Etnie olimpiche 2

Dall’analisi delle prestazioni dei vari gruppi etnici nelle varie discipline potrebbero scaturire in futuro nuove, per alcuni sicuramente inquietanti, prospettive.
Il primo passo sarebbe quello di schierare nella competizione soltanto atleti con i tratti vincenti, così da non investire risorse su perdenti in partenza (vedi i bianchi sui 100 m). E su questo fronte molte nazioni hanno già mosso i primi passi.
Il secondo cruciale step consisterebbe nella costruzione a tavolino dell’atleta perfetto. Una specie di doping eugenetico, pensato su una scala temporale piuttosto lunga, fatto di ibridazioni tra genotipi vincenti e di fecondazioni pilotate. Un po’ come si fa con i cani per farne risaltare una particolare caratteristica.

Lo so, a volte ho idee del pari del Dottor Mendelev, ma se cercate su Google noterete che non sono il primo a paventare idee simili, anzi gli studi sono già in corso tanto da aver richiesto la messa al bando preventiva del fenomeno (1,

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2 , 3).
La mia idea tuttavia è un passo oltre; non solo medicina mirata ma creazione di un genoma da superatleta.

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