Monthly Archives: May 2009

Copione già visto

Arriva sempre il momento dell’anno in cui ho il crollo dell’ispirazione. In realtà ho qualche idea per dei post ma non riesco a concretizzare.
Temo sia l’effetto del non avere internet a casa: riguadagna importanza il mondo reale, le cose fisiche, le azioni manuali a discapito delle perigranazioni tra le pagine web e gli spunti di pensiero. Dovrò porvi rimedio al più presto, ma non ora che la crisi colpisce pesante.

Forse dovrei stimolarmi cambiando lettura. Il Signore degli anelli, per quanto bello, non mi aggrada più come un tempo, penso anche per colpa della trilogia cinematografica. Devo buttarmi al più presto sul nuovo di Corrado Augias, Disputa su Dio, abbinandolo magari ad un romanzo d’azione o d’avventura, qualcosa di movimentato comunque. Sono così poco involgiato che perfino le donnine discinte (e qualcuno dirà "per fortuna!") mi vengono a noia.

Ho anche trascurato il nuovo cammino sulla via del Tao, almeno in linea di riflessione teorica. In realtà sono in attesa che mia sorella mi presti il libro Il Tao della fisica per continuare nelle elucubrazioni. Diciamo che mi sono maggiormente concentrato sul Tao del corteggiamento, una pratica a cui non ero più avvezzo da almeno un decennio.

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Pausa

Wow, parecchio davvero che non riempivo questo spazio, più della norma almeno.
E ora che dovrei scrivere? Non sono preparato! Ho solo brevi appunti su vari argomenti nessuno dei quali mi pare più così affascinante: il tema del mito, le manifestazioni di Torino contro il G8, il salto delle vacanze al mare, il Salone del libro…ma in fondo fuori c’è il sole, ho una splendida donna che mi attende a casa, sono giovane e in forma, perchè allambiccarsi il cervello per comporre quando manca l’ispirazione?
Ce ça, come ci come ça…you touch my trallallà!

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IRA

1- Chi è stata l’ultima persona con cui ti sei arrabbiato?
Paola, ma come sempre me ne sono pentito subito.
2- Qual è la tua arma preferita?
Solitamente apprezzo la cruda semplicità dello spadone a due mani. Tuttavia anche un M16 può risultare utile in certune circostanze.
3- Picchieresti uno del sesso opposto?
No, non sarebbe per nulla onorevole.
4- E dello stesso?
Sì, anche se non mi è mai capitato.
5- Chi è stata l’ultima persona che si è arrabbiata con te?
Paola.
6- Porti rancore?
Difficilmente; basta poco a farmi sbollire.

ACCIDIA


1- Qual è la cosa che dovresti fare giornalmente e non stai facendo?
Sono piuttosto metodico e comunque non ho scadenze giornaliere.
2- Che ora era la volta in cui ti sei svegliato più tardi?
Le 13 circa.
3- Nomina una persona che ti eri ripromesso di chiamare ma non l’hai ancora fatto?
Simone.
4- Qual è stata l’ultima scusa che hai usato per non fare qualcosa?
“Lo faccio domani” ben sapendo che non sarebbe avvenuto.
5- Quante volte hai premuto sulla sveglia oggi?
Due, come ogni mattina.
6- Cosa non fai mai per pigrizia?
Terminare di dipingere la ringhiera del balcone.

Evolution

In ufficio c’è sempre un fervente chiacchericcio politico o macroeconomico. Immancabili i pareri discordanti e le diatribe infinite. In questo clima però perfeziono le mie riflessioni.

