Privacy, never enough

E’ di oggi la notizia che l’arrivo di Google Street View ha scatenato un’alzata di scudi in difesa della privacy da parte di qualche associazione di consumatori (sempre i soliti rompicog….). Ora il Garante cercherà di fare chiarezza.

Io non voglio credere che il comune cittadino si senta leso da questa encomiabile iniziativa, che alla fine va a vantaggio di tutti (e ricordiamo è gratuita!). Veramente può interessare a qualcuno sapere per caso che in un dato istante, un breve fotogramma, voi eravate sul marciapiede di una via od in macchina? Saremmo veramente un popolo di dementi (ma io me ne tiro fuori all’istante), una specie di terzo mondo della tecnologia.

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30 thoughts on “

  1. lordofsorrow says:

    Siamo sempre alle solite come le impronte digitali, come le analisi del sangue, come il codice fiscale nei distributori di sigarette, come le intercettazioni, la vendita dei dati sensibili.
    Il problema è solo uno.
    E’ eticamente giusto dare la possibilità di creare database di informazioni sulle persone ?
    E’ corretto rispondere ai fastidi delle persone con la frase insensata:” Se non hai niente da nascondere non ti devi preoccupare?”
    Mi domando se voglio andare a comprare un vibratore a 6 marce per nasconderlo in macchina e non voglio farlo sapere al mio parthner che se no poi pensa che sono insoddisfatto ha senso che una telecamera possa far sapere al mondo che esco da un sexy shop ??
    Scherzi a parte, molte cose in sè non sono terribili però ( e tu fabio che leggi asimov dovresti leggere anche dick e Bradburry) possono essere usate per schedare le persone. Qualche hanno fà la tecnologia non c’era ed un bizzarro uomo coi baffi ha iniziato a schedare persone marchiandole. Crenado prima le divisioni e poi (in un secondo tempo) iniziando i rastrellamenti.
    Io non ho nulla da nascondere però mi pongo sempre una domanda ma a chi mi sta sopra che stracazzo gliene fotte di cosa faccio io ??
    Cioè vivo a milano sembra una città sotto assedio polizia, carabinieri, finanza, esercito, vigili urbani, le ronde dei quartieri. Non ci sono già abbastanza strumenti di indagine e controllo???
    Detto questo lo sò che possono sembrare allarmismi ingiustificati, ma se nessuna democrazia nella storia ha mai schedato tutti i cittadini un motivo ci sarà.
    Le informazioni creano più potere delle pistole.

  2. Dregoth says:

    Due piccole modifiche:

    “Cioè vivo a milano sembra una città sotto assedio extracomunitari, spacciatori, feccia dei centri sociali, accattoni, magari ci fossero più polizia, carabinieri, finanza, esercito, vigili urbani, le ronde dei quartieri e, soprattutto, magari questi non avessero sempre le mani legate dalle toghe rosse.”

  3. lordofsorrow says:

    Oddio tutte ste divise e tutta sta criminalita??
    Chi non fa il propio lavoro ??
    Le prostitue? Pagano per rimanere o semplicemente li fanno girare a gratis!
    Dai proviamo a essere realisti!
    Il gioco si chiamava guardia e ladri!
    Se le guardie rubano i ladri cosa fanno stanno a guardare ?

  4. lordofsorrow says:

    Poi sinceramente cosa avrai contro la feccia dei ceti sociali lo sà solo il buon Gesù!
    Essere brutti e Urtanti e un reato ?? Dio schifani lo mettiamo in un forno ??

  5. anonimo says:

    Una volta ci pensava la Chiesa cattolica a tenere sotto controllo il comportamento dei cittadini con il famoso detto “DIO TI VEDE”, ma ora che tutti hanno capito che se anche ti vede, Dio non fa la spia, allora è evidente che, a guardare cosa fa la gente, ci deve pensare lo Stato.
    E le stelle?
    Si, anche loro stanno sempre a guardare…

  6. anonimo says:

    Mi torna in mente il mitico Guareschi, in “Don Camillo e l’onorevole Peppone”.
    Poco prima delle elezioni un attivista democristiano rivolgendosi a tutti gli elettori cattolici tramite il megafono della chiesa dice: “E ricordatevi che nel segreto della cabina elettorale Dio vi vede!”; al che Don Camillo afferra il microfono e serafico aggiunge: “E Stalin NO!”
    E’ un libro magnifico, grazie di avermelo fatto ricordare.

