Monthly Archives: January 2009

Cars 2

Nessuno commenta il post precedente (almeno nella parte seria, vero Mendicante?) così mi rispondo da solo.

Quando ho parlato di inefficienza potrei aver semplificato un tantino. E’ vero che i processi produttivi di queste aziende sono presi a modello. Tuttavia ho sempre pensato che le case automobilistiche sbagliassero nel continuare ad ampliare la loro gamma prodotti. Pur di guadagnare una fetta di mercato creano nicchie su nicchie, classi miste che non sai come definire. Di molti modelli escono sei versioni differenti, dalla berlina alla coupè alla familiare alla spider al crossover.

La gente ha veramente il bisogno di tutta questa scelta? Se ogni casa si specializzasse, come era in passato, in alcuni settori specifici di sicuro risparmierebbe. La torta è abbastanza grande per tutti se ci si sa accontentare.

Block

Forse dal lavoro non riuscirò più ad aggiornare il blog: pare che splinder sia divenuto un sito bloccato. Se, come ora, riuscirò a connetermi in remoto al pc di casa farò il mio dovere, altrimenti chiedo venia per l’attesa tra un post e l’altro. Dovrò scriverli in locale e poi postarnli multipli in una sola volta.

Cars

Vorrei parlare di frivolezze, magari della supertettona del GF9. Tuttavia prefersco sffermarmi a ragionare sul delicato momento dell’industria automoblistica.
Negli USA piovono sul settore aiuti di stato e Obama spinge per un futuro meno esoso: in effetti 15 km/l non è fantascienza, ma la media di una normale auto europea o giapponese. La mia focus, quindi Ford, quindi statunitense, fa anche medie migliori. Meglio spararla più alta, amico abbronzato.
Anche nel resto d’Europa, Italia compresa, si stanno programmando grandi interventi per cercare un rilancio.

Quello che mi fa incazzare è che ad ogni alito di vento le case automobilistiche piangono miseria e mendicano aiuti di stato. Che piffero di libero mercato è mai questo? Io lo chiamo ricatto: o i soldi o la gente a spasso! E poi stranamente alla ripresa molti dei cassaintegrati non vengono riassunti. Evidentemente già prima non servivano, ossia questi colossi non sono poi così efficienti nelle loro gestione come pensano. Inoltre non capiscono che il loro non è un bene primario, ma uno di quelli più sensibili alle crisi.

Secondariamente, perchè mai non aiutare allo stesso modo altri settori? Io posso parlare per il tessile, dove la situazione è nerissima. Però nessuno parla di rilancio, aiuto, campagna di rottamazione del cappotto o del maglione. Circonveniamo la gente e facciamole acquistare un’auto nuova, poi se non ha di che vestirsi che importa.

Questo discorso è solo per equità. Perchè se libero mercato deve essere, libero sia. Non ce la fai durante la crisi? Chiudi e stop. Altrimenti tanto varrebbe statalizzare alla maniera russa, che forse costerebbe anche meno allo Stato stesso che non la cassa integrazione.

Cronaca vera

Finalmente lavare il lavello è fonte di soddisfazioni. L’acqua ha perso quella sua dose di calcare-non calcare che lasciava antiestetiche tracce sull’acciaio inox. Ora tutto risplende: è quello per cui ho pagato in fondo.

Look into my eyes

Dopo anni di tentativi falliti, finalmente ho avuto l’improvvisa illuminazione. Da oggi quando cercherete alla voce aforisma potreste trovare anche me tra gli autori. Devo soltanto spargere il verbo su qualche sito dedicato.
Per voi in anteprima:

Quando in una donna il peso delle tette supera quello del cervello, per l’uomo che le sta di fronte quest’ultimo perde definitivamente d’importanza.

Fabio "Karagounis" Peruzzo

50 + 51 + 52 = 20 + 21 + 22 + 23 + 24

Ieri, anche se in sordina, ho festeggiato 31 anni (come si evinceva facilmente dal titolo del post).
Definiamo questo come l’anno del Gallio, il cui numero atomico è proprio 31. La Smorfia invece ci azzecca associando il 31 al padrone di casa: quando si dice la coincidenza!

