Report n.4

Il rapporto FAO sul cibo è abbastanza impietoso verso gli occidentali.
Tuttavia io non mi sento in colpa nel seguire una normale dieta mediterranea. Non voglio rinunciare a questo regime alimentare che non a caso è ritenuto il più equilibrato del mondo. La colpa dell’inquinamento dipendente dalla produzione alimentare non deve ricadere sul consumatore ma sul sistema che produttivo, distributivo e pubblicitario.

Allora, come suggerito dal reportage, posso cercare di scegliere solo verdure di stagione, che quindi pesano meno alla voce trasporto. E’ anche un buon modo per dettare legge al sistema che mi abbindola con le fragole a gennaio (!!). Se riuscirò a trovare coltivatori diretti che vendano la loro merce di sicuro ne approfitterò: per il portafoglio, mio e loro.

Il biologico ci è stato propinato come la grande scoperta naturale: è semplicemente il mettere in pratica in modo efficiente ciò che l’uomo ha imparato nei millenni. E’ l’agricoltura chimica, grottescamente detta tradizionale, ad essere sbagliata. Così come è sbagliato il sistema di vendita abbinato a quest’ultima: da che mondo è mondo il cibo si compra al mercato, direttamente dal produttore o da un suo intermediario diretto.

Mi intrippa parecchio questa idea dei GAS, gruppi d’acquisto solidale. Non mi dispiacerebbe farne parte o attivarne uno: potrei proporre la cosa ai colleghi che sono sensibili su questi temi. Occorrerebbe soltanto capire se in zona biella ci sono aziende agricole ed allevatori disposti a vendere direttamente ad un gruppo di consumatori. Per questo però ho un paio di contatti negli enti giusti.

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One thought on “

  1. Flamel says:

    Stiamo riscoprendo ciò che abbiamo abbandonato oramai da un secolo.
    Siamo un po come il figliuol prodigo che torna a casa.

    I prodotti Naturali, genuini sono molto più buoni e nutrienti rispetto a quelli che si trovano in commercio, chi ha avuto la furtona, come me, di bere un bicchiere di latte appena munto sa di cosa parlo..

    A volte il progresso ci rende ciechi, come l’uso di tutti i pesticidi, i concimi chimici, gli ormoni sugli animali, che alla fine ci rimangiamo noi.
    Ne vale davvero la pena?

    Ovviamente su larga scala non è possibile tornare integralmente al biologico (la coltivazione intensiva produce molto di più in quantità, anche se di qualità assai inferiore), ma ognuno dovrebbe guardarsi dentro e chiedersi cosa vuole mangiare, sano e spendere qualcosina di più (anche se non sempre) o spendere meno ma avvellenarsi (es la bufala campana), anche inconsapevolmente?

    Si dovrebbe intervenire a livello comunitario (UE) per regolamentare la produzione alimentare a parer mio.
    Abbiamo pieno diritto di sapere cosa mangiamo in modo molto più dettagliato di come è ora(Sinceramente mangiare la conserva di pomodori provenienti dalla Cina non mi attrae particolarmente, non so voi).

    Gruppi di acquisto solidale?
    Mi documenterò..
    Ottima idea
    =)

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