Panorama

Settimana intensa la scorsa. Che ci crediate o meno, la mia mente non ha mai pensato ad altro che ad equazioni di dinamica: quando il lavoro ti insegue a casa! Che avrei mai potuto scrivere dunque d’interessante? Per staccare il cervello nel week end ho comprato e letto l’ultimo Panorama. In verità lo preferivo qualche tempo fa, ora l’ho trovato qualitativamente peggiorato, con meno approfondimenti, ma qualcosa su cui riflettere c’era.

Dopo il capitolo crisi e rimedi alla crisi, mi ha fatto malignamente sorridere leggere di come i piloti Alitalia se la sono presa nel gnao. Dopo anni in cui scioperavano ogni due per tre, se il nuovo contratto andrà a buon fine, si ritroveranno con lo status di dirigenti il che significa niente sciopero e licenziamento facile. Meglio che tornino a volare basso!

Un po’ inquietante l’articolo su Facebook. Che male c’è ad essere arrivati tardi a scoprire questo sito? Tutta questa mania del social network non mi piace. Facebook dovrebbe servire soltanto per mantenere i contatti con amici e conoscenti distanti, non come sostituto dell’incontro reale. Invece c’è chi cerca di fare amicizia con persone che mai avrebbe potuto incontrare dal vero: che senso ha? In realtà è soltanto l’ennesimo scatolone vuoto che presto perderà di fascino e che serve a tracciare le nostre propensioni al consumo (altrimenti perchè uno schedario dovrebbe valere 46 miliardi di dollari?). E lo dice uno che non nasconde nulla del suo io, dei suoi interessi e gusti nemmeno su facebook: se indovinare cosa comprerò che ci provino, non avranno vita facile però.

Interessantissimo invece il pezzo sul latte artificiale per neonati. Si evince come sia un prodotto di cui non vi sarebbe bisogno se non in casi sporadici, invece ci sono forti pressioni perché sia rifilato a tutti i bambini al posto del più salutare latte materno. In questo io ravvedo la solita carenza dell’azione di controllo statale (a livello globale intendo): se questo prodotto non serve e può essere persino nocivo, non andrebbe nemmeno venduto altro che raccomandato.

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25 thoughts on “

  1. lordofsorrow says:

    Fabio la tua fiducia nel sistema mi disarma ogni volta che mi fermo a guardarla.
    Il latte in polvere è consigliato dal sistema stesso (pediatri, farmacisti, televisioni). La cosa che non mi torna però e il fatto che prima tù mi legga a fondo il valore commericale di uno strumento come facebook e poi non mi analizzi la realtà delle cose più semplici.
    Lo scandalo latte in polvere di questi giorni è partito ovviamente dalla cina. Ora forse sono un visionario ma sarà mica il caso di andare a vedere chi stava danneggiando il latte in polevre cinese ?
    Forse la malanina c’era davvero, forse qualcuno è morto. DI sicuro il mercato del latte in polvere in Europa è rimasto ancora in mano alla Nestlè a caso ditta francese a caso la francia presidente di turno dell UE.
    La cina non solo ci spaventa come concorrente ma ci garba come mercato. I miliardari cinesi sono 65 milioni (leggasi 50 milioni di famiglie) alle quali aggiungiamo almeno il triplo di medio borghesi in una nazione in folle crescita. I prodotti europei sono un Must da quelle parti e l’ignoranza delle persone è più alta che dalle nostre parti. Chi ne gioverebbe a creare un mercato nuovo svalutando i prodotti nazionali ??
    Forse sono un pazzo lo ripeto ma sinceramente mi sono stancato di dipingere stati a caso come Satana anche perchè tra quì a dieci anni diremmo le stesse cose dell’India

  2. anonimo says:

    Certo che definire uno dei più grandi conglomerati mondiali, con quartier generale in Svizzera e fondato nell’800 da un tedesco, come “ditta francese”, per poi vedere questo come indizio di chissà quale fantacomplotto mi pare francamente superficiale a dir poco.
    Aug

  3. IlMendicante says:

    Ma più che altro mi lascia basito sentire che ci sono 65 milioni di miliardari in Cina. Cioè se questi guadagnano poco (diciamo 500 milioni l’anno? so’ miliardari) e li tassano al 20% (famo il paese della cuccagna va’), con quei 6500000000000000 miliardi (come dire, 6,5 miliardi di miliardi di tasse l’anno) la Cina che ci fa?

