Monthly Archives: January 2010

Ahh, che bella sensazione tornare ad insegnare matematica! Equazioni di secondo grado, disequazioni, curve sul piano cartesiano, il mondo che preferisco. Qui tutto è preciso, calcolabile, perfetto.
Ed è un piacere vedere che la mia mente non ha perso di smalto su certi argomenti. Sono sempre un ganassa della geometria. Dopo una giornata di lavoro dietro a probemi pratici è molto piacevole passare a problemi del tutto teorici. Altro che ingegneria!

Ma possibile che se bevo al pub una birra trappista da 33 cl facente ben 12% vol. (normalmente detti gradi) non mi fa nessun effetto, mentre se bevo la stessa quantità di una comune birra da supermercato, in più mentre mangio, con 5% vol. mi sento la testa come un pallone?
Inizio a pensare che queste birre a basso costo contengano qualcosa che ha un effetto più rapido del semplice alcol. oppure è una questione di fermentazione o di correzione alcolica aggiunta successivamente alla fermentazione.
Qualcuno ne sa qualcosa? Forse ho trovato una possibile soluzione su internet, dove nulla può sfuggrimi.

L’alcol contribuisce all’effetto aperitivo della birra. Quest’effetto è dipendente dalla concentrazione dell’alcol: soluzioni alcoliche intorno al 5% hanno il potere di incrementare la produzione di acido ed enzimi da parte dello stomaco, quelle intorno al 10% no. Assorbimento: viene influenzato dal grado alcolico della bevanda e la birra, per il suo basso grado, viene assorbita più lentamente di altri alcolici. Il cibo svolge la stessa azione, specie se grasso (rallenta lo svuotamento e ricopre la mucosa gastrica).

Il programma omonimo del titolo in onda su RaiDue lascia aperto un grande interrogativo.
Posto che la nazionalità italiana possa essere definita anche prima del 1861, anno di nascita dello Stato italiano, da quale data possiamo iniziare a definire un individuo italiano?

Giulio Cesare? Ovviamente no, troppo romano.
I longobardi? A loro dobbiamo molto, ma ancora troppo grezzi.
Dante? Ecco lui ha segnato un vero punto di svolta scrivendo uno dei primi testi in lingua volgare, in italiano.

Allora forse Dante è il più grande non tanto per la sua opera, perché altri in campi differenti sono comparabili per livello raggiunto, quanto per l’aver dato esistenza alla nostra splendida lingua, senza la quale ritengo non potremmo definirci italiani.

Uff…ho passato buona parte della giornata a tentare di debellare un’infezione sul pc. Sono stato infettato dal visurs Bagle, una palla al piede che non voleva saperne di essere eliminato. La colpa dell’intrusione dell’exracorpo è mia, che ho incautamente scaricato un file umma-umma. Certo però che il mio antivirus avrebbe potuto segnalarmi la minaccia!

Per quanti antivirus facessi girare tornava come la gramigna. Ho creduto si fosse inserito in qualche processo di IE8 così l’ho disinstallato, ed infatti ora pare tutto ok.
Sicuramente qualche traccia del virus è rimasta, ma speriamo che non ricompaia in tempi rapidi. Vorrei poter fare le mie cose in pace.

Il mio consiglio è: dotatevi di un buon antivirus. Quasi quais penso che pagare per questo servizio potrebbe non essere una malvagia idea.

Prossimamente andrò a vedere Avatar, probabilmente in 3D, anche se sono ancora perplesso su questo tipo di visione. Di alcune cose però sono sicuro.
  • Avatar ha spalancato, in quanto colossal da record, il portone del grande pubblico a qusta nuova tecnologia. Sempre più spesso avremo a che fare con la visione 3D, sebbene non penso che il titolo entrerà nei classici del cinema degli appassionati del genere fantastico.
  • Già su internet si legge di come l’industria del porno si stia dotando dei mezzi necessari alla visione tridimensionale dei suoi prodotti. Il 3D in streaming è quasi realtà, esiste già un sito apposito.
  • Mi aspetto che George Lucas vorrà rilanciare su Cameron magari con un nuovo episodio di Star Wars o con un re-editing in 3D di qualche capitolo storico. Immaginate cosa sarebbero le battaglie spaziali viste con questa tecnologia?

Argomento del giorno 2

Forse fa più discutere il caso Cina-Google, un braccio di ferro tra potenze ed ideologie. Personalmente non mi sento di schierarmi completamente contro nessuno dei due contendenti. Il governo cinese vuole affermare la sua autorità su tutto ciò che riguarda i suoi cittadini, estendendo quindi il "demanio pubblico" anche al territorio virtuale. Google invece cerca di difendere la privacy e la propria indipendenza, evitando di creare squilibrii in un momento così delicato per la crescita ed il futuro del web. La questione teorica rimarrà aperta per lungo tempo, anche se si troverà un accordo. In fondo penso che nessuna carta internazionale sancisca i diritti degli internauti; ci si basa su estensioni ed interpretazioni di leggi nazionali o sovranazionali nate per altri argomenti.

La solita e spinosa questione delle libertà, che per me sono troppe e sopravvalutate, che si lega al tema della distribuzione e fruizione dei contenuti della conoscenza. E su questo punto altri polveroni si stanno alzando contro Mountain View, che finora ha aggredito il mercato con una politica di fornitura di servizi gratuiti. Le news vacillano e ora qualcuno stende ombre anche su Google Maps.

Io qui vorrei difendere Google, perché ha trasformato il web nel giro di dieci anni. Milioni di utenti fruiscono di applicazioni gratuite e per giunta efficienti, cosa che tanti servizi a pagamento non sono mai riusciti a fare, vedi Microsoft. Non ci vedo concorrenza sleale; per noi sarò gratis ma per Google i costi ci sono, e vengono ripagati dalla pubblicità online. E’ come per le televisioni, priviate e pubbliche. Infatti quando i prodotti targati BigG escono dal web per entrare nel mondo reale diventano a pagamento, come i telefoni Android. E quindi? Diciamo che tanti non vogliono prendersi il rischio di fare altrettanto, rilasciando contenuti fruibili liberamente.

Argomento del giorno
 
Avete saputo che il simpatico ministro Bondi ha deciso di