    Nice

  7. Dregoth says:

    Ho molte cose contro, (i) il senso civico, che patisce soggetti in costante spregio delle istituzioni e dei canoni di comportamento accettati dalla collettività per un pacifico e quieto vivere, (ii) il senso di giustizia, che è ferito ad ogni mancata condanna dettata contro la certezza del diritto e in virtù di chissà quale ambizione educatrice o padrenostrista della magistratura, (iii) il senso estetico, lo stesso che soffre alla vista di stupri della lingua italiana da parte di accenti e apostrofi abusati, uso palesemente errato di vocaboli, consecutio dimenticata e uso grottesco delle maiuscole.

  8. anonimo says:

    Tu si che sei un tipo precisino, invece, uno di quelli che ci tiene a mettere tutti i puntini sulle (i), (ii), (iii).

  9. Dregoth says:

    Ammetto che sono venuti proprio beeeene :-p

  10. karagounis78 says:

    Sebbene sapere=potere, non penso che anche schedando tutti i cittadini e sapendo di preciso cosa fanno e dove si creerebbe questo stato di oppressione. Anzi: voglio vederti a delinquere se tanto ti scovo in tempo zero.

    I centri sociali, oggi come oggi, sono solo covi per manifestanti mali intenzionati, black block e facinorosi. La loro parola d’ordine è: CONTRO. Contro tutto verrebbe da dire.

  11. lordofsorrow says:

    Ops dannato portatile. Non mi sembra di essere un facinoroso. Non credo di volere il male di nessuna istituzione. Se ferire la lingua di qualcuno vuol dire ucciderlo ben venga. Ma da quì ad accusarmi di altro ce ne passa parecchio.
    Il diritto alla privacy èalienabile??
    Quante piccole libertà sono sacrificabili per il bene comune ??
    Uno che paga pegno alla società con il carcere (Vero o virtuale grazie alla condizionale) rimane un cittadino di serie B o può tornare a essere un uguale tra gli uguali ??
    Etica o Logica??
    Sempre i soliti discorsi applicati a mille punti diversi. Almeno non ci contraddiciamo.

  12. karagounis78 says:

    Non ho detti che tu sei un facinoroso, ma che lo sono quelli dei centri sociali.

    Sul carcere io sono per il cittadino di serie B. La colpa ti rimarrà sempre attaccata addosso, non puoi farci nulla, non più. Avevi solo da pensarci prima.

  13. lordofsorrow says:

    Allora cosa serve il carcere ???
    Non è preventivo ne un deterrente.
    Non è rieducativo.
    Non serve a coprire il debito.
    E’ un ammortizzatore sociale ???
    Serve per dare lavoro ai secondini e per vendere il tavernello ??
    Perchè non li eliminiamo subito dopo la condanna ?? Così ci risparmiamo un sacco di problemi.
    Anzi risolviamo depenalizziamo!
    Lo stupro diventa: Approccio sessuale Creativo.
    La rapina: Richiesta di finanziamento Creativa.
    Il danneggiamento di altrui Propietà: Grandi Opere Creative.
    L’insulto razzista : Complimento Creativo.
    Già a che serve il carcere!
    Ci si può laureare in coglioneria.

  14. anonimo says:

    Il carcere cos’è?
    Ma è semplice!
    E’ il prezzo equo che tutti, anche i meno abbienti, possono pagare, in comode rate mensili o annuali, per la legittimazione del crimine commesso.
    (sempre Alfredo)

  15. Dregoth says:

    Il carcere, come tutte le misure di limitazione della libertà personale, è sicuramente deterrente, al limite si può sindacare su quanto sia deterrente, per quali reati lo sia e per quali soggetti.
    Sulla funzione rieducativa, sancita anche dall’art. 27 della Costituzione, sono profondamente in disaccordo. La funzione dev’essere principalmente afflittiva e punitiva, nonché profondamente stigmatizzante.
    I problemi di limitata deterrenza e limitata punizione, dovuti alle tutele esageratamente garantiste in vigore, possono essere entrambi risolti con la pena di morte, decisamente deterrente e genuinamente afflittiva. Tra l’altro, una volta che si comprende come la funzione rieducativa sia oltre che disattesa anche profondamente sbagliata, si comprende come la pena di morte diventi una sanzione non solo dovuta, ma anche misericordiosa rispetto, ad esempio, alla detenzione a vita (che trovo invece essere veramente contraria all’umanità).

