Monthly Archives: April 2009

Ryanair

Dopo anni di lotta in tal senso, finalmente qualcuno con il potere pare aver avuto un’idea simile alle mie.
http://www.libero-news.it/articles/view/538923
La Ryanair sta pensando ad un sovrapprezzo sul biglietto per chi supera un determinato peso, per gli obesi insomma! Basta considerare queste persone al pari di tutte le altre: sono un "peso" per la società e pare anche per i mezzi di trasporto, cosa più volte segnalata. Un mondo a misura di obeso è un mondo malato; certe contromisure salvaguardano l’integrità della società e anche la salute degli obesi stessi che dovranno a questo punto prendere delle contromisure.
Altro che RobinHood tax. Voto a favore per la Jabba Tax!

Appunti

Ho riscoperto una paginetta di blocco note con su scribacchiate delle elucubrazioni circa causa e scopo. Penso le avessi messe insieme guardando Matrix Reloaded.
Pare che stessi cercando di discriminare l’uomo dalla macchina in relazione a ciò che lo porta a compiere un’azione. L’uomo pare spinto da una causa, una motivazione, il che gli lascia anche la possibilità di scelta sul come e sul se agire. La macchina, come detto anche nel film, ha spinta dallo scopo, fa quello per cui è stata progettata. Sarebbe quindi più corretto dire che è tirata e non spinta. Ovvio che una macchina intelligente forse si comporterebbe più come un uomo, sebbene il buon Asimov teorizzò alcune semplici leggi che imiterebbero questo passaggio di mentalità.

Verso il fondo del foglio avevo poi esteso il ragionamento alle classi esseri semplici ed esseri complessi. I primi spinti solo dallo scopo, tipo nutrirsi o riprodursi, i secondi che arrivano allo stesso punti ma spinti dalla causa, fame o altro. Ricordo anche che sul retro di copertina di qualche libro avevo altresì diviso i complessi in animali e uomini, perchè i primi sono istintivi e il rapporto causa-effetto/scopo è diretto e vincolante, mentre i secondi interpongono tra causa ed effetto una scelta.

L’ultimo paragrafo pare fosse il tentativo di pervenire alle modalità di nascita della cause. La somma di scopi elementari senza cause non porta a scopi complessi senza cause, ma alla causa di scopi complessi. Insomma la causa che spinge un essere complesso deriverebbe da una sovrapposizione di tanti scopi elementari generati dagli elementi semplici che compongono l’essere complesso. il che ha un suo senso: le mie cellule necessitano di combustibile da bruciare, attivano qualche recettore e qualche enzima e io provo un senso di fame.

La verde Biella

Ah, dal ponte della superstrada si gode sempre una vista stupenda dell’ampio anfiteatro collinare che attornia Biella. Oggi, aria limpida, cielo azurrissimo, si poteva apprezzare tutto il verde, nelle sue mille sfumature, che ci circonda. L’inverno rigido ha fatto notevolmente bene ai nostri boschi e le piante hanno messo fuori molti più foglioline nuove. Proprio una bella impressione di vitalità.

Felicità

Sei felice in questo momento? Sembra una domanda semplice qualcunque sia la risposta, sì, no, più o meno.
Però come definiamo la felicità? Non cosa, attenzione, ma come, quali sono i limiti del concetto e le relazioni che lo legano ad altri sentimenti.
Io ora potrei dirmi felice perchè ho una tetto sopra la testa mentre in Abruzzo tanta gente ha perso tutto. Tuttavia non penso sia una relazione corretta definire la felicità in base a quella degli altri. Il sentimento è qualcosa di personale e come tale va giudicato in assoluto rispetto a noi stessi. Sono felice perchè non sono triste. Dei terremotati al massimo posso dire che sono infelici senza appropriarmi di questo loro sentimento per paragonarlo al mio.
Perchè estendendo il discorso potrei anche dire che sono infelice perchè ho una casa mentre Abramovich ha venti ville, due yatch, un aereo ed uno stadio. Concettualemnte ho usato lo stesso ragionamento ma pare evidente a tutti che sto sbagliando: verrei considerato invidioso.
La felicità è pari alla percentuale di realizzazione dei nostri desideri. Più questi sono ragionevoli e più possibilità ci sono di essere felici.

