Monthly Archives: November 2009

Chinese colleagues

Dai, prima di dormire qualcosa lo scrivo. Domattina che sarò più sveglio poi butterò giù dei pensieri maggiormente elaborati, magari con qualche foto.
Oggi primo giorno di lavoro nella sede cinese. Agitazione a mille per il dover conoscere gente nuova e diversa che è svanita in un non nulla appena mi hanno catapultato nei soliti problemi produttivi. A parlare di cose che si sanno inglese e poca conoscenza dell’interlocutore vengono accantonati. Bella soddisfazione.
Quindi giudizio positivo sui colleghi locali, che trovo molto sorridenti e sempre gentili (ed alcune anche gradevoli nell’aspetto).

Però il freddo! Non potete immaginare cosa voglia dire lavorare in ufficio con le finestre aperte. Infatti loro indossano sempre la giacca. Devastante, trovare un angolo caldo sembra poi il paradiso. Tutto sommato anche il cibo della mensa è stato più che accettabile; speriamo continui così.

Per concludere in allegria ottima cena al ristorante thailandese (grandissima scelta del capo, che ne sa un sacco di questo posto) e passeggiata per i viali illuminati, con abbondante reportage fotografico.

Buona notte.

Advertisements

First impressions

Finalmente sono qui nel cuore pulsante dell’economia mondiale, la Cina. Più precisamente a Wuxi, provincia di Jangsu, prossimità (200 km) di Shangai.

Sono piuttosto stanco a causa del volo e del tragitto in macchina, per cui non mi dilungherò troppo.
La prima impressione è di grande cura: dalle aiuole curatissime ai bordi delle autostrade, alle luci sfavillanti e coreografiche, ogni dettaglio vuole trasmettere al visitatore il fatto che lì si fanno le cose fatte bene. E’ davvero impressionante, non facile da descrivere, perchè noi non siamo abituati a certe cose, se non forse sotto Natale. A Suzhou, città tra Shangai e Wuxi, viali, viadotti, parchi e palazzi sono contornati di luci cangianti, lucine che ne delineano la sagoma, faretti che illuminano le piante o le aiuole. In questo modo alla sera sembra tutto bello, nuovo, curato. Immagino che di giorno l’atmosfera sia differente.

PB280015(Sozhou – viale con alberi illuminati)

Forse però la cosa che mi ha colpito di più è l’odore. L’aria ha un odore diverso: semplificando direi che sa di fritto. Dubito sia questo il motivo del differente odore ma è l’unica associazione mentale che riesco a fare.

Wuxi ha un centro piccolo e meno sfavillante rispetto a Suzhou. Appena al di là si estende una città operaia totalmente estranea. Anche al centro mi sento spaesato, nevvero, ma ci si può far l’occhio. Dicevo invece del fuori, il regno delle botteghe-garage, dei mille negozietti, della gente che non può permettersi i negozi della zona con le lucine. Questa divisione così estrema, basta attraversare una via, mi toccato: il centro mi appare sì colorato ma triste.

PB280017(Wuxi – incrocio con tipiche botteghe-garage)

Dell’ottimo cibo cinese mi ha però fatto tornare il buonumore. Altro che i ristoranti cinesi che ci sono da noi. Da leccarsi i baffi!

PB290030(ristorante Duck – gamberi con germogli di soia e peperoncini, una bomba!)

Riassumendo, qui è proprio un altro mondo. Descriverlo non basta, bisogna provarlo, meglio viverlo potendo, per dire qualcosa a proposito.

Attesa

Sembra il classico giorno prima di un esame: ormai quello che sai sai, una notte di studio in più non fa differenza. Così quello che sono riuscito e mi sono ricordato di preparare è pronto, il resto…speriamo non serva.

Non penso sarò mai abbastanza pronto per le giornate di lavoro a Wuxi. Voglio fare bella figura con i colleghi mostrandomi preparato sulle attività che proporrò e sicuro nelle decisioni da prendere per risolvere gli inevitabili problemi. Forse, come sempre, mi preoccupo più del dovuto. Fu lo stesso l’anno scorso all’epoca della trasferta svedese.

In serata riposo, inventario dell’equipaggiamento e sistemazione della musica sul pc. Non viaggerò leggero (in fondo non vado mica a caccia di orchi): meglio essere preparato a tutte le evenienze.

PS. Ricordate. Stay tuned. Tomorrow afternoon big surprise!

Next week

Il viaggio in Cina è ormai prossimo (Google suggerisce 53:22:51 ore in rapido scorrere) e la preoccupazione sale.
Timori forse infondati come l’incidente od il malanno dell’ultimo minuto (scusa Simo se bidono per questo il kart) e timori più costruttivilegati al’ambito lavorativo.
In mezzo a tutto ciò un buon proposito: sfruttare al meglio l’esperienza e viverla sempre con il sorriso sulle labbra, anche per trasmettere simpatia e voglia di fare team ai miei colleghi cinesi.

Reverse

E se ciò che definiamo tempo fosse null’altro che il segnale costante (tipo radar) prodotto da qualcuno che, dall’esterno, sta sondando il nostro universo? Noi potremmo percepire questo segnale periodico ed usarlo come misura lineare del tempo per dare consequenzialità agli eventi.
Non è uno spunto scientifico, solo l’idea balzana di un sogno mattiniero. Certo però sarebbe affascinante.

Power

Si parla di riforma della giustizia, così mi sono interrogato sulla reale applicazione della divisione dei poteri. In effetti nei nostri ordinamenti democratici i tre poteri, legislativo-esecutivo-giudiziario, sono fortemente interconnessi e, specie in Italia, si ostacolano l’un l’altro.
L’organo legislativo dovrebbe avere il potere maggiore in questo tira e molla, perchè se una legge particolare non eiste non può essere eseguita e nemmeno si può giudicare in base ad essa. Tuttavia spesso è l’esecutivo che detta le leggi ai parlamenti, i cui membri sono schierati a favore o contro lo schieramento governativo.

Come si esce da questo intreccio? Come sempre rivedendo le fondamenta del sistema. Tre poteri sono troppi oppure sono mal definiti. Il punto cardine penso sia la legge: questa si fa e si esegue. Il controllo della legge è un particolare tipo di esecuzione, l’esecuzione delle leggi di controllo. Ciò detto resta l’annosa ricaduta pratica. Io lascerei fare le leggi a coloro che poi dovranno vigilare su di esse o viceversa darei mandato di controlo a chi le fa; fonderei insomma parlamento e magistratura per creare un sistema più efficiente e dinamico. Il governo, formato da tecnici adatti per ruolo ed estrazione professionale, avrebbe il solo compito di amministrare lo Stato. In questo modo ogni organo sarebbe per lo più composto da professionisti e non da politicanti vari.

Leggo su Wikipedia che qualcuno (come sempre!) ha già proposto una soluzione teorica simile, ossia duale. Interessante invece la teoria dei cinque yuàn applicata a Taiwan, specie nella parte riguardante la selezione del personale della PA.

Loosing my religion

Cos’è che definisce un cristiano? Ed inoltre, credere in Dio significa credere in quale dio?
Penso sia così riassumibile il libro Disputa su Dio di Augias-Mancuso. Un dialogo tra un ateo ragionato ed un teologo atipico alla ricerca di un punto in comune che difficilmente troveranno.

Ho preso appunti, per cui ho materiale di riflessione per i prossimi tempi, tuttavia la questione dell’identificazione del dio in relazione alla fede che si vorrebbe promfessare mi pare fondamentale. Non basta dire di credere in Dio per definirsi cristiani, specie se, come fa Mancuso, si stravolgono alcune premesse della dottrina in favore di altre magari contrarie. Per me questa è religione personale. Capisco che il teologo erudito, una volta compreso l’uso e la genesi della dottrina ed il suo significato lontano dalla realtà dei fatti descritti nei testi sacri, cerchi una via personale per ricucire lo strappo fra l’istituzione Chiesa e chiesa del popolo, tuttavia bisognerebbe anche avere il coraggio di uscire da un sistema che non ci rappresenta e fondare una propria chiesa, una propria via di fede.

TFR

Dopo la seconda parte della puntata di Report concludo che ho fatto la scelta giusta nel lasciare il mio TFR in azienda, senza mollarlo ai fondi pensione. Altro che opportunità, lì si è speculato sfruttando i soldi di qualcuno che non potrà reclamarli per magari venti anni o più.
Chissà cosa rende l’italiano così bravo in questo genere di magheggi. Il nostro paese è pieno di esempi di problemi che vengono creati oggi e la cui soluzione è demandata ai posteri, che loro malgrado dovranno risolvere creando un nuovo problema da lasciare poi in eredità (par condicio generazionale).

Power of boxe

E’ assurdo come una semplice ora di attività fisica possa trasformare la noia e lo scazzo in pura energia ed intraprendenza. Sarà l’adrenalina? Mens sana in corpore sano.E’ anche una rivincita contro la tecnologia che oggi mi si è ribelata contro in ogni modo. Per star veramente bene i computer non servono.

Ora vado a gustarmi la puntata di Report. Se ci scappa la riflessione torno più tardi ad aggiornare. Altrimenti, buona notte.

H2O

Acqua sulla Luna? Quella sì che è l’acqua più leggera del mondo!