  16. anonimo says:

    Sono d’accordo con te, Dregot.
    Che ne dici di estendere la pena di morte anche a chi contesta l’ultimo comma dell’art. 27 della Costituzione?… :)))

  17. anonimo says:

    Sono d’accordo con te, Dregot.
    Che ne dici di estendere la pena di morte anche per quelli che contestano l’art. 27 della costituzione?…

  18. Dregoth says:

    Finché regge il principio dell’irretroattività nella legge penale sostanziale sono in una botte di ferro.
    A proposito, repetita iuvant?

  19. karagounis78 says:

    Al carcere sostituirei comodamente i lavori forzati. Miniere, lavori pesanti ed usuranti, le possibilità sono molte.

  20. anonimo says:

    Con la penuria di lavoro che c’è, ci manca solo che tale diritto venga riconosciuto ai carcerati…
    Li condannerei a fare i politici, ecco dove li manderei…

  21. lordofsorrow says:

    Il discorso non si poggia sulla durezza della pena. Ma sull’utilità che ne ottiene la società.
    Allora siamo fortemente utilitaristici quando parliamo di spesa publica (no agli sprechi, no all’inutile, ottimiziamo; qualcuno vuole anche tagliare i corsi universitari meno frequentati come se la cultura richiedesse uno share come le trasmissioni televisive); ma se parliamo di carcere non calcoliamo in nessun modo una bilancia dei valori positivi o negativi. Le carceri costano e anche troppo, e non hanno una vera e propia utilità per come sono concepite adesso. Non creano cittadini migliori, non trattengono in eterno “Le cosiddette mele marce”, non fruttano, non spaventano. Se spaventassero i crimini sarebbero in calo ma ahimè i nostri governanti (che tanto hanno acclamato il pacchetto sicurezza) è mesi che ci terrorizzano con dati allarmanti sull’aumento di ogni sorta di crimine.
    Credo che qualunque sia la direzione sarebbe ora di deciderne una.
    O si fa in modo di fare uscire dalle carceri persone come le altre, o si fa in modo che se ne entri non ne esci più. Non c’è alcun senso nello spendere 10 anni di soldi per la detenzione di un ladro che una volta uscito non ha diritti e per mangiare tornerà a fare il ladro.
    In entrambi i casì però sarebbe il caso di decidere una linea seria nella penalizzazione dei reati. Tanto per prenderne 1 recente……
    Ma si può pensare di mette in gabbia la gente perchè va a puttane ??
    Anche perchè se vai a puttane vai in prigione, se a puttane ci mandi un azienda (vedasi alitalia, trenitalia, etc etc) invece c’è la norma che salva i manager dalla bancarotta.
    Bizzarre le leggi

  22. anonimo says:

    x lordofsorrow
    Penso che per farsi un idea di come dovrebbero essere le carceri, uno ci dovrebbe finire dentro per un bel pò.
    Purtroppo, chi deve decidere, di solito non ha neppure un briciolo di esperienza…
    (Alfredo)

