Scelta

Dagli appunti del Kara a sé stesso: Libero arbitrio -> introdotto per contrastare l’idea di un dio onnipotente -> di nuovo l’uomo vuole poter credere di avere il controllo.

Questa è la mia riflessione circa il grande teologico dilemma del libero arbitrio. Dopo aver creato una religione fatalista e soverchiante, gli stessi fautori hanno introdotto questo escamotage per illudere i credenti circa la loro importanza di fronte alle cose del mondo. Una beffa che altrimenti non ha una spiegazione logica, se inquadrata nel contesto delle religione cristiana: andrebbe presa come il solito atto di fede.

Ciò detto, l’uomo ha realmente un libero arbitrio? Religione o casualità che sia siamo liberi di scegliere? Ci tornerò nei prossimi giorni.

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6 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Se hai più di 20 anni, è’ un po’ tardi per avere questi problemi. Io li ho risolti a 16 anni, nel senso che li ho tenuti assopiti, come brace nella cenere, sino ad oggi.
    Comunque hai il vantaggio di essere più maturo di quanto fossi io prima di lasciar spegnere la fiamma nel camino.
    ……..
    Rinchiuso nel pensatoio, ma prima di avviare il pensiero – che per te è fare – medita sulla differenza tra il concetto di libertà e di libero arbitrio. Il libero arbitrio implica una fede, la libertà una scelta.
    L’etica esistenziale si conduce su queste due linee che ora convergono ed ora divergono.

  2. karagounis78 says:

    Hai di nuovo colto nel segno delle mie parole.
    Infatti ho contrapposto le mie riflessioni alla posizione cristiana. Tuttavia applicare il concetto di libertà alla scelta non mi piace molto (anche se è solo una sensazione). Spero di chiarire la mia posizione (anche con me stesso) nel prossimo post che guarda al lato scientifico della questione.

  3. flo1979 says:

    Ciao! Mi chiamo Stefano, ti va di fare scambio link, per aumentare le nostre visite ai nostri blog? Io ho due blog e ti linkerei su entrambi. Mi linkeresti i miei due blog, con i nomi a finco ai link?

    http://flo1979.splinder.com/ Il blog di Flo

    http://nilm.splinder.com/ Nobody’s like me

    Se anche a te va bene lo scambio link, scrivimi a lookforme@libero.it, indicandomi il link e il nome che devo collegare al link!!! Ciao e grazie. Stefano

  4. Flamel says:

    Si, ma poi dobbiamo prendercene le conseguenze, quali che siano.
    Posso “desiderare la donna d’altri”, poi, se fossi cristiano, mi confesserei e accetterei la “penitenza”.
    Das questo punto di vista direi che la nostra religione non impone grandi vincoli al nostro libero arbitrio.
    Ci fa un elenco (lunghissimo) di cose sbagliate, e poi ci dice “se le commetti vai dal prete, confessati, e sarai perdonato tanto Dio è misericordioso”.
    Siamo lasciati liberi di scegliere.

    Il libero arbitrio non è nemmeno intaccato troppo dalla legge, anche quella, in ultima analisi, ci lascia liberi di trasgredirla.
    Basta, come sopra, esser pronti a subirne le conseguenze (nemmeno sempre, perchè bisogna esserne scoperti..).

    Il libero arbitrio lo vedo più intaccato dalla SOCIETA’.
    Facendo leva sul bisogno, tipicamente umano, di essere accettato, la soicetà tende a limitare molto più di quanto sembri i consociati.
    Questo perchè non perdona, e non vi è un rischio di punizione, nell’ambito sociale vi è la più ferrea certezza della pena.
    Pensiamo alle teenager che hanno parecchi chili di troppo.
    Non possono sperare che ciò non si noti, e vengono “discriminate dai loro coetanei” (sembra un’esempio stupido ma in America si è arrivati a parlare di GRASSISMO a riguardo).
    Oppure alla pedofilia.
    A spaventare i pedofili non è tabnto la sanzione commminata dall’ordinamento per il reato in se, quanto il disvalore sociale dell’acusa (e che in prigione non sono visti di buon occhio, per usare un’eufemismo).

    Forse in un passato nemmeno tanto remoto anche la religione aveva questa capacità, di realizzare una sorta di OSTRACISMO verso chi infrangeva i comandamenti religiosi (pensiamo al medioevo). Ora questo ruolo però è passato al vivere sociale.
    La scelta non è più tra accettare i comandamenti divini o andare all’inferno (almeno non per il 90% delle persone da noi), non è più (se mai lo è stata) tra rispettare la legge e andare in galera (che ci va più?), ma tra rispettare le regole del vivere sociale o uscire dal gruppo sociale.
    Questa, a parer mio è la vera frontiera del libero arbitrio.

    RIASSUMENDO: siamo liberi di scegliere?
    Si ma a patto di saperci prendere la responsabilità di ogni nostra scelta, quindi, in concreto, siamo parecchio vincolati (tornando all’esempio di prima molte ragazzine hanno PAURA di mangiar euna merendina, perchè questa le farebbe ingrassare).
    Siamo noi i carcerieri di noi stessi.
    Paraddossale?

  5. karagounis78 says:

    Però il libero arbitrio non è tanto la capicità di scelta in sè e per sè, quanto l’avere la possibilità di scegliere come contraltare alla predeterminazione imposta da una divinità onnisciente ed onnipotente.
    concordo ovviamente che ogni scelta porta con sè della conseguenze che dobbiamo essere pronti ad accettare.
    come sempre, flamel, dai contributi notevoli alla discussione. Stay tuned che non è finita.

  6. anonimo says:

    … ragazzi! Il discorso si complica. Comunque si fa interessante. Vi do un consiglio! Per ora, lasciate stare la predeterminazione. Questo è un discorso prettamente teologico. Alla scienza non serve.

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