    Mi sa che l’evasione è a mille in Cina. Fossi Berlusconi tenterei un gemellaggio.

  4. IlMendicante says:

    Mmmh mi ha mangiato il post.

    Comunque, vorrei sottolineare che se per dire poco un miliardario guadagna 500 milioni l’anno e lo stato per dire poco lo tassa al 20% (spariamola a cazzo va), lo stato cinese apparentemente si beccherebbe 6,5 miliardi di miliardi l’anno di tasse solo da questi tali.

    Lo trovo difficile da credere, onestamente. Poi sono sicuro che la Cina è meno cattiva di come noi (o i dissidenti cinesi) la dipingiamo, però con quei soldi un paese che si definisce comunista dovrebbe perlomeno costruire case popolari in stile Castello Sforzesco.

    Non voglio veramente entrare in polemica, però se in uno scandalo che a visto un paese insabbiare la morte di dei bambini per non “infangare” l’inizio delle olimpiadi voglio andare a fare il pelo ad un complotto fantasma della Nestlè stiamo messi male. Anche perchè probabilmente la Nestlè il latte cinese lo compra da mo’.

  5. lordofsorrow says:

    Il discorso non era comprare o meno il latte cinese!
    Il discorso è vendere il propio latte ai cinesi Benestanti che ormai sono il mercato che conta

  6. karagounis78 says:

    Il latte in polvere è consigliato dal sistema soltanto perchè qualcuno ha suggerito a qualcun altro di consigliarlo. Niente può sostituire a pieno titolo il latte materno.
    Lo scandalo cinese è figlio solo di sé stesso, della crescita deregolamentata della Cina.

  7. IlMendicante says:

    Ma perchè i cinesi dovrebbero comprare il nostro latte?

    Il problema è che quei discorsi su cui poi spuntano i polveroni, come rispetto dei diritti umani e dell’individuo, hanno un fortissimo riflesso economico.

    Il governo americano, o italiano, o inglese ragionano sull’impostazione di un’economia di mercato. Dettano regole per creare condizioni paritarie, regole che poi violano in pianta stabile come nel caso Alitalia, però creano un sistema che almeno idealmente vuole essere impostato alla business fairness.

    I cinesi ti portano in uno stadio e ti sparano in testa se contesti il governo. Se protesti contro la Gelmini-san in piazza ti passano sopra con un carro armato. Censurano internet, filtrano i motori di ricerca. Tu pensi veramente che si possa andare in Cina ed impostare una campagna pubblicitaria per togliere mercato ai prodotti cinesi? Fattelo dire da uno che lavora con gente che ha spostato i centri di produzione in cina ed è dovuta fuggire: la Cina è un far (w)est. Ci sono settori in cui gli stranieri per legge devono assumere i dipendenti cinesi pagandoli dieci volte tanto la cifra che pagano le aziende “nazionali” (ovviamente 9/10 sono contributi). Paghi le tasse a seconda del paese di origine. I cinesi se ne fottono delle regole dell’economia mondiale, a casa loro. Non puoi competere ad armi pari colla produzione nazionalizzata perchè il tuo avversario è lo stesso che fa le regole.