In questo momento la felicità è che sto scrivendo sul blog comodamente seduto sul divano sfruttando di straforo una connessione WiFi qui del vicinato. Yeppa!

Costretto dalla situazione multimediale, vi propino di botto questi due post. Ne ho un altro che però terrò per le situazioni di crisi d’ispirazione.

La verità

La verità va sempre ricercata e difesa ad ogni costo. Solo l’interezza della verità ci permette di valutare correttamente il mondo.
Tuttavia ho capito che finora io cercavo di imporre la verità, seguendo la ferrea logica dell’oggettività: la verità è oggettiva e come tale chiunque, messovi di fronte, deve riconoscerla; ne consegue anche che chiunque ne sia a conoscenza è tenuto a comunicarla al resto del mondo. Il principio non è sbagliato nella forma, ma pecca nell’applicazione.

Ritengo ora che la verità si debba accompagnare alla sincerità: siccome con un piccolo sforzo riflessivo tutti giungiamo a capire le verità, è opportuno allora che siamo noi stessi a svelarle al mondo. Il compito delle terze parti diventa quello di spronare la gente ad essere sincera, con sé stessa e gli altri, portando a galla la verità. Soltanto così ci mettiamo al riparo da ogni problema futuro o, per lo meno, siamo sicuri di avere la coscienza a posto.
La verità può far male ma alla lunga è meno dannosa ed imprevedibile di una comoda menzogna. Chi, nonostante i tentativi, sceglie la via del silenzio o ne è complice consapevole, non abbia poi a lamentarsi delle conseguenze.

Forse questa può essere una prima applicazione pratica del principio dell’agire senza agire: io compio sì un’azione, lo spronare, a favore della verità ma non intervengo direttamente negli eventi. Sì, penso proprio di aver colto nel segno.

F1

Come speravo la FIA ha sentenziato in favore dei diffusori di Brawn GP, Toyota e Williams. Secondo me c’è stata una pressione sotterranea di Ecclestone, che con questo verdetto si assicura un proseguio di campionato tiratissimo con le grandi costretta ad inseguire e vincere.

Comunque sia questa vicenda dimostra i grossi problemi dei regolamenti tecnici della F1. Ogni anno c’è qualcuno che sfrutta un buco per avvantaggiarsi. E’ ormai dimostrato che i regolamenti non possono tenere conto di tutto, perchè se fossero così stringenti tanto varrebbe avere tutti la stessa macchina; i regolamenti dovrebbero dare indicazioni di massima e lasciare libera scelta ai progettisti. Forse sarebbe utile prendere spunto dal mondo della vela: poche grandezze facilmente misurabili accoppiate tra loro che consentono libertà e rispetto al medesimo tempo.
Per fare un esempio oltre a peso, dimensioni della vettura e di alcuni particolari, eventuali restrizioni sulle appendici, si potrebbero dare dei parametri sui valori massimi di effetto suolo o flusso d’aria estratto, da valutare ad inizio stagione con prove in una galleria del vento sotto l’autorità della FIA.

In ogni caso domenica al GP di Cina ci sarà di nuovo da ridere, con la Brawn che potrebbe cercare la tripletta. Vorrei tuttavia sottolineare come la RedBull, che pur aveva fatto ricorso con i diffusori, abbia una vettura nettamente più performante di Ferrari e McLaren, e se riuscirà ad arrivare in tempo e con buoni risultati al nuovo diffusore potrebbe rivelarsi la vera avversaria. Intanto forza Jenson!

