Monthly Archives: July 2008

Marinella fever night

(titolo suggerito dal vicino di scrivania, NdA)
(notate come non ho fatto il nome di tale vicino, il quale comparirà anche nel proseguio del post, nel rispetto dell’ordinanza restrittiva impostami per la tutela della privacy del mondo che mi attornia, NdA2)

La ricetta dell’estate

Gnocca fritta
Ingredienti per 5 persone:
500 g di Estate
1 litro di afa
una manciata di gnocca IGP
un sacchetto di ragazzi a velo
1 cocktail a piacere
60 decibel di musica, genere a piacere
2 dj
ormoni q.b.
lampi di calore all’orizzonte per la guarnizione

Preparazione
Mescolare l’estate con la gnocca IGP ed una parte d’afa fino ad ottenere un abbigliamento dalla stoffa ridotta. Sempre mescolando aggiungere afa fino ad ottenere abiti molto più succinti. Stendere la pasta di gnocca così ottenuta in modo uniforme su una pista da ballo in riva al lago di Viverone.
Su di un lato unire un dj e musica latino americana a 60 db, bagnando con il cocktail prescelto (molto indicato il Mojo con rhum scuro). Mettere in forno a circa 30° fino ad ottenere una sfoglia danzante al ritmo caraibico contornata da un bordo croccante che andrà ricoperto con i ragazzi a velo. Se li avete buttateci sopra anche un paio di colleghi d’ufficio.
Procedere alla stessa operazione anche sull’altro lato stendendo però dell’abbondante musica house e spolverando con gli ormoni sia i ragazzi che la gnocca IGP. Per i più golosi unire una cubista abbronzatissima in biancheria intima.
Servire
Su un largo piatto da portata guarnendo con i lampi di calore per dare quel tocco di colore e pathos alla serata.

Il giudizio dello chef
Il piatto ha un sapore particolare: un mix di sapori agrodolci che ricordano terre lontane e metropoli affollate. I palati fini apprezzeranno il tocco esotico del latino americano che con i suoi sensuali movimenti funge da afrodisiaco; le bocche meno esigenti sentiranno maggiormente il sapore della house, assaporando l’estrema vicinanza tra gli ingredienti. Seppur comune ad entrambe le facce la gnocca IGP prende un sapore differente a seconda degli ingredienti che la contornano: nel lato caraibico matura in fretta e guadagna un gusto più rotondo, morbido; sull’altro lato il gnoccolume rimane più acerbo, dal gusto fresco ma spigoloso.

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Poche righe…

…non bastano per districarmi dalla matassa di riflessioni in cui cado ogni volta che guardo il tg serale. Ogni notizia porta con sè mille interessanti spunti, mille sfaccettature da approfondire. Dovrei scrivere un post per ogni cosa, ma diventerebbe un lavoro, cosa che nemmeno un giornalista. Siccome però non ho tanto di meglio da fare…

In primis mi devo dire pienamente concorde, per quanto letto nelle notizie, con i provvedimenti presi dal governo. Il piglio di molti ministri mi piace parecchio: Maroni si sta dando da fare per cercare di porre rimedio ad una carenza di legalità, mentre Brunetta sta finelmente dando un giro di vite alla fatiscente e lasciva pubblica amminsitrazione. Anche tutto questo putiferio sulla anti-precari (perchè poi inItalia ogni legge debba avere un nomignolo resta un mistero): si tratta di una legge applicabile in determinati casi, nei quali il lavoratore non è sicuramente esente da colpe, altrimenti perchè sarebbe in contenzioso con la ditta?

Sentito ciò che capita in Turchia? Non gli attentati. La corte costituzionale sta processando un partito per attacco alla laicità e tentata islamizzazione. Personalmente a me non piacciono i turchi, ma questa inflessibilità nel cercare di diventare un stato laico è uno sforzo che apprezzo ed appoggio. Facessimo così anche noi!

Sulla paventata crisi dei mercati non dico nulla. Sapete già che auspico una crisi profonda, anche se non me ne verrebbe in tasca nulla, soltanto per vedere morto l’assurdo sistema capitalistico in cui viviamo.

A Napoli si è svolta la solita scena di inciviltà. Vittima un gruppo di immigrati ,a cui era stata legittimamamente data in uso una palazzina, scacciati in malo modo dagli abitanti del quartiere. Se sono lavoratori onesti è ingiusto che siano trattati così, magari da napoletani delinquenti. Sì Napoli ed i suoi abitanti non mi piacciono: queste ennesimo segno di inciviltà, dopo la crisi spazzatura, conferma solo le mie idee.

