Monthly Archives: August 2008

Operazione menù

Da domani si parte con il periodo di sperimentazione di gestione del cibo. Perché mi conosco fin troppo bene, sono un pigro ed alla sera, stanco dal lavoro, potrei non avere voglia di spignattare e finirei a mangiare la solita pasta senza gioia.
Così, come ennesimo sforzo di volontà applicato alla nuova dimora, ho deciso di definire in anticipo quale sarà il menù settimanale di cene e pranzi. Lo so, starete pensando che è la prassi tipica di una casa di riposo, ma considerate l’aspetto pratico del sapere esattamente quale sarà la lista della spesa, particolare non indifferente in momenti di prezzi alti come questo.

La sfida vera non è nel costruire il menù in sé ma nel perseverare in questa pratica. Paola mi dà per spacciato dopo un mese. Io però ho sensazioni molto positive, sento la voglia di fare dei sacrifici pur di apprezzare appieno la nuova esperienza di vita. E’ anche il modo per migliorare le mie capacità in cucina.

Nel dettaglio il menù prevede:
sabato pranzo – troffie al pesto
domenica pranzo – carpaccio alla rucola; insalata di riso
lunedì cena – prosciutto e melone; insalata di riso
mercoledì cena – petto di pollo alla birra con carote
giovedì cena – pasticcio di patate
venerdì cena – frittata di spinaci e ricotta

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Violenza islamica

E’ proprio vero che ormai abbiamo perso ogni pudore e di fronte alla costante invasione di gente di fede islamica caliamo le braghe e …op!
"Se indossi il velo la legge non vale più" è un breve articolo che illustra ciò che è avvenuto in un museo di Venezia. Donna musulmana entra con volto completamente velato, assistente di sala chiede gentilmente di toglierlo, grande indignazione, scuse dei superiori e punizione per il solerte dipendente.

La notizia mi fa ribollire il sangue di rabbia e non illuda il mio tono pacato. Ogni piccolo spiraglio che apriamo a questa religione è un passo in più verso l’annichilamento culturale. Che vadano al diavolo la multirazzialità ed il multiculturalismo se tutto si riduce al non poter applicare le leggi che lo Stato sovrano ha definito. Io dico ognuno a casa propria e facciamola finita. La mancanza di rispetto deve essere intollerabile e punita: perchè non è tanto questione di difendere le proprie tradizioni quanto di far vedere che si ha un po’ di orgoglio, che non si è facilmente accondiscendenti. Ma penso che in Italia si quasi una battaglia persa, almeno finchè non tireranno troppo la corda e allora chissà.

Vita 3.5

Finalmente ci siamo. Today is the day! Da oggi entro ufficialmente nel nuovo appartamento e nel nuovo stile di vita.
E’ stata una faticaccia ed una lunga attesa ma ne varrà sicuramente la pena. E gli sforzi maggiori probabilemente devono ancora iniziare con la ricerca della gestione ottimale della casa e delle finanze. Tuttavia sono ben motivato e come sempre ottimista.

Spero quanto prima di poter invitare i tanti amici se non per una cena almeno per un tranquillo dopocena.

A bien tot.

Intelligenza

Secondo la teoria dello psicologo H.Gardner esistono 8 tipologie di intelligenza che concorrono a formare la nostra capacità mentale.
Ora proverò a dare un autogiudizio delle mie capacità in ognuno dei campi:

1.    Intelligenza logico-razionale: analisi, calcolo, comprensione dei nessi causa-effetto. È l’intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. – Pur non essendo Einstein in questo campo me la cavo discretamente. Forse non brillo per la velocità di ragionamento ma alla fine arrivo sempre alla soluzione.

2.    Intelligenza linguistica: ampiezza di vocabolario e capacità di esprimersi con chiarezza ed efficacia, padronanza  dei registri linguistici e capacità di adattarli alla natura del compito. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. – Se ci limitiamo all’uso della lingua italiana mi difendo abbastanza bene. Con l’applicazione costante ho imparato ad esprimermi con chiarezza soprattutto nella forma scritta; nella forma orale purtroppo soffro ancora di una certa incertezza espositiva, dovuta spesso a fenomeni di agitazione nel parlare ad altri. Se guardiamo il lato lingue straniere, certo non eccello per padronanza del linguaggio: grave carenza è il vocabolario sempre limitato. Anche qui però riesco meglio nello scritto che nell’orale, a riprova che ho necessità di avere del tempo da dedicare alla riflessione per arrivare alla giusta conclusione.

