un comportamento corretto (ricordiamo il professore che si fa le canne coi ragazzi? o il mitico assenteista?).
    Penso che la riforma non serve, non si ottiene nulla con la paura, sopratutto se poi la paura resta solo paura e non si traduce in applicazione letterale della legge (un vecchio proverbio dice LA LEGGE SI APPLICA MA PER GLI AMICI SI INTERPRETA).
    Concludendo dico, spero che la nuova riforma possa dare quella scossa che serve al sitema ma sono scettico. Le rivoluzioni non servono se imposte dall’alto, da fuori, quello che deve cambiare è la qualità delle persone, in primis i professori devono rendersi conto che non stanno giocando, ma contribuendo a determinare il futuro delle persone che hanno davanti, che è una cosa che porta molta responsabilità.
    E sopratutto i ragazzi dovrebbero capire che la scuola, che l’istruzione è si un diritto, si un dovere, ma prima di tutto l’unica chanche che hanno, che abbiamo per diventare qualcuno di utile per la società, e non dei solitomini.
    Senza queste consapevolezze, sono molto pesismista per il futuro della scuola..

  6. BabyBetty says:

    Dunque, da quel che leggo, non sono stata l’unica ad essere aggredita sul fatto della manifestazione.
    Allora:
    Punto primo, la manifestazione non era alle messaggerie, se non capisci le cose allora fai a meno di intervenire.
    Punto secondo: di certo non è con

  7. BabyBetty says:

    (continua…)
    Punto secondo: di certo non sarà con questi esami che io imparerò l’italiano.
    Punto terzo: linguaggio meccanico?! Almeno io non sono una di quelle che: tI lOvVeGGiO geMElLiNa PerVeRtiNa DoLlY!
    O una di quelle: k ks cmq qnd etc.etc. Che sono robe che odio.
    E comunque sia, per quanto mi riguarda, non penso che saranno questi esami a fare dell’Italia un paese migliore. Perchè non iniziano a modificare le pene per coloro che stuprano, rubano etc..? Ai quali danno al massimo un anno di galera! Bello, e poi ci preoccupiamo della scuola, dicendo che almeno con questa legge l’Italia diventerà qualcosa di migliore. Ma per favore! Io trovo sia molto più grave che un pedofilo schifoso si faccia un semplice anno dentro. E con questo concludo, poi ovviamente, se le tue idee sono differenti da tutti coloro che hanno manifestato, non c’è bisogno che tu venga da noi dicendoci che noi sbagliamo. Perchè di certo tu non hai ragione, come non abbiamo ragione noi, ma non puoi pretendere che tutti la pensino come te.

  8. JCdenton says:

    Rispondo a quanto hai scritto sul mio blog: per quanto mi riguarda ritengo il protestare contro questa riforma giusto, battendosi più che altro per l’abolizione del numero chiuso delle facoltà universitarie. Per il resto la rabbia tra i ragazzi c’è, e ogni tanto scoppia in proteste spontanee e disorganizzate, che però sono importanti per farsi sentire.
    Il riferimento al “fare casino” era più che altro un mio stato d’animo, indipendente dall’importanza del corteo, che comunque è stato importante e molto partecipato.

  9. karagounis78 says:

    Non mi aspettavo, o forse sì dati i miei commenti in giro, una tale folla.
    Rispondo senza un ordine preciso.
    In primis, quando sono stato liceale io non ho mai manifestato o fatto un giorno di sciopero; ho sempre ritenuto i due contesti come becere forme di espressione, inutili ed incivili. Per me deve decidere chi governa, non il governato.
    Secondo, per me chiunque si faccia una canna, foss’anche la prima volta in vita sua, in quel momento è drogato. Iniziare a fare distinzioni, dare giustificazioni è il primo passo verso un’illecita legalizzazione delle droghe.
    Ho specificato nel mio post che sono consapevole che non tutti sono dei francazzisti. Nei commenti ho soltanto espresso un’opinione riguardo ciò che ho letto, che non erano certo post di impegno sociale, digressioni sui mille problemi della scuola. Si trattava per lo più di elogi della giornata francazzista di manifestazione.
    Noto con piacere che, se stuzzicata, la gente riesce ad esprimere le proprie idee in modo più chiaro e in una forma migliore. Brave: allora perchè non farlo sempre?
    La giustizia italiana è un altro problema. Ho detto con chiarezza che scuola e società devono essere slegate. Non penso che i fannulloni diventeranno dei criminali, ma non è giusto lasciar passare questo lassismo sotto silenzio. E’, come per le droghe, il primo passo verso il degrado sociale.

  10. Ramante says:

    Concordo in pieno.
    Comunque i fannulloni magari non diventeranno dei criminali, ma saranno sempre dei parassiti sociali, oppure, se si preferisce, non realizzando appieno le loro potenzialità causeranno comunque un danno (più o meno indiretto) alla società.
    In primis perchè lo Stato Italiano ha speso la stessa cifra per formare dei fannulloni laureati che dei premi nobel, successivamente perchè il prestigio e il contributo ch e un’ingegniere da alla Nazione è ben diverso di quello di un muratore o di uno spazzino (che sono comunque necessari).