  23. Dregoth says:

    La criminalità sale perché l’economia è in calo e aumentano i soggetti disagiati, oppure perché anni di immigrazione indiscriminata hanno permesso lo sdoganamento di criminalità d’oltrefrontiera quando ne avevamo già abbastanza a casa nostra.
    Per dire che il carcere non spaventa bisogna essere proprio dei profondi superficiali e, soprattutto, non averne mai visto uno personalmente o non aver conosciuto nessuna persona averci trascorso del tempo, specie per reati tipo white collar (se si conosce un pluripregiudicato che lo usa come albergo non vale).
    Ciò detto, se non esistessero i carceri e il mondo fosse fatto di Alfredi, continuerei a fare passeggiate dopo il tramonto. Se il mondo fosse fatto di Lordofsorrow, forse continuerei, ma almeno armato.
    Sulla curiosa priorità nella lotta alla criminalità sono profondamente d’accordo, ma ricordiamoci che un governo risponde oltre che al Paese anche ai propri sostenitori per via del mandato elettorale al Parlamento. Il governo attuale è attentissimo ai sondaggi, quindi tendo a credere che tutto quello che fa lo fa in quanto piace ai propri elettori (io non l’ho votato, ma penso sia così). A questo punto si torna ad un altro problema molto serio, ovvero il suffragio universale.

  24. IlMendicante says:

    Alle 21 seguirà: Dregoth e il cancro della Democrazia.

    Aspettate e vedrete!

    Scherzi a parte, concordo con Dregoth sulla natura del carcere. Alla fine il fallimento della pena detentiva e del sistema giuridico (fortemente influenzato a sinistra in italia, ed in un modo che mai riuscirò a capire) è lampante.
    Se la gente continua a guidare dopo aver bevuto 15 birre e preso 11 pasticche finendo per uccidere 4 persone è perchè non solo non teme il carcere, ma è pure abbastanza sicura di rimettere le mani sulla patente. Tanto ormai, nella cultura moderna, il fatto di essere “un bravo ragazzo” ti aliena dall’idea di carcere e punizione. Il carcere è per l’immigrato, il mafioso, il ladro acrobata. Io? Io ho solo bevuto troppo. E’ stato uno sbaglio. Ok, ho ammazzato qualcuno, ma vuoi rovinarmi la vita per questo? Va bene, va bene, ho esagerato con l’amica della mia fidanzata. Giocavamo e l’abbiamo uccisa. Però adesso smettiamo di perdere tempo coi tribunali perchè devo ancora dare la tesi e forse fare un salto dalla De Filippi che magari divento famoso.

    Il carcere spaventa – quelli che lo conoscono. Le condizioni carcerarie sono del tutto disumane, e per quanto in alcuni casi sia più che dovuto, per ogni figlio di papà che fa 9 mesi per omicidio “colposo” c’è uno scippatore che ne fa 6 in una cella 3×3 con altre 4 persone. E’ eccessivo.

    Ciò detto, la giustizia deve tornare ad essere giustizia. Sulla pena di morte mi riservo il giudizio, però conoscendo la fallibilità della giustizia italiana credo sia un rischio troppo grande affidare vite a cotanta incompetenza.

  25. anonimo says:

    Chi cerca giustizia vive necessariamente nell’ingiustizia,
    smetti di cercarla e l’avrai già con te.
    Il male ricevuto è come il vento, non puoi mica incolparlo se ha soffiato un pò troppo forte, e lui, il vento, non ti chiederà mai scusa…
    Ciao, Alfredo :)))

  26. lordofsorrow says:

    Sorvolando sui commenti ai limiti del buon gusto. Non mi sembra di aver mai agito alle tue spalle con atti tali da poterti ferire in alcun modo fisicamente, economicamente o quantaltro. tanto meno non mi pare di aver mai trasgredito una legge davanti a te, o che tu possa dire di sapere che io l’ho fatto. Quindi visto che oltretutto ci conosciamo e direi che certe illazzioni potresti risparmiartele. Come sempre ogni qual volta la discussione verta su argomenti che non vi garbano riuscite a girarla o sul lato personale (vedasi il primo) o sul lato del luogo comune (I giudici di destra il garantismo le mezze stagioni e i treni in orario). Ba fate vobis.
    Per quanto riguarda i sondaggi, io mi permetterei di dire che visto che il governo li commissiona a delle ditte di propietà di quel simpatico cabarettista del primo ministro forse nn siano attendibili.
    La naturale abilita di qualcuno di sminuire e modificare la realtà (il primo presidente Nero americano diventa Belloccio Giovane e ABbronzato!!! ALla faccia dell’analisi etico-storico-politica) funziona solo da questa parte del mondo.

  27. anonimo says:

    Spero ardentemente che gli italiani rinsaviscano e che alle prossime elezione voteranno tutti Fiorello.
    Credo sia il migliore sulla piazza, che sappia tenere insieme e in allegria, maggioranza, opposizione e tutti gli italiani.

  28. Dregoth says:

    Visto che stiamo commentando a cose scritte, io limito i miei commenti a cose scritte. Ergo, se uno (che non ho idea chi sia) scrive le cose in modo pacato e ha una visione tranquilla della vita, mi dà la sensazione di una persona di cui mi possa fidare. Magari la realtà è differente.
    Se uno definisce la città in cui vivo come assediata dalle forze di pubblica sicurezza (mentre il problema è esattamente l’opposto) e fa lo stupito sulle mie riserve nei confronti di associazioni non riconosciute che sistematicamente occupano in modo abusivo la proprietà privata altrui, deduco che sia affine a idee che in tutta onestà non solo non condivido, ma trovo pericolose. Per cosa? Forse egoisticamente per il mio stile di vita, ma non posso farci niente se mi causano disagio.
    Tra l’altro, non mi pare di aver detto di voler bruciare nessuno, ma se dicessi che certe posizioni (a mio parere sediziose) mi lasciano tranquillo mentirei spudoratamente.

  29. lordofsorrow says:

    Allora vediamo di chiarirci. La propietà privata è tutela dal diritto universale. Ma le zone urbane proprietà di privati che le lasciano al degrado più totale dovrebbero essere espropriate. Se in vecchie fabbriche smantellate da anni si creano centri di aggregazione giovanile (io non ci vado da anni nei diversi centri sociali che conosco ma non è un posto dove ci si droga e basta, ne tanto meno è un posto dove ci si droga di più che da altre parti) non griderei velocemente al furto ma mi fermerei a pensare quali altre realtà di aggregazione sociale offriamo alle persone.
    Io, sinceramente finchè mi è stato possibile pensare di riuscire a fare leva sull’opinione pubblica, ho agito in direzione della legalità per creare un spazio di aggregazione (vedasi Lanificio 98, e l’esperimento del piazzo2000 a Biella) quando ho capito che alla gente non gli frega niente e che le politiche giovanili sono una bandiera per i cocchi del partito al governo in quel momento (dal comune a palazzo chigi senza distinguo) allora me ne sono sbattuto.
    Ma pensare che chi occupa una fabbrica in disuso da anni sia paragonato a chi ruba mi da noia.
    Da quando mi sono “Ripulito” (capelli corti, abbigliamento consono, 2 soldini in più in tasca) mi è capitato di frequentare diversi posti da persone per bene, sia a Biella che a Genova e a Salerno. Nella migliore delle situazioni ho visto lavapiatti extracomunitari (sicuramente assunti in regola) droga in gran quantità e tutte quelle cose che ti fan pensare che a volte i film sono più reali della realtà. Cosa devo pensare di queste realtà che sono covi di criminali ??
    Attenzione al giustizialismo che vi fa abbandonare a condanne semplici senza farvi valutare le intenzioni.

  30. Dregoth says:

    Proprietà privata e concetti tipo “disuso” si contraddicono in termini, eccetto per la mediazione svolta, nel nostro ordinamento come in molti altri, dalla disciplina dell’usucapione.
    In breve, se una cosa è mia posso usarne o non usarne come voglio, eccetto che per recare danno ad altri.
    Il disinteresse viene privatisticamente “punito” solo se protratto per lunghissimi periodi di tempo.
    Ed è giusto che sia così, perché altrimenti si inserirebbero gradi di discrezionalità inaccettabili nel sistema.
    A me la cosa che fa odio più che noia è che ci siano proprietari in causa da anni e anni per ottenere la liberazione di ciò che è loro perché non si trova un giudice che non sia simpatizzante con gli occupanti o non ne sia tanto spaventato da essere ben riluttante a mettere il proprio nome su sentenze sacrosante.
    Sull’esproprio, che non è istituto privatistico, è tutto un altro discorso, ma in tutti questi casi l’occupazione non è certo nata da iniziative della pubblica amministrazione.

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