3.    Intelligenza spaziale: concerne la capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali, i luoghi ed i percorsi. – Più che in analisi sono sempre stato forte in geometria. Le equazioni per me non sono semplici numeri ma curve o superfici nello spazio; lo stesso vale per le matrici di dati. Ho anche un ottimo senso dell’orientamento. La mia capacità spaziale però è solo al servizio della schematizzazione matematica, mentre non ho la minima capacità espressiva in ambito artistico legata questo tipo di intelligenza. Le mie mani non sanno dar vita alle forme, ma soltanto ad ammassi informi.

4.    Intelligenza musicale: padronanza della grammatica musicale, conoscenza e riconoscimento di tono, di timbro, di armonie compositive. – Grammatica musicale? A come AC/DC, B come Black Sabbath,… Z come ZZ Top? O è forse l’analisi di un gruppo: voce, chitarra, basso e batteria? Qui sto proprio a zero.

5.    Intelligenza cinestetica: padronanza del corpo, coordinamento di movimenti, abilità coreografiche. – Ah ah ah! La mia coordinazione corpo-cervello si limita a movimenti molto semplici che non comportino l’utilizzo di più di due arti in contemporanea. Il ballo quindi è già off limits. Se anche riesco a coordinarmi è solo dopo molto sforzo ed allenamento; non mi viene automatico.

6.    Intelligenza personale:
a.    Intrapersonale: autocoscienza e riconoscimento dei sentimenti provati, consapevolezza delle proprie motivazioni. – Mi hanno sempre detto che so essere molto autocritico. Riconosco i miei limiti (questo post ne è un palese esempio) e so esaminare con cura la mia coscienza per vedere dove posso cambiare.
b.    Interpersonale: capacità empatica, intuizione dell mondo interiore dell’ altro. – Empatia? Come malattia? Non riesco proprio ad immedesimarmi nell’altro. Riesco soltanto a guardarlo dall’esterno e a giudicarlo con i miei criteri. Non so se sia collegabile ma da questo potrebbe dipendere il mio scarso amore per l’arte che invece prevede una certa trasposizione personale; per questo prediligo forme artistiche dove ciò che vedo è ciò che è.

7.    Intelligenza naturalistica: attitudine classificatoria, tassonomica, insiemistica. Capacità di catalogare, sezionare e categorizzare. Comprensione organicistica del tutto, delle  singole parti e della relazione tutto-parti. – Io vivo e penso per categorie! Nella mia idea del mondo ogni cosa o persona ha il proprio posto in una determinata categoria; a volte queste sono mutevoli o si sovrappongono. Personalmente penso sia una delle cose che più mi aiutano nella vita e non capisco come gli altri possano vedere in questo un difetto.

8.    Intelligenza esistenziale: pensiero filosofico, attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universalistiche, analisi di implicazioni, tematiche e problematiche conoscitive ed etiche. – Sembra spocchioso dire che anche qui mi dò una piena sufficienza, eppure sapete quanto mi piaccia ragionare sui “massimi sistemi” molto più che sui fatti e sui problemi quotidiani. La ricerca di verità ultime e definitive dovrebbe essere l’obbiettivo principale di ogni uomo.

Siccome c’è molto altro da dire a proposito, trarrò le necessarie conclusioni in un prossimo post.

Etnie olimpiche 2

Dall’analisi delle prestazioni dei vari gruppi etnici nelle varie discipline potrebbero scaturire in futuro nuove, per alcuni sicuramente inquietanti, prospettive.
Il primo passo sarebbe quello di schierare nella competizione soltanto atleti con i tratti vincenti, così da non investire risorse su perdenti in partenza (vedi i bianchi sui 100 m). E su questo fronte molte nazioni hanno già mosso i primi passi.
Il secondo cruciale step consisterebbe nella costruzione a tavolino dell’atleta perfetto. Una specie di doping eugenetico, pensato su una scala temporale piuttosto lunga, fatto di ibridazioni tra genotipi vincenti e di fecondazioni pilotate. Un po’ come si fa con i cani per farne risaltare una particolare caratteristica.