  11. karagounis78 says:

    I fannulloni causano principlamente danno a loro stessi. Il problema nasce quando la società, per vari motivi, li eleva a posti di prestigio, di comando. Ed è vero, la spesa per lo stato è la medesima, ma questo fa parte della democrazia; meglio sarebbe seguire l’idea di Flamel e fermare dopo tot anni di studio coloro che o non imparano perchè poco inteligenti o fanno i fannulloni.
    Non facciamo però distinzioni tra i lavoratori. Ogni lavoro, se fatto bene, con impegno, è alla pari con gli altri. Il prestigo è importante, per questo sarebbe giusto formare la meglio coloro che possono garantirlo, ma altrettanto importante sarebbe formare anche coloro che andranno a fare lavori più nascosti.

  12. Ramante says:

    Ogni lavoro ha pari dignità, perchè è parimenti necessario per la società (altrimenti non esisterebbe).
    Però certo è che mentre un medico restituisce allo stato, sottoforma di utilità sociale, ma anche di tasse, 100, 1000 volte ciò che lui gli ha dato come formazione, mentre un’infermiere (pur essendo necessario e a volte svolgendo un lavoro su cui il medico è carente), restituisce magari 75 e un disoccupato, invece, prende altri 50.
    Diciamo così, ci sono figure lavorative che, pur essendo necessarie, è antieconomico produrre con mezzi standard, e quindi è meglio “importarle” da altri paesi.
    Una sorta di “mercato globale del lavoro” dove si importa manodopera non specializzata (i braccianti al sud per fare un’esempio, ma anche le infermiere dai paesi dell’est).
    Flamel ha ragione, la scuola dovrebbe essere fatta così, una base per tutti, e poi una formazione mirata per il lavoro che si intende svolgere.
    Formazione commisurata anche alla disponibilità dei posti da assegnare, ovvero è inutileformare 100.000 avvocati quando troveranno lavoro solo 5000. E poi magari avere carenze in altri settori.
    Un progetto di “logistica formativa” dovrebbe essere essenziale per un paese che intende essere competitivo e non vuole fare come la cina (che ha adottato una campagna di riduzione delle nascite per non rallentare il proprio boom economico, infatti meno nati = meno spese per lo stato di mantenerli).
    Questa è solo un’idea..

  13. Joey106r says:

    la manifestazione sarà inutile per te, ma io ci ho creduto davvero. non mi va di mettermi i paraocchi, non ci sono solo io nel mondo. se partecipo alle manifestazioni è perchè sostengo i miei ideali, non voglio che solo i più fortunati vadano avanti, voglio equità.

    diversificarmi…? amico mio, io ho già trovato me stessa, non ho bisogno di cercare ancora un’identità che mi faccia spiccare tra gli altri, è infantile! avrò anche solo diciassette anni, ma di questo sono sicurissima: non voglio dimostrare niente a nessuno, non mi serve. cambiare a causa delle opinioni altrui è una delle cose più subdole che esistano.

    chi si sente sè stesso solo quando dimostra la propria superiorità è un essere davvero triste.

  14. karagounis78 says:

    Non sono i più fortunati che devono andare avanti, ma i più intelligenti o i più volonterosi. Gli altri per me è meglio che smettano di studiare. Questa è al vera equità: a ognuno per come può.

  15. anonimo says:

    Cara Flamel, è la prima volta in vita mia che mi sento tanto in sintonia con qualcuno.
    Dequalificare la scuola per innalzare fittiziamente l’età scolare quando in realtà oggi uno con 12 anni di scuola di cui 5 come ripetente ne sa meno di uno degli anni 60 con la prima media è una cosa disastrosa. Allo stesso tempo, lo slancio populista dell’università per tutti ha dequalificato le università stesse alzando l’età media dello stacco dalle famiglie, creando problemi per decine di posti di lavoro tecnici, e allargando le fila dei “laureati senza portafoglio”.
    Lo studio è un privilegio, è attraverso borse di studio date in modo intelligente che si fa vera “affirmative action”, non con iscrizioni infinite e aule con 600 studenti di cui 4/5 sono solo parcheggiati senza le minime capacità o la voglia di acquisire un titolo superiore.

  16. karagounis78 says:

    Parole da vero professionista del settore. Concordo al 110%.

  17. Ramante says:

    Concordo!
    Joey, mi unisco al coro del Kara, nessuno parla di fortuna, parliamo di impegno, e capacità.
    Non dovresti cercare equità, ma giustizia.
    Un mondo dove “tutti siamo uguali”, può esistere solo sotto dittatura, è un mondo senza libertà.
    Un mondo giusto, invece, è un mondo dove ogniuno è ciò che è, dove il dottore fa il dottore, il muratore il muratore, e l’astronauta l’astronauta.
    E questo DOVREBBE cominciare anche con la scuola.
    Chi è portato va avanti, chi non è portato, o semplicemente chi non ne ha voglia, rimane indietro.
    Leggi il commento dell’anonimo.

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