Una gang di minori, 10-13 anni, ha vandalizzato una scuola filmandosi con i cellulari. Due cose: la prima rivela la stupidità nel filmarsi quando si sa che una volta presi quella è una prova inequivocabile. In fondo basta fare attenzione alle notizie simili per evitare almeno questo errore. La seconda è che io farei riparare a loro il danno, non solo economicamente ma anche materialmente: a riattaccare i lavelli rotti potrebbero farsi già qualche esperienza come muratori, dato che spero non gli venga consentito di laurearsi una volta cresciuti (i muratori non me ne vogliano, rispetto il loro operato).

Assembling IKEA

Domenica dedicata al montaggio dei mobili svedesi. E ovviamente non posso che dire bene perchè le istruzioni sono semplici e subito comprensibili e non serve chissà quale esperienza per completare l’opera. Anche strutturalmente i giunti tra le parti sembrano fatti bene, solidi quanto basta. L’unico consiglio è quello di procurarsi un buon avvitatore per non farsi venire le bolle nelle mani come è accaduto a me.

Il letto MALM si presenta davvero imponente con i due comodini attaccati alla testiera. Ci resta giusto lo spazio per aprire le ante dell’armadio. Della libreria BILLY conoscevo già le qualità pratiche, avendola il Folletto in negozio come espositore, quindi non sono rimasto sorpreso. Mi spiace soltanto che non sia possibile montarla senza il pannello sulò retro: a me piace intravedere il muro dietro alla fila di libri.

State of the home

Settimana cruciale per il completamento dei lavori in casa.
Martedì, un po’ a sorpresa e con anticipo sul previsto, sono arrivati i divani ed il tavolo da pranzo. I divani sono enormi e Paola è preoccupatissima perché non sa come disporli nel salotto per far sì che questo non sembri ingombro. Il tavolo in cristallo fa la sua porca figura sul parquet appena lucidato.
Ieri poi è arrivata la cucina. Sono molto soddisfatto del risultato: ho tenuto fede alla mia prima idea di disposizione dei volumi e l’arredatore ha aggiunto quei due tocchi per curare il dettaglio e l’armonia della composizione. Il montaggio è stato efficientissimo e senza problemi, con massima attenzione a pavimenti e pareti: professional! C’è solo un piccolo intoppo con un’antina che non avrebbe dovuto esserci, perché previsti in sua vece due cestoni. Provvederanno a sostituirmeli quanto prima.
A questo punto nel week end potremmo procedere con il montaggio del mobilio IKEA, letto e libreria, e poi attaccare il bagno per la messa punto finale.

La luce in fondo al tunnel è sempre più vicina!

Sindrome cinese

Pubblico l’incompleto dell’articolo che stavo scrivendo per il giornalino aziendale. Per ora l’attività è naufragata e l’argomento da me toccato sarebbe comunque stato di difficile apprezzamento, così mi spiaceva lasciare nel cassetto questa mia riflessione. Buona lettura.