Lo so, a volte ho idee del pari del Dottor Mendelev, ma se cercate su Google noterete che non sono il primo a paventare idee simili, anzi gli studi sono già in corso tanto da aver richiesto la messa al bando preventiva del fenomeno (1,

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2 , 3).
La mia idea tuttavia è un passo oltre; non solo medicina mirata ma creazione di un genoma da superatleta.

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Etnie olimpiche

Le Olimpiadi sono un ottimo palcoscenico per lo studio delle differenze prestazionali tra gruppi etnici (NdA. Sapete che non si può più parlare di razza? Wiki docet)
Così osservando le gare e riflettendo sulle differenze tra le varie etnie, palesi a tutti da decenni, mi è sovvenuto che tra bianchi, neri e gialli mancheranno sempre all’appello i pellerossa, di cui non conosciamo le reali potenzialità atletiche.
L’esigua popolazione difficilmente permetterà di chiarire questo dubbio. Un vero peccato per un’analisi scientifica a tutto campo sulle potenzialità fisiche degli esseri umani.

Patente intelligente

Sempre più spesso gravi incidenti stradali sono causati da gente che ha la patente sospesa e che quindi non dovrebbe poter guidare un veicolo. Tuttavia non c’è modo per controllare l’effettivo rispetto del divieto, se non durante un fortuito controllo stradale.
Per questo io lancerei una proposta al contempo fattibile ed all’avanguardia: istituiamo una patente realmente elettronica, con tanto di chip contenente i dati sullo status del guidatore, ed installiamo sulle auto un dispositivo che permetta l’accensione soltanto dopo la verifica della patente del guidatore.

Non parlo di fantascienza ma di qualcosa che in molti altri campi è già utilizzato con successo. Non si andrebbe a ledere la preziosa privacy dei cittadini e si potrebbero così fermare in modo più efficace molte infrazioni.

Abracadabra

Quotidianamente utilizzo il pc per lavorare e per divertimento, ma dopo tanti anni e qualche studio in merito ancora mi stupisco del fatto che funzioni. Lo ammetto senza pudore: il computer resta per me una macchina magica.
Eppure ieri notte potrei avere tolto un sottile velo a questa magia. Partendo da ragionamenti distantissimi per argomentazioni, come le stelle cadenti, sono arrivato ad una conclusione che vorrei confortata da qualche lettore specialista in merito.

La CPU compie ogni secondo milioni di calcoli elementari, commutando le porte logiche dallo stato 0 allo stato 1 o viceversa. Il risultato di tali operazioni è utilizzato da qualche software, come questo notepad su cui sto scrivendo. Ora ogni azione che noi compiamo sul sistema PC è comandata da un programma che, tramite linguaggi a vari livelli, comunica con l’hardware fino ad impartire ordini nel linguaggio macchina fatto di zeri ed uni. Non voglio nemmeno addentrarmi in questa immensa complessità; tuttavia mi sono domandato: cosa fa la CPU quando l’utente non impartisce nessun comando? Se lascio aperta un pagina internet e me ne vado, supposti inesistenti altri processi di base del computer, come fa l’informazione contenuta a non sparire a seguito dei calcoli della CPU?
Se ci ho visto giusto il quesito trova una semplice risposta nel fatto che sulle porte logiche connesse a quella specifica applicazione, esempio la pagina internet, la CPU non compirà nessuna operazione, lasciando così invariati gli stati logici preesistenti: si crea quindi come una fotografia del sistema in quell’istante. E’ probabile che la sequenza di 0 e 1 che codificano la pagina sia stoccata nella RAM. Una parte delle risorse del pc è comunque immobilizzata fino a nuovo ordine. Ecco perchè un pc con più RAM può gestire più applicazioni al medisimo tempo; è come avere tante foto e doverle mettere in un album: uno con più pagine potrà contenerne di più.
Il sistema dunque gestisce una successione di stati logici stazionari divisi tra loro da un input di qualche tipo.

Una piccola scoperta forse, ma un grande passo, compiuto in solitaria, per un cavernicolo dell’elettronica come me.

4×100 Frestyle Men

Probabilmente mi sono perso la più bella gara di tutta l’Olimpiade. I favoritissimi USA che vincono in volata battendo la Francia, un australiano che, come primo staffettista, ritocca il primato dei 100m stile libero, un record del mondo frantumato. E nemmeno su Youtube trovo il fimato integrale della gara…che rabbia!
Possono dire quel che vogliono, ma quando ci sono i grandi eventi il nuoto regala sempre spettacolo.