Matematica

Lavorando ho sentito parlare alla radio di una manifestazione a Roma sulla matematica, patrocinata da Piergiorgio Odifreddi. Lo scopo è quello di rendere più accattivante questo argomento ostico ai più, togliendo quella patina di materia slegata dalla realtà, per pochi eccelsi.

Sicuramente un ottimo proponimento, perché far cultura è sempre una cosa positiva. Tuttavia dentro di me qualcosa ribolle a questa notizia, un senso di ribellione mi attanaglia. Diciamola tutta fuori dai denti: non è necessario che tutti capiscano questa affascinante materia. Meglio pochi ma buoni, si suol dire. Chi dimostra il proprio disgusto, la propria malavoglia ad imparare, non è degno di essere indottrinato: che resti nella sua ignoranza e perda anche gli aspetti più giocosi e simpatici della matematica.

Io, nel mio piccolo, penso di potermi ritenere fortunato perché capisco ed apprezzo questa disciplina, dove è l’astrazione pura a farla da padrona.

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7 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Dovresti spiegare a Odifreddi che si è fortunati perché si capisce ed apprezza la matematica, dove è l’astrazione pura a farla da padrona; ma si è intellettualmente disonesti quando si pretende di imporla al mondo intero.
    Da questo punto di vista – ma solo da questo di Odifreddi – la matematica diventa la scienza degli asini e di tutti quelli che gli tengono dietro.
    Ergo: hai ragione. La matematica serve solo a chi può e sa servirsene.
    Inutile e dannoso imporla.

  2. karagounis78 says:

    Ci troviamo perfettamente d’accordo, dunque. Le cose peggiori vengono da chi usa in modo sbagliato strumenti potenti che poco conosce; ne parlava lo stesso Odifreddi su Le Scienze nel suo spazio Il matematico impertinente, a proposito di equazioni statistiche.

    E se invece si volesse imporre la filosofia? Sarebbe ovviamente altrettanto dannoso, come dimostrano tanti casi storici. Questo perchè è la visione coerente del mondo che una persona dà dal suo punto di vista: non è detto che ci siano riscontri oggettivi sempre veri. Vale la mia quanto quella di chiunque altro.
    L’unico punto in comune con il discorso matematico è che non tutti sono in grado di fare filosofia o di capirla. Nuovamente occorre astrarre molto, il che forse accomuna matematici e filosofi.

  3. anonimo says:

    Imporre una flosofia? Mai! Peggio che imporre la matematica! Imporre una religione? Peggio del peggio alla decima potenza! E’ un insulto alla libertà.
    Avrai letto anche tu da qualche parte quanto ha detto Voltaire in tema di libertà di pensiero: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”
    Ecco l’assurdo: Dobbiamo purtroppo sopportare dei tromboni magniloquenti che impongono le loro formulette persino ai sentimenti, come se dovessimo servircene anche per amare il prossimo. Alt! Personalmente rispetto solo le persone oneste con le quali sono disposto a ragionare; le altre le ignoro.
    Presto leggerai qualcosa in tema di onestà intellettuale sul mio blog. Darò a te il merito di averlo ispirato e di ciò ti ringrazio sin da ora.
    Avete deciso per la cucina?

  4. karagounis78 says:

    Un bel post anche se piuttosto complesso da capire, specie se letto così di prima mattina.
    Parlare di presente e passato è sempre spinoso; troppo personale l’interpretazione del tempo dei fatti. Già la definizione di presente è aleatoria.

    Comunque concordo con la parte riguardante la cronaca. E’ un flusso di dati che riguarda il presente dei fatti, presi e decontestualizzati, che perdono la loro etichetta temporale.

  5. karagounis78 says:

    Cucina, ancora in alto mare. Devo riuscire ad imporre il mio punto di vista.

    Le imposizioni solitamente non piacciono mai a nessuno, tuttavia io, ingenuamente, penso che se si potesse imporre un modo di pensare dettato dalla ragione, del tutto oggettivo, la gente non potrebbe che piegarsi.
    Con Voltaire non sono così d’accordo; a me piace molto discutere con chi ha idee diverse dalle mie, perchè solo così si ha crescita di pensiero. Però non lotterei mai per far esprimere idee con cui non concordo.

    Aspetto il tuo post.

  6. anonimo says:

    Mi complichi il problema perchè hai unito la tua risposta al mio commento sul post della “Matematica” nel post relativo al “Tempo” dove anche formuli la tua risposta all’altro mio commento.
    La cosa è così complessa che ho perso un po’ di tempo per formulare la brutta frase soprastante.
    Aggiungi poi che non hai risolto il problema della cucina perchè cerchi di imporre il tuo punto di vista!
    Siccome tu non lotteresti per fare esprimere chi ha idee diverse dalle tue, mettendoti diametralmente in opposizione a Voltaire, capirai che per mettere insieme tutto quanto in modo rigorosamente logico per il “tuo” punto di vista, dovrò spremermi alquanto le meningi.
    Per tua consolazione, ti chiedo di poter aggiungere alla mia pagina “L’ancora della memoria” il testo del tuo post Tempo.
    Spero proprio che me lo consentirai perché è bello unire, al riguardo, il pensiero di una persona giovane con quella di una persona anziana (ma ancora con un discreto orizzonte di vita avanti a sé).

  7. karagounis78 says:

    Liberissimo di aggiungere il mio post al tuo.

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