    Ultimamente le cose si muovono, proprio perchè la ricchezza sta penetrando nella popolazione cinese e il denaro è l’unica cosa tanto potente da abbattere qualunque ideologia, fondamentalismo o dittatura – alla fine sarà il consumismo a mettere fine alla jihad islamica, ad esempio. Resta però il fatto che non si può guardare al mercato cinese come ad un mercato “accogliente”, perchè non offre alcuna garanzia. Noi teniamo una posizione ambivalente nei confronti della Cina perchè è troppo potente e ci fanno troppo gola i suoi soldi – l’ovvia conseguenza è l’assurdo spettacolo del tentativo di colonizzazione commerciale di un paese in cui non c’è neanche libertà di parola. E’ impossibile, e la cosa drammatica è che tra dieci anni la Cina sarà per l’ordine dei poteri mondiali quello che l’America è stata per cinquant’anni, e se l’America ha fatto tutto quello che ha fatto, bè, immaginati la Cina. Alla fine dobbiamo sperare nell’India, mi sa.

  8. IlMendicante says:

    Karo Gounis, sul come nasce l’idea che il latte in polvere sia “necessario”, ti consiglio – per astrazione – la lettura de “La fabbrica del consenso” di Chomski.

    Non condivido del tutto (e in certi casi affatto) le conclusioni dell’autore in questa ed altre opere, ma il modello proposto si applica perfettamente a questo genere di situazioni.

  9. pibond says:

    Non credo che Kara volesse scomodare Chomski per manifestare la sua preferenza per il latte materno. Natura vuole che le donne, dopo la nascita del bimbo abbiano la montata lattea. In una donna sana questa è la regola.
    Non credo neppure che Kara sia una persona suggestionabile dai media.
    Invece, credo che il quando nascerà il suo primogenito, si auguri che vena alimentato dal latte materno.
    Ma, se non fosse possibile penserà alla Nestlè o a qualche altro concorrente che produce un ottimo latte. (Lo rubavo a mia sorella, prelevandolo col cucchiaino direttamente dalla scatola.)
    ————
    Se ripassate la lezioncina di economia che vi ho propinato, arrivereste alla conclusione che non è cattiva la Nestlè, oggi quotata in borsa e da me in minima parte posseduta per aver sottoscritto un fondo comune azionario, ma chi usa a sproposito il latte in polvere e cioè quando non è indispensabile.
    Colgo l’occasione per dire che l’Italia è il paese dove le mamme non praticano più il parto naturale. Qui la Nestlè non c’entra. C’entra invece l’interesse delle cliniche private, in connivenza con la corporazione dei medici ostetrici, a scapito del Servizio Sanitario Nazionale.

  10. IlMendicante says:

    Vabbè ma tu ora hai detto che non è cattiva la Nestlè. Adesso chi lo sente più Lordofsorrow!

  11. lordofsorrow says:

    No giusto la nestlè non è cattiva. Siemens e motorola e Bayern neppure. I cattivi a questo mondo sono Armando Cossutta. Al qaeda, Hamas, i cobas e quelli della no tav. Ci aggiungerei ai cattivoni anche Uniceff e Amnesty.
    Se con cattiva intendi dire che non copre di sterco il tuo salotto e che le azioni rendono bene non posso contraddirti. Ma credo che a volte si dovrebbe fare analisi un briciolo più orientate al mondo. Sarò prevedibile nelle mie posizioni mi spiace.
    Per quanto riguarda la cina ha molto da fare, ma come tutte le dittutature necessita di una rivoluzione culturale forte per avere speranze.
    Altri stati “democratici” Che la rivoluzione nella loro storia l’hanno già avuta cosa devono fare per fare passi avanti nella lotta per i diritti umani ??
    Trascurando la pena di morte, che tanto sembra che sia un crimine solo se applicata da alcuni stati, perchè non parliamo delle operazioni di rendition o dei vari finaziamenti a gruppi di facinorosi che certi stati molto democratici (leggasi USA) perpetuano da anni??
    Per concludere:
    Uccidere una persona con un colpo in testa è poco umano ma…
    Non sottoscrivere il protocollo di Kyoto, bombardare a piacimento, intromettersi nella libera sovranità degli stati e detenere armi nucleri si ??

