Monthly Archives: July 2009

God’s come back

Non ci speravo assolutamente. Avrei scommesso che la scelta sarebbe ricaduta su Genè. Ed invece….
Quasi non ci credo: mi ride anche il bxxx (non si può dire). I prossimi GP avranno un sapore tutto nuovo e potrò riassoporare vecchie emozioni.
Spero soltanto che Michael faccia belle figura: la Ferrari ora pare una macchina abbastanza competitiva ma il pilota potrebbe essere più arrugginito del previsto. Prevedo una prima gara di ambientamento e poi una crescita costante nei risultati fino alla vittoria, magari a Monza o Spa.
Siamo tornati…iniziate a correre!

Umor

Nonostante tutto, in questo periodo mi sento pervaso da un senso di solitudine. Durante il giorno posso annoiarmi a non far nulla ma volendo trovo qualche diversivo, ma la sera la sensazione si acuisce. Esco di rado, ho abbandonato i vecchi impegni ludici, nessuno mi cerca per uscire. Anche non avere internet in casa contribuisce a tagliarmi fuori dalle usuali rotte relazionali. In fondo si può pensare che se nessuno mi cerca è perchè non hanno bisogno di me, non sentono la mia mancanza.

Penso che in realtà mi manchi la presenza quotidiana di Paola in casa: ormai sarebbe ora di fare il passo. Ci penso spesso, al quando ed al come, ma sono costretto ad attendere, mentre il mio orologio ticchetta.

Gold metal

Cara Federica Pellegrini,
sono ormai due giorni che mi trapanano il cervello con la tua "impresa" sui 400 SL. E non dubito che la cosa proseguirà per tutta la durata dei campionati. Ma dimi un po’, perchè sono curioso, cosa avresti fatto di così speciale da far definire quella "La Medaglia", "La Gara"? Certo sono tutti epiteti creati dai giornalisti, tu ne sei quasi vittima, però ammetterai che non ti dispiace sguazzarci dentro.
Riconosco che hai vinto alla grande battendo il vecchio primato, ma quanti l’hanno già fatto in questo Mondiale? Riconosciamo anche nel tuo caso un prezioso aiuto dato dal supercostume, perchè sono giorni che vedo record completamente frantumati, come non capitava da tempo. In fatto di record, se proprio volessimo essere obiettivi, grande onore andrebbe a Ian Thorpe il cui tempo nei 400 SL ha resistito fino ad oggi battuto per un solo misero centesimo da un tedesco supercostumato: quello era un nuotatore fuoriclasse.
Diciamolo senza tante perifrasi, tu hai fatto solo il tuo dovere, ciò per cui ti sei duramente allenata, consapevole di essere leader della distanza. Già a Pechino avresti douto stravincere, invece sappiamo come andò a finire. Quella battuta d’arresto, peraltro comprensibile, non dovrebbe però portare a questa esaltazione dell’ultima gara. Tra te ed i media avete creato un bel giochetto: favoritissima alle Olimpiadi, perdi per crollo nervoso, ti piangi addosso in diretta, ti riscatti nei 200, dichiari tremenda vendetta alle tue paure per il mondiale in corso. Ecco come trasformare un gara come tante in un evento mediatico. Ormai questo personaggio della ragazza sostenuta te lo sei cucita addosso; la variante della fragilità di nervi con riscatto può venire utile per ingraziarsi una buona fetta di sostenitori.
Eppure la tua medaglia d’oro vale quanto quella vinta da XXX nella massacrante 25 Km in acque libere. Non confrontiamo la fatica, perchè ognuno di voi ha scelto una disciplina differente, ma guardiamo agli sforzi fatti per arrivare al grande risultato ed a ciò che ne conseguirà. Tanti allenamenti per entrambi, fatica e vita dura per gioire di fronte al pubblico di casa; il nome scolpito negli annali. Ma tra un mese pochissimi ricorderanno l’oro di XXX, mentre tu potresti essere sulla copertina di qualche giornale. Le luci della tua ribalta relegheranno nell’ombra gli altri tuoi compagni di avventura. Sarebbe un bel gesto se fossi tu stessa a ridimensionare questo quadro dando il giusto riconoscimento agli altri vincitori, dato che sei riconosciuta come l’atleta simbolo della nazionale di nuoto. E’ questo che fanno i grandi simboli: diventano ancor più grandi facendosi umili per esaltare i loro compagni.
Dispero che queste mie parole, dure eppure d’ammirazione per il tuo gesto atletico, arrivino mai a te o altri predisposti a recepire il messaggio.

In ogni caso good luck for 200 Free W.
PS. Data la pubblicazione postuma rispetto alla gara, complimenti per la nuova medaglia.