Come azienda, come realtà locale o come Unione europea siamo diventati ipersensibili a tutto ciò che riguarda la Cina.
Alcuni presentano i sintomi di una violenta allergia da cui non sanno riprendersi, per altri si diagnostica una forma di dipendenza più o meno grave a seconda del grado di risparmio ingerito. Il patogeno circola nella nostra società ormai da anni, ma soltanto ora l’accumulo in soggetti a rischio ha portato allo scatenarsi dell’epidemia, evidentemente contagiosa per contatto diretto od indiretto. Eminenti professoroni stanno studiando il virus ma una cura appare ancora lontana.
Allo stato dell’arte possiamo dunque solo soffermarci e riflettere sul problema, per evitare che la cura non diventi essa stessa malattia. Chiediamoci cosa sappiamo della Cina, della sua storia e del suo successo economico.
Il primo punto meriterebbe ben altro approfondimento e spero qualcuno vorrà portarlo avanti personalmente, documentandosi su internet o con documentari. Va tuttavia detto che per moltissimi secoli la cultura cinese è stata superiore a quella europea in svariati campi: dalla lavorazione dei metalli all’agricoltura alla tecnologia bellica. E’ sempre stato un popolo con uno spiccato senso pratico, non dissimile da quello degli antichi romani.
Per tutte queste conquiste tecnologiche di innegabile vantaggio è stata la stabilità politica: l’impero è unificato da più di duemila anni, ha conosciuto solo sporadici periodi di divisione ma nessun medioevo, ed è quasi sempre stato chiuso verso il mondo esterno. Ciò ha fatto sì che si creasse una dialettica interna piuttosto che una diplomazia esterna come in Europa; le stesse discipline filosofiche rispecchiano questa impostazione, improntate come sono alla ricerca del miglior equilibrio tra corpo e spirito.
La scarsa tendenza alla competizione ha dunque rappresentato un forte limite al momento del contatto con le culture occidentali, ma è argomento che si ricollega direttamente al secondo punto che si voleva sviluppare. La Cina ha sempre fatto e “fa sistema”, per dirla con un gergo tecnico. La rivoluzione comunista ha soltanto cambiato la forma di governo ma ha lasciato invariato, ed anzi rafforzato, l’accentramento politico e decisionale. Capirete che, per come è strutturata l’economia mondiale, una tale macchina istituzionale può irrompere sul mercato e monopolizzare interi settori, sia come utilizzatore che come produttore. Certo è un gioco “sporco”, che sfrutta la mancanza di regole circa il mercato del lavoro, la povertà della manodopera, gli abbondanti aiuti di stato, ma da parte delle nostre realtà economiche c’è più di una parvenza di connivenza.

Di sicuro un sistema sottoposto ad una spinta così forte risentirà di molti effetti nocivi, siano essi tensioni sociali o problemi ambientali. Per parte nostra possiamo sperare che la dipendenza dalla Cina, qualunque essa sia, passi quanto prima in conseguenze proprio di questi guai interni. Tuttavia non possiamo né dobbiamo impedire ai cinesi di progredire lungo questo cammino: in fondo stanno soltanto facendo quello gli occidentali hanno fatto nel sviluppato, lo stanno facendo molto più in fretta e molto più voracemente. L’aver raggiunto un certo grado di benessere non è un buon motivo perché l’occidente continui a tenere sotto il suo giogo il resto del mondo. Piuttosto sarebbe nostro dovere portare a questi paesi in forte espansione un po’ di saggezza derivata da tutti gli sbagli fatti, la maggior parte dei quali si sta accumulando in questo periodo.dopoguerra.

L’ultimo paragrafo è soltanto una bozza ma l’ispirazione era venuta meno a causa della spinosità dell’argomento.

Fast questions

Dovendo scrivere qualcosa, per non lasciar languire il blog troppo a lungo, mi butto su due veloci pensieri che mi sono venuti ieri e oggi.

E se, in sintesi, lo scopo della nostra vita fosse quello di creare la Storia per i posteri? Ispirazione fulminea sorta guardando i Tudors su Canale 5, quando Enrico VIII si rammarica per non aver ancora lasciato un segno nella storia. Già Achille capì l’importanza di fare grandi gesta con cui essere ricordato.

Potrei mai fare un lavoro che non presentasse delle sfide? Quando quotidianamente si è soddisfatti del proprio operato, perchè si è risolto anche solo un piccolo problema con una bella soluzione, penso sia una grande conquista. Molti lavori però non consentono all’individuo di misurarsi con le proprie capacità: è ciò che crea la disaffezione al priprio compito.

Privacy

Caro Garante,
penso che poco sotto la Chiesa lei sia uno dei miei più acerrimi nemici. Non lei in persona ovvio, ma l’istituzione che rappresenta, le idee che propina. Già altre volte mi sono espresso contro tutto questo abuso del concetto di privacy e la sua odierna relazione non fa che aggravare la mia sfiducia. A seconda del quotidiano o del sito che si sfoglia viene messo in evidenza un punto della relazione piuttosto che un altro.

Sappiamo già come la penso circa le impronte digitali prese a tutti i cittadini (tempo persino che mi abbiate rubato l’idea): di certo non ledono la dignità di nessuno, perchè da sole non dicono nulla e non discriminano. Sulle intercettazioni posso essere più restrittivo, concorde su un uso morigerato, ma sicuramente vanno fatte e tenute in grande conto dai tribunali: impediamo che si possano smentire dopo mesi.