Sharing

Lo scambio di file sulla rete è un argomento che suscita sempre accesi dibattiti. Ne ho già parlato tempo addietro, ma chi si ricorda cosa scrissi! Per cui tabula rasa e via.
Sul tema non ho una mia precisa idea. Certo usufruisco della possibilità se qualcosa mi interessa, ma non è qui che voglio soffermarmi. E’ il concetto di base che conta, non la sua applicazione. La differenza tra scambiarsi file musicali o video tramite la rete e prestare un libro o un cd qual è? soltanto la quantità di persone raggiungibili in breve tempo. Prendiamo un libro: io lo compro, lo leggo e poi lo presto a dieci persone diverse. Questo lo leggono senza averlo comprato: il danno procurato all’autore/casa editrice è il medesimo che nello scambio di file. Però nessuno mi addita come pirata e criminale. Per non parlare di quei movimenti di book crossing: possiamo definirle delle associazioni a delinquere?
Dunque dobbiamo pensare che la differenza la faccia la quantità? Rubare una mela non conta ma una cassa sì? Ci troviamo ovviamente di fronte all’impossibilità delle nostre leggi di far fronte a scenari nuovi ed imprevisti, quali la tecnologia ci permette di accedere senza sforzo. La soluzione non sta nell’adeguare qualcosa di vecchio ma di ripensare dalle fondamenta a qualcosa di nuovo. Servirebbe del pensiero parallelo per uscire dal circolo vizioso.
Sui film posso essere favorevole ad un controllo, perchè lì gli investimenti in denaro sono elevati, ma la musica può essere fatta anche in uno scantinato ed essere di qualità. Non serve pagare milioni le star solo perchè producano un nuovo disco: la musica come processo creativo dovrebbe essere immune da imposizioni commerciali che possano snaturarla o forzarla. Chi davvero sente dentro qualcosa e vuole comunicarlo in musica deve poterlo fare e sarà il pubblico, in questo caso della rete, a decretare il successo. Raggiunta la fama potrai guadagnare con le tourneè e con i cd che deciderai di produrre per gli appassionati. Spogliamoci dall’accoppiata fama=denaro; la fama e la gloria da sole valgono molto di più. Così facendo si salva praticamente tutto il settore, dalle riviste specializzate agli organizzatori di eventi; le major dovrebbero ovviamente ridimensionarsi o comunque tornare ad essere cacciatrici di talenti come decenni fa; i rivenditori di dischi sono già in crisi e troveranno altre soluzioni, magari diventando essi stessi piccoli produttori o talent scout.

Watchmen

Ho letto il fumetto o meglio la graphic novel. Molto particolare nella realizzazione, con tanti inserti di taglio romanzesco che spiegano retroscena e richiamano fatti citati nelle strisce disegnate. Ho apprezzato moltissimo tutto lo svolgersi del finale, lontano dalla banalità che di solito si riscontra in questi generi.
Temo che la realizzazione cinematografica non possa essere comparabile. il cinema cerca azione e finali facilmente comprensibil, mentre il fumetto è praticamente privo di combattimenti significativi, effetti speciali, e richiede attenzione ad un certo percorso per apprezzare il finale. Sono comunque curioso di vedere cosa ne è venuto fuori.

Volontario

Mi è venuto in mente ieri guardando il tg: e se portassi il mio aiuto fisico nelle zone terremotate? Sarà possibile per dei volontari estemporanei, come potrei essere io avendo soltanto una decina di giorni a disposizione, trovare spazio nella macchina dei soccorsi?

Stamani ho subito provato ad informarmi perché per tante calamità passate fu possibile. Ricordo le alluvioni ed i terremoti del Polesine e dell’Irpinia; anche mia mamma partecipò al tempo di non so quale alluvione. Purtroppo è bastata una telefonata alla Protezione Civile per abbattere i miei buoni propositi: una circolare invita infatti i tanti volontari come me a non andare sui luoghi del terremoto per non intralciare la macchina dei soccorsi. Inoltre non ho nessun tipo di esperienza in merito non avendo mai partecipato a corsi od esercitazioni: rischio di essere più un peso che altro.

Insomma, lodevole l’interessamento ma meglio dare un contributo economico. Volendo posso sempre fare domanda per entrare nei volontari della Protezione Civile.

Tremors

Triste la situazione nell’Abruzzo sconvolto dal terremoto. Tutta quella gente che ha perso casa ed averi e qualcuno anche famigliari. Non deve essere per niente facile dover ripartire da questi presupposti: queste son davvero situazioni dure che segnano l’animo nel profondo.