Ringrazio tutti coloro, amici vicini e lontani (Tibi you are the best!), che mi hanno fatto gli auguri e che si sono prodigati o si prodigheranno in regali apprezzatissimi.
Thank you so much. I love you all!

Chiesa cattolica 2.0

I miei non-amici del Vaticano si stanno dando un gran da fare di questi tempi. Io pensavo che il Papa tedesco avrebbe riportato un po’ di ortodossia seria e avrebbe curato soprattuto questo aspetto della dottrina, invece sormioni stanno allungando le mani su più fronti.

I movimenti sulla rete sono per fortuna tracciabili e meno subdoli: se ti interessa il contenuto religioso te lo cerchi e fatti tuoi. Non sarò certo io a dire che un canale di YouTube dedicato al Papa mi pare inutile.
Quello di cui molti, invece, non si sono accorti è dei felpati passi e delle strizzate d’occhio fatte in direzione dell’ecologia e dell’economia sostenibile. Che cosa c’entrino questi argomenti con la dottrina cattolica è un mistero della fede. Di sicuro la mossa è politicamente furba perchè quella è la direzione del futuro sviluppo delle società, ma è anche pericolosa perchè rischiamo di dover introdurre un nuovo interlocutore al tavolo. Le tematiche ecologiche si deducono dalla Bibbia solo con uno sforzo astrattivo. Per l’Italia il pericolo è ovviamente doppio: le mosse di un discorso ecosostenibile devono venire dall’efficienza e da considerazioni tecniche non da dichiarazioni in favore dell’uguaglianza e del rispetto del più debole.

God bless laïcité

Come immaginavo, in Italia è arrivata la campagna laica promossa tramite autobus ed è subito polemica. Il gusto è capire quanta fantasia ci metteranno gli italiani per boicottare tale campagna.
A Genova gli autisti dei mezzi pubblici minacciano lo sciopero! Sono tutti dei cattolici ferventi che vanno in chiesa ogni domenica e ringraziano Dio prima di ogni pasto? Non penso proprio.

Il problema è che l’Italia è indietro anni luce sul concetto di laicità della società e delle sue istituzioni. Sarà per quello che ci teniamo in casa il Papa e permettiamo che metta becco nella nostra attività politica e legislativa.
In fondo questa campagna, sicuramente provocatoria, non specifica nemmeno una divinità particolare. Incita i lettori a godersi la vita, ma non perchè il seguire una religione imponga per forza dei sacrifici. Penso che los copo ultimo sia quello di dire alla gente: "litigare per motivi religiosi, quando non è appurato che un dio esista, non ha senso. Meglio lasciare da aprte il discorso e godersi la realtà."

Forse sarebbe il caso che qualcuono specificasse fin da subito che questo è il vero messaggio nascosto: non tutti sono così intelligenti come me.

3th year

Pur dopo tre anni questo blog è ancora so…

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Buon compleanno, caro blog.

Historia magistra vitae

Riflettevo sul fatto che la storia, affascinante e più ricca di qualsiasi romanzo possiamo aver scritto od immaginato, può avere sul presente, qualunque esso sia, un duplice effetto.
Mi piacerebbe paragonarla ad una melma fangosa che in taluni casi invischia e soffoca, come le sabbie mobili, le sue prede, mentre in altri è simile ad un fertile limo che alimenta il terreno su cui si posa. La differenza la fa l’atteggiamento che noi abbiamo verso di essa.

Soffermarsi troppo e rimirarla sospirando, ripensando allo splendore ed alla semplicità dei tempi antichi, porta sicuramente al primo caso. Voler rivivere le epoche passate o voler conoscere ed abbracciare tutti gli eventi occorsi porta l’esserre umano a vivere al di fuori del suo tempo, in un limbo che rende tutto opaco e degenerato.
Viceversa carpendo gli insegnamenti della storia, facendoli nostri, possiamo usarla come enorme forza propulsiva per il futuro. Lo sguardo sarà rivolto avanti, non già indietro, ma sarà il vento del passato a sospingerci verso nuovi lidi. E’ un atteggiamento però molto più difficile da sostenere, un camminare sul fil di lana.