L’ultima in ordine di tempo è legata alle citazioni di brani di pensatori storici che paiono perfettamente attuali.
Siccome spesso trattasi di brani che denunciano la pericolosità di atteggiamenti tendenti al dittatoriale, di limitazioni della libertà e via discorrendo, i miei colleghi vi leggono la volontà di un ritorno ad un certo passato da parte delle nostra classe politica.
Io invece leggo l’esempio nel verso opposto: non c’è un voler tornare al passato, è che nel tempo non siamo mai cambiati. E’ da tanto che lo penso, ossia che i secoli che crediamo esserci lasciati alle spalle sono invece ancora radicati in noi. Nonostante tutte le conquiste teconoligche e sociali, la società mondiale non ha ancora fatto quel salto evoluzionistico che la proietti verso un nuovo stadio. Non abbiamo ancora raggiunto la massa critica, potremmo dire; ci sono tante piccole realtà in cui si stanno rafforzando nuovi sistemi di struttura sociale, basati su concetti di coesione e condivisione con particolare attenzione alla qualità della vita e non alla quantità dei beni, ma sono ancora troppo sparsi, non coordinati globalmente e con standard differenti.

Il terreno, anche grazie alla crisi, si sta arricchendo di questo fertile humus di neo-società, ma ci vorrà tempo perchè si sviluppi un albero vigoroso capace di attrarre a sè il resto del sottobosco.

Così come l’ho scritto

Elezioni

Stavo riflettendo su chi votare alle prossime elezioni europee. Mi trovo piuttosto spaesato ancor prima di aver sentito i vari programmi.
Mi colpisce un semplice ragionamento. Nelle elezioni amministrative e provinciali è lecito, anzi forse doveroso, votare per la persona indipendentemente dal partito; alle politiche nazionali ciò non è più possibile quindi occorre affidarsi agi schieramenti partitici e ai loro sbandierati programmi. Per le europee anche ciò però non basta più: per quanti programmi possano proporre i partiti italiani al parlamento di strasburgo dovranno confrontarsi con le idee degli altri partiti europei e voglio vedere cosa mai riusciranno a mantenere. Non sarebbe dunque più logico che si presentassero in tutti i paesi dell’unione dei partiti europei con liste per i singoli stati? Programma unitario più facile da attuare con al più promesse per interventi a livello locale.

Revolution

Dietro consiglio di un collega sto guardando Persepolis, cartone animato prodotto in Francia. La storia si ambienta in Iran e sulle prime ne descrive, attraverso gli occhi di una bambina, le vicissitudini seguenti alla caduta dello Shà di Persia, quando salì al potere la dittatura islamica.
Quello che mi è saltato all’occhio è come la caduta in questa dittatura sia stata voluta dal popolo stesso che si è ribellato allo Shà che, pur sotto leggi restrittive, stava conducendo il paese verso un elevato grado di modernità economica e sociale.
Perciò, viene da chiedersi quanto sia positivo e realmente migliorativo un moto rivoluzionario. Gli esempi storici non mancano. La Francia ha vissuto un breve periodo di caos repubblicano ma ha finito con l’incoronare un imperatore. La Russia è passata da uno Zar ad un dittatore comunista, e per il popolo non penso sia stato così un bene. Sudamerica e Africa vedono susseguirsi di rivoluzioni e controrivoluzioni che segnano il passaggio da un regime al successivo. Gli States sono uno dei pochi esempi che mi vengono in mente di rivoluzione proseguita bene, anche se in quel caso si trattò di un fattore economico e non politico. Anche l’India si è liberata dal giogo con un moto rivoluzionario seppur atipico.
Tuttavia la maggioranza delle volte la rivoluzione non porta profitto, scaraventa dalla pentola alla brace. Si creano fazioni interne al paese e chi viene sconfitto paga dure repressioni; troppo facile in questi casi esere trascinati in una spirale di violenza e repressione indiscriminata. Chi lascia la strda vecchia per la nuova…molto meglio cercare vie meno drastiche per cambiare ciò che non piace, in modo che il cambiamento sia meno traumatico e più accettabile da tutti.

Pessimismo e fastidio

Chi è l’ottimista e quindi chi è il pessimista?
Non è solo questione di vedere le cose per il lato positivo a tutti i costi, ritengo che la differenza si celi spesso dietro all’ampiezza del campo di analisi considerato. Il pessimista prende in esame tutto, l’intero contesto oltre ai singoli eventi; è chiaro che è molto improbabile che tutto sia perfettamente a posto e positivo.
L’ottimista per contro si concentra sui singoli fatti e trova molto più facile incappare in aspetti positivi.