Nonostante tutto è lodevole vedere che la macchina dei soccorsi è stat fin da subito pienamente operativa. Qualcuno che prestava massima attenzione alla situazione c’era. Non serve gridare al lupo nella pubblica piazza per attirare l’attenzione dell’autorità competente, quando questa è fatta da gente competente. E’ ovvio che mi sto riferendo a quel tecnico che si dice abbia previsto il terremoto; la dietrologia è una scienza fallace e demagogica. Allo stato attuale della scienza i terremoti restano qualcosa di imprevedibile. Magari i macchinari di tale Giampaolo Giuliani, che studiano le dinamiche del gas radon, potranno in futuro aiutare nella previsione a breve termine, per ora sono solo in fase sperimentale e si sa che in certi frangenti affidarsi a ricerche non comprovate non è saggio. Pensate se avessimo dovuto sfollare mezzo Abruzzo e poi non ci fosse stato nessun terremoto o peggio fosse occorso al termine dell’esilio forzato.

Piuttosto che dibattere sui se ed i ma, stiamo addosso alle autorità preposte perchè la ricostruzione, una volta tanto, venga fatta nei tempi e nei modi giusti, rispetti sia la necessità di ridare una casa che quella di dare sicurezza di fronte ad altri eventi simili.

06/04

Sto soffrendo come non mi accadeva da anni.
Le sofferenze d’amore sono così intense e profonde che non le auguro nemmeno al mio peggior nemico.
Eppure sono stato io stesso a causarle ad una persona che mi considerava un amico.
Qual è il giusto dispregiativo per una simile crudeltà?

E altri amici come potranno ancora fidarsi di me sapendo che sono stato capace di tradire la fiducia? O forse è il segreto dell’amicizia continuare a fidarsi sperando di essere ben ricambiati.

Serie A

Valutazione veloce sul campionato di calcio. molti ritengono che sia il più difficile d’europa perchè anche le piccole squadre riescono a mettere in difficoltà le grandi. ma non sarà invece che sono le grandi squadre ad essere mediocri ed incostanti nelle loro prestazioni? Tant’è che in champions veniamo bellamente schiaffeggiati, salvo annate particolari. Inghilterra e Spagna hanno campionati solitamente dominati da corazzate, da squadre schiacciasassi.

Ciripiripì…

Qualche anno fa la pubblicità della Kodak recitava che ogni istante non fotografato era un ricordo perso. Similarmente ogni atto non compiuto, ogni emozione non palesata o non riscossa nel momento congeniale non potrà essere recuperata in seguito per semplice somma di quantità.
Del "tempo perso" resta solo un vuoto non colmabile e, qualche volta, cercare di riempirlo con la quantità risulta controproducente.

Le azioni contano più delle parole? In ogni caso, scrivere ricade sotto la categoria azione o quella parole?

Le grandi verità sull’uomo sono state oggetto di ogni sorta di riflessione filosofica ma alla fine le ritroviamo semplicemente enunciate nella saggezza popolare, che, seppur attraverso le diverse accezioni culturali, arriva sempre allo stesso cuore del problema.
Concetti come la giusta misura, l’equilibrio psico-fisico, la forza delle emozioni e chissà quante altre che sto dimenticando, si ritrovano nei detti popolari, latini compresi.

Paola mi ha fatto riflettere una volta ancora. Mi viene da chiedermi se sto interpretando il taoismo nel modo corretto: la presenza in ogni cosa di bianco e nero (semplifico usando i colori) è assodata, ma tale mescolanza crea un più o meno indistinto grigio oppure i due fattori restano separati ed il grigio è solo un effetto ottico, come nei quadri puntinisti?
Io propendo più per la seconda ipotesi, che permette di salvaguardare il dualismo a me caro seppur inquadrato in una nuova ottica. Quello che conta è la presa di coscienza di questa commistione.
Il grigio mi spaventa, perchè è entropia, perdita d’informazione e di dettaglio. In questo caso conta più l’effetto della commistione che non la presa di coscienza. Purtroppo non trovo in rete facili spunti riflessivi a favore dell’uno o dell’altro modo di vivere la nuova filosofia.

Now your pictures that you left behind
Are just memories of a different life
Some that made us laugh, some that made us cry
One that made you have to say goodbye
What I’d give to run my fingers through your hair
To touch your lips, to hold you near
When you say your prayers try to understand
I’ve made mistakes, I’m just a man