Piccolo orticello

In Italia abbiamo la pessima abitudine di creare tanti piccoli orticelli che o si fanno la guerra a vicenda oppure non si riescono a ridimensionare.
Il tg serale me ne ha proposti due casi esemplari. Nel primo la categoria dei ristoratori si lamenta con gli organizzatori di sagre e feste locali per presunta concorrenza sleale e non rispetto delle norme. Personalmente se vado ad una sagra, e nelle Marche ne ho girate parecchie, non mi aspetto certo lo stesso servizio o la stessa disciplina igienica di un ristorante; penso che chi organizza non sia lì per avvelenarmi, anzi. Basta che il cibo non sia cotto nello sterco di topo ed il buon senso fa il resto. Alla fine il prezzo è sicuramente minore ma anche la scelta è minore, spesso un piatto tipico della sagra, patatine, una seconda scelta e stop. Se voglio altro mi dirigerò al ristorante. Forse in tempi di crisi la gente preferisce spendere i 10€ nella sagra che non i 20€ al ristorante.
Nel secondo esempio scendono sul sentiero di guerra i paninari di tutta la penisola, Toni painini buoni compreso immagino. E’ stata infatti recepita la direttiva comunitaria che vieta a questi pulmini ambulanti la vendita di alcolici. Pare che anche gli angurai siano depressi: l’anguria è poco redditizia, ma abbinandola ad una birra diventa un buon business. In fondo mi pare una direttiva seria che vuole tutelare la salute pubblica limitando l’uso di alcool e la vendita in posti difficilmente controllabili. Il fatto è ora questa categoria commerciale dovrà ridimensionarsi ed adeguarsi, ma si sa che da noi il ridimensionamento è mal visto. Si arriva sempre a piangere miseria dal Governo perchè si vedono venir meno dei presunti diritti acquisiti. Mi pare un’assurdità: l’economia gira e chi non riesce a seguirla è giusto che scompaia. Ci sono le eccezioni certo, ma ala lunga è quello il discorso valido. Guadagnare vendendo alcool dannoso ai giovani che poi si metteranno alla guida è contro il buon senso. Corretto che si fermi questo affair.

Advertisements

Rulez

Regola n.7 – non andare mai in bici con la gomme non perfettamente gonfie.

Ferie

Ancora due giorni e poi scatta il periodo di vacanza, quest’anno forzatamente lungo causa crisi. Devo dire che mi ci vuole, non tanto per il lavoro che al momento non è troppo stressante, quanto perchè avrò modo di mettere ordine in tante piccole cose. In cinque settimane, con un po’ di buona volontà, posso sistemare molto e preparare la nuova stagione.

Il bilancio del primo anno nella nuova casa si avvicina, per cui occorre iniziare a stilare rapporti di spesa e valutare i pro e i contro della gestione. Di sicuro dovrò applicarmi per rendere ancora più efficiente il menù settimanale e la lista della spesa. Più pratico invece sarà il lavoro di installazione di alcune mensole: nuovo spazio su cui riporre i libri.

Non andando in vacanza, restando cioè in quel di Biella, difficilmente riuscirò a staccare completamente dal lavoro. Per cui mi porterò a casa una serie di file su cui lavorare per creare qualche nuova entusiasmante macro. Speriamo serva a fare belle figura al rientro ed all’atto del rinnovo contrattuale.

Finito il Signore degli Anelli potrò dedicarmi a letture più rapide. Ho già un paio di titoli pronti all’uso.

Di sicuro dovrò cercare di ritagliare un nuovo spazio per questo blog. Troppo spesso negli ultimi mesi l’ho trascurato, postando una sola volta a settimana. Mi sembra quasi una cosa distante, che si trascina stancamente. Serve un’idea per svecchiarlo oppure una frequenza più assidua, la quale presupporrebbe avere una connessione internet a Cossato. Lavoreremo anche in quella direzione, magari dopo che avrò formattato e sistemato a nuovo il pc.

G8

Non è che si possa parlare d’altro in questi giorni, salvo forse speculare sul futuro lavorativo o sulle vacanze ormai prossimissime.
Che è successo nel primo giorno di summit? Lo scoprirò al tg. Ma le solite ed ormai ritrite contromanifestazioni ci sono? Non hanno il coraggio di farle a L’Aquila! Temono il sacrosanto linciaggio della gente sfollata. Qualcosa fanno a Roma: io li arresterei tutti indistintamente. Avessero almeno delle idee sul perchè protestano…

I "grandi leader" non sono dei santi, per carità. Chiaccherano, firmano qualche riga, mangiano, si scambiano regali. Parliamone di questi regali. Di sicuro spicca un libro d’arte sul Canova con copertina di marmo, un fardello da 24 chilogrammi! Non oso immaginare quanto costi. Accompagnano una borsa in pelle, una cravatta ed una ‘presentosa’ (tipico gioiello abruzzese) per le first lady. Almeno è tutto made in Abruzzo.
Anche i giornalisti hanno avuto il loro kit omaggio: zainetto-maglietta-orologio ricordo del vertice. Ma si può litigare per certe cose? Pensassero a far meglio il loro lavoro…

La truffa

E sappiamo tutti che quella del millennio appartiene a Madoff. Sulla genialità, seppur diabolica, del gioco finanziario avevo anche scritto una buona paginetta, ma sono troppo pigro per riportarla dal cartaceo al testo online; lo farò con più calma.
Vorrei però proporre una riflessione, l’ennesima, sull’economia.

L’economia reale potrebbe essere quella che attribuisce alle cose un valore in base alla loro utilità, sia essa reale o fittizia, ossia creata da bisogni simulati. Utilità percepita dal consumatore; una zappa vale molto per un contadino e quasi nulla per un pescatore.
Mi verrebbe perciò da dedurre che l’economia speculativa si basi sull’assunto opposto: le cose hanno un valore intrinseco, assoluto. Solo così è possibile contabilizarle e renderle trattabili con strumenti matematici semplici o sofisticati. Con valore assoluto intendo riferirmi a quanto concerne il giudizio del consumatore, non alle fluttuazioni nel tempo tipiche ad esempio del mercato azionario.
E’ comunque ovvio che per quanto una cosa sia per me inutile chi vende non potrà regalarmela. Si applica la logica del mercato: la legge domanda-offerta associata ad un vasto bacino di utenza, vero o previsto, crea il prezzo reale. Quando si cerca di forzare il sistema, perchè si è in posizione dominante, imponendo come prezzo il valore assoluto del bene, si creano squilibrii ed i prezzi crescono in modo sproporzionato ed ingiustificato. Vedasi mercato immobiliare.