  12. anonimo says:

    x lordofsorrow
    Per stabilire chi sia buono o cattivo, bisognerebbe capire se l’uomo debba essere considerato una fioritura del pianeta Terra, oppure un virus.
    Nel primo caso è buono chi vuole salvare l’umanità, nel secondo caso è cattivo chi tenta di impedirne l’autodistruzione.
    (Alfredo)

  13. IlMendicante says:

    Interessante spunto, Alfredo.

    Per rispondere a Lord of Sorrow, moltissime delle azioni degli Stati Uniti d’America sono “malvagie”. Tuttavia occorre porre la situazione in un contesto storico.

    Senza iniziare una lunghissima discussione, io sono tra quelli che considerano gli USA come un “male necessario”. Necessariamente, salvo ipotizzare uto/distopie aasimoviane, esisterà un paese più potente degli altri, che cercherà di consolidare il suo potere con mezzi anche infami, per mantenere una posizione di controllo. Per cinquant’anni questo paese è stato l’America – e a mio avviso, tutto sommato, c’è andata bene.
    Con tutti i suoi difetti, l’America è un paese con dei valori enormi. Noi europei amiamo definirli semplicioni, ignoranti, grezzi. Intanto le loro università superano le nostre (la prima università italiana è 150esima al mondo) di miglia e miglia. Ci accaniamo a dimostrare che gli americani tenessero i giapponesi in campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale – mentre noi, da Italia a Germania a Russia l’abbiamo fatto e in quei campi ci sono morte decine di milioni di persone. L’America è il paese che per primo ha significamente sconfitto l’idea della schiavitù (pretesti economici a parte, ma di nuovo, noi senza di quelli neanche ce lo sognavamo), il primo paese a configurare diritti civili moderni (ben prima della celebrata rivoluzione francese). Dell’America amo l’idea del melting pot – è un paese di tutti e di nessuno, che sta probabilmente e finalmente per avere un presidente nero, cosa che da noi (che tanto diamo dei razzisti agli americani) non potrà succedere per decenni perchè per noi un nero non sarà mai “italiano”, o “francese”, a meno che non ci serva in una squadra di calcio. Con tutti i distinguo e i problemi di razzismo, in America puoi essere americano essendo nero, cinese, ispanico.
    Poi è ovvio che per molti versi l’America sia “odiosa”: non è solo la sindrome del “primo della classe”. E’ anche il fatto che, come paese dominante, l’America ha tenuto negli anni una politica estera ai limiti della dittatura del terrore. L’onnipresenza dell’intervento, occulto e inquietante o aperto e arrogante, degli stati uniti non può non infastidire chi creda nella libertà dei popoli di autodeterminarsi. Ma ripeto, ci è andata bene. La guerra fredda la poteva vincere la Russia. Domani saremo sotto l’egemonia della Cina. Vedremo come ci andrà allora. E ripeto, noi sfiliamo quando gli USA vanno a deporre Saddam (e prendersi il petrolio). Ma la politica estera della Cina non la seguiamo, non ci interessa, e quando ne vediamo le immagini in tv ci voltiamo dall’altra parte e facciamo finta di niente.
    E alla fine, prendendo l’esempio della pena di morte, io da “simpatizzante” degli USA posso liberamente dire che è uno schifo che un paese che apparentemente si batte per i diritti umani mantenga questo modello che non condivido. In Cina potrei farlo? Improbabile. E soprattutto, quando qualcuno va alla pena di morte in America lo si viene a sapere. E non è poco.

  14. anonimo says:

    X il mendicante

    A proposito, non mi è mai capitato di sentire di un cinese morto…
    Boh?
    Sarà forse per questo che sono così numerosi?

  15. pibond says:

    Secondo me, affermare che gli USA o la Nestlè, o la Cina sono il male necessario, non porta a conclusione nessun ragionamento. USA, Nestlè e Cina sono entità che interagiscono nella storia e come tali vanno prese per gli effetti che esplicano.
    Piuttosto, occorre guardarsi dagli scienziati e dai studiosi che escono dal loro seminato per predicare catastrofi continuamente rinviate.
    Malthus predicò (era pastore protestante) il “controllo preventivo” da parte dell’uomo, ma basato solo sulla “castità” formulando una teoria demografica che ispirò la corrente del malthusianesimo.
    Questa teoria demografica, che sostiene il ricorso al controllo delle nascite per impedire l’impoverimento dell’umanità, è andata incontro a varie critiche, esemplificate da Ralph Waldo Emerson, quando disse: “Malthus, affermando che le bocche si moltiplicano geometricamente e il cibo solo aritmeticamente, dimenticò che la mente umana era anch’essa un fattore nell’economia politica, e che i crescenti bisogni della società, sarebbero stati soddisfatti da un crescente potere di invenzione.”
    Malthus introduce il concetto di salario di sussistenza, cioè il livello medio del salario necessario per soddisfare le esigenze ritenute fondamentali. Secondo Malthus, fino al salario di sussistenza non ci si sposa, né si fanno figli.
    ————-
    Credo che ancora oggi siamo al punto di partenza, con la differenza che si sperperano soldi a tutto vantaggio degli speculatori la cui fonte di guadagno sono i contributi pubblici sottratti a chi realmente ha più bisogno, mentre il controllo delle nascite si ottiene col divorzio, l’aborto, la pillola bianca o blu che sono sussidi usati solo dalle popolazioni benestanti e non dai diseredati di India, Cina e terzo mondo.
    Leggere
    http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo, per valutare se tutto quanto scritto ha fondamento scientifico.
    A mio parere il Trattato di Kyoto è un grande inganno e, per fortuna, gli eventi di questi giorni lo stanno rivelando.

  16. IlMendicante says:

    Ecco, questo di Malthus è un esempio estremamente pertinente.

    E Malthus viene clamorosamente contraddetto dalla constatazione che l’unico paese al mondo a praticare il controllo delle nascite è quello che cresce ogni anno in maniera esplosiva, mentre quelli che “arrancano” spingo per politiche di sostegno ed incentivo delle nascite per rimpolpare le proprie fila. E in mezzo c’è l’Africa il cui problema non è il controllo delle nascite ma la mancanza di “invenzione” – o meglio l’esclusione dai suoi benefici.

  17. anonimo says:

    Malthus avrà introdotto una forte semplificazione, ma l’intuizione che la crescita delle risorse è un infinito di ordine inferiore rispetto alla crescita demografica è semplicemente geniale.
    Aug

  18. NickCatone says:

    Concordo con Augu. Capire la differenza nella tendenza all’infinito (retta contro potenza) è un’intuizione genaile.

  19. pibond says:

    Scendete dall’Olimpo! Le scienze umane lavorano esclusivamente nell’ambito di valori discreti.
    Quindi la teoria di Malthus è sbagliata perchè in realtà le risorse crescono sulla base di quelle richieste dalla popolazione che si ingegna a procurarsele.

  20. anonimo says:

    x dregot
    Forse l’umanità potrebbe accedere alle risorse derivanti dal recupero del 100% dei propri rifiuti. Ho sentito dire, per esempio, che qualcuno avrebbe provato a riciclare persino gli escrementi umani, rendendoli morbidi e plasmabili sul pane come la nutella. Deve solo perfezionarne il trattamento in modo da renderli perfettamente commestibili: pare, pere, però, che non gli riesca di eliminare del tutto quel caretteristico nauseabondo cattivo odore…

  21. karagounis78 says:

    Beh egregi colleghi, il riciclo degli escrementi umani è roba vecchia. Nella Parigi di metà XXVII secolo si usavano per concimare i campi attorno alla città.

  22. lordofsorrow says:

    Comunque parlare di scienzia e poi citare Malthus (pastore protestante) e come parlare di politici e poi citare Mara Carfagna (soubrette a palazzo chigi)

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