Sui dati sensibili però siamo nuovamente in disaccordo. Sarò strano io, forse perchè non possedendo chissà che non mi interessa particolarmente di far sapere, o forse posso essere esibizionista. Fatto sta che tutto questo affanno per nascondere i dati sensibili dei cittadini parmi uno spreco. Non vorrei sembrare un dietrologo, ma sembra un po’ la mantellina giuridica sotto cui nascondere quel brutto abito che ci portiamo indosso, quello che vorrebbe gli italiani sempre attenti alla scappatoia e pronti al sotterfugio. Non vorrei si creassero infondati timori e ci si chiudesse a riccio su se stessi.

Anche per questo speriamo che questi giovani scriteriati, così poco attenti alla privacy nel loro navigare su internet, non si lascino prendere dalla rete dei controlli e riportino una ventata di fiducia nella condivisione libera e nel libero scambio di ogni tipo d’informazione. Che le community crescano e prosperino; il loro limite più che la privacy semmai dovrebbe essere il perseguimento di una certa morale. Il rispetto è la miglior difesa della propria privacy.

Melafonino

Qualche giorno fa è uscito il tanto agognato I-Phone 3G. Sicuramente un bel prodotto ma su cui si specula troppo. In Italia poi c’è ormai questa mania del cellulare tanto che sorgono dei casi di interesse nazionale. Guardate quest’ultimo esempio con gente che si lamenta per il prezo alto e altri che gridano al cartello monopolista. Ma insomma, se il mercato chiede è giusto che le aziende alzino i prezzi: non stanno mica facendo beneficienza. Il cellulare non è un bene primario, anche se il cittadino medio se ne è dimenticato.

Se proprio devo scegliere un gadget in cui investire una certa cifra opto sicuramente per un lettore Mp3 subacqueo per poter nuotare al ritmo giusto!

Criminal times

Commentando alcuni post su Viverestphilosophari mi è saltato all’occhio come io tenda a separare nettamente il tempo presenta dal passato storico. Riconosco, è ovvio, i legami storici che legano la nostra società al passato ma, siccome per me esso è inestricabilmente legato alle pagine di un libro di storia, questo perde ogni connotazione umana, si denuda davanti allo storiografo e si veste dell’evidenza oggettiva dei fatti.

Detto così può sembrare un processo assurdo. L’esempio che più calzante, quello da cui ha preso le mosse questa riflessione, riguarda la considerazione dei crimini. Se penso ad un atto delittuoso, mettiamo un omicidio efferato, compiuto nel tempo presente posso additare il colpevole e negargli ogni sorta di perdono o condono della pena. Tuttavia se mi trovassi a pensare allo stesso avvenimento accaduto mille anni fa non sarei così drastico nel giudizio. E’ successo, stop. Lo stesso vale per crimini ben più gravi e vasti: guerre, stermini, schiavitù, sono tutti fatti che, storicamente parlando, non mi fanno ne caldo ne freddo, a cui non associo nessun giudizio o etichetta di giusto o sbagliato. La storia si è mossa in quel modo e ci ha portati fino a qui, che diritto ho di giudicarla con la mia mentalità?

Se vogliamo vale lo stesso discorso che al tempo presente è legato al concetto spaziale di cerchia di interesse personale. Ciò che sta al di fuori della cerchia non mi tocca e non suscita emozioni; l’empatia è tutta rivolta all’interno. Ma il presente è veramente breve, perciò posso pensare di estendere a ritroso questo concetto fino all’inizio della mia vita: la mia nascita segna il passaggio tra la Storia e questa cerchia quadridimensionale. Per i meno avvezzi alle troppe dimensioni spaziali immaginatevi di vivere dentro ad una bolla d’aria immersi in un liquido: il liquido è la storia che vi scorre attorno e che voi guardate con occhio distaccato.

[Parental Advisory] Questa interessante teoria è del tutto egocentrica. Adottandola potreste avere la sensazione che senza la vostra presenza la Terra potrebbe smettere di girare. Assumere con cautela.

White

Dispaccio ANS(i)A.
Oggi, 6 Luglio 2008, poco sopra all’orecchio sinistro è stata avvistata una coppia di capelli bianchi. La autorità confermano che sono i primi immigrati clandestini, entrati irregolarmente sul territorio e quindi non in regola con i documenti. Le loro generalità restano pertanto sconosciute così come le loro finalità. In quanto soggetti pericolosi, probabilmente armati ed addestrati al reclutamento della popolazione locale, i servizi di intelligence li terranno sotto stretta sorveglianza. Se la situazione dovesse farsi critica nel breve periodo si dovrà ricorrere al taglio marziale.