Loosing my religion

Cos’è che definisce un cristiano? Ed inoltre, credere in Dio significa credere in quale dio?
Penso sia così riassumibile il libro Disputa su Dio di Augias-Mancuso. Un dialogo tra un ateo ragionato ed un teologo atipico alla ricerca di un punto in comune che difficilmente troveranno.

Ho preso appunti, per cui ho materiale di riflessione per i prossimi tempi, tuttavia la questione dell’identificazione del dio in relazione alla fede che si vorrebbe promfessare mi pare fondamentale. Non basta dire di credere in Dio per definirsi cristiani, specie se, come fa Mancuso, si stravolgono alcune premesse della dottrina in favore di altre magari contrarie. Per me questa è religione personale. Capisco che il teologo erudito, una volta compreso l’uso e la genesi della dottrina ed il suo significato lontano dalla realtà dei fatti descritti nei testi sacri, cerchi una via personale per ricucire lo strappo fra l’istituzione Chiesa e chiesa del popolo, tuttavia bisognerebbe anche avere il coraggio di uscire da un sistema che non ci rappresenta e fondare una propria chiesa, una propria via di fede.

Advertisements

8 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Perchè la fede in Dio deve per forza essere uno sport di gruppo ?
    Vada per l’uscire dalla Chiesa se non accetti dogmi e politica di questa. Ma Da quì a fondare un culto non ci vedo nessuna soluzione. Credo che crediamo in DIo o meno in maniera squisitamente autonoma. Il Meccanismo Religione è qualcosa di più subdolo e perverso legato alla questione del Controllo…..
    Vedasi Pacs , Dico , Eutaneasia…..
    Un credente, a prescindere o meno della possibilità di "Assassinarsi" da solo, non sarà mai pronto per l’eutanasia o per vivere con uno del suo stesso sesso.
    Un "Religioso"  a quanto pare ha fatto il passo in più….Non solo è sicuro di non voler prendere una decisione che ritiene sbagliata per la sua SPIRITUALITA’ ma si batte strenuamente perchè nessuno sia "Libero" di farlo.
    La religione si basa principalmente propio sul controllo della "Libertà" di scelta.
    La spiritualità sulla Consapevolezza della scelta.
    L’altro grande fattore che rende le religioni vincenti e pericolosi è l’essere animale sociale da parte dell’uomo.
    Questa condizione genera 2 effetti. 1) L’amplificazione dell’effetto di benessere che da la partecipazione a un gruppo e il sentirsi accettati.
    2) L’assoluta innocenza che si sente nel prendere parte a qualcosa di più grande di se stessi.Vedasi i modi di pensare comuni dei Kamikazze, degli Inquisitori, dei Crociati dei pazzi invasati che si suicidanoetc etc
    La spiritualità (dono di molte persone,  come a esempio Mancuso) invece cozza spesso con i Dogmi rigidi di una "Religione". L’uomo oltre a essere un animale Sociale è anche un essere Pensante (dovrebbe) quindi è normale che un essere pensante con una spiccata spiritualità che studia le Teorie del pensiero reiligioso e i Meccanismi delle "Aziende" Religiose si trovi a porsi domande e a trovare contraddizioni.
    La libertà di pensiero è difficile da coinciliare con  chi attribuisce Dogmi universale a una cosa così Intangibile come DIO.

    p.s: Apriamo il 28

  2. karagounis78 says:

    Fondare nuovi culti non è certo una soluzione valida a lungo periodo. In fondo ognuno dovrebbe crearn uno personale.
    In effetti forse io confondo religione e spiritualità, ma perchè sono stato abituato a vedere le due cose andare a braccetto. Forse in altre culture è differente.
    Mi sovviene ora che potremmo0 porci questa interessante domanda: quale è il numero minimo di principi su cui un gruppo di persone deve accordarsi perchè si possa parlare di religione?
    Porre soltanto l’esistenza di Dio, senza definirne i predicati, per me non è sufficiente.

  3. karagounis78 says:

    cavolo! il 28 parto per la Cina, mi perdo l’inaugurazione. Passerò a trovarti appena tornato.

  4. IlMendicante says:

    Il problema logico del tuo ragionamento è che se diamo per vero il tuo assunto (ossia che avere un opinione critica su alcuni elementi dogmatici) allora nessuna religione esiste.

    Il cattolicesimo "dogmatico" del 20esimo secolo non è lo stesso cattolicesimo del 15esimo secolo. Il Vangelo che si legge oggi in Chiesa non è lo stesso che si leggeva nell’ottavo secolo dopo Cristo.

    Siccome la religione è una cosa un po’ più complessa dell’elenco del telefono, non basta dire che il cattolico "corretto" è quello che segue la linea politica corrente del Vaticano. Quello semmai è il cattolico dogmatico; resta il fatto che l’approcio critico alla religione non da origine a "religioni personali" perchè l’interpretazione autentica del messaggio cristiano non è ahimè appannaggio di nessuno.

  5. karagounis78 says:

    Però se il Vangelo cambia nel tempo come posso io ritenerlo un testo valido e di fondamento per la mia fede?
    Ogni credente può interpretare le parole di Gesù, ma così facendo sminuisce il ruolo della Chiesa, la quale sola vorrebe questo diritto. Di sicuro è questa istituzione che sbaglia, non avendo mai voluto Gsù fondare una chiesa dogmatica, forse neppure una Chiesa. Tuttavia una religione senza dogmi non è nemmeno definibile tale, si trasforma in filosofia.

  6. IlMendicante says:

    Non condivido l’equazione dogma = religione.

    La religione si differenzia dalla filosofia perchè la filosofia mette al centro l’uomo, la religione mette al centro Dio. Spesso filosofia e religione sono compatibili; spesso perfino si intrecciano. Kierkegaard era al tempo stesso credente e filosofo, senza cadere in contraddizione.

    A mio avviso Gesù ha posto le fondamenta per una religione dell’autocoscienza; ovviamente una Chiesa come istituzione non può che cercare di rifiutare un tale approcio perchè ne vanifica l’esistenza.

  7. lordofsorrow says:

    Allora perchè per contrastare l’equazione
    Dogma= Religione mi dici che c’è stato un Filosofo credente.
    Un credente mica  per forza un pomposo cavilloso ministro dell’etiichetta e del culto.
    Comunque sia usare Kierkegaard ( o la maggioranza dei filosofi) per giustificare che religione non sia uguale a Dogma mi sembra fragile.
    I Filosofi creano sistemi di pensiero che propio sui Dogmi si Basano.
    Infatti la parola Dogma ( "Proposizione accettata come vera in assoluto e quindi non soggetta a discussione")  è la parte che differenzia una religione dall’ altra. Dio è uno e trino…. Dio Non vuole che tù mangi Maiale….Dio dice il sabato non si Lavora….bla bla bla.
    Queste cose  (Dogmi) non sono "Basilari"  con la nostra fede ma lo diventano per le religioni e per la loro identità.
    Se poi alla parola dogma dai un  accezione negativa mi spiace ma è solo una parola.
    Indubbiamente dal Dalai Lama a Madre teresa ai maestri Yoga alle "grandi Anime" si può scorgere nelle grandi personalità ("Spirituali") molti punti in comune che vanno aldilà delle diversità delle loro religioni.

  8. karagounis78 says:

    Senza porre un dogmatismo non so proprio come definire una religione. Posso venirti incontro e pensare che la religione si nasconda non nel dogma ma nella ritualità. Io posso credere nel mio dio Pippo, solo mio e senza darmi dogmi (non vedo come perchè il solo fatto di porlo in essere è un dogma di fede), ma dovrò in qualche modo ritualizzare il mio dialogo co lui.
    Religione=rito ti piace di più?

    Per i filosofi non parlerei però di dogmi, ma di ipotesi di base, che non è proprio uguale. Un’ipotesi può sempr essere rivista e cambiata. Un dogma è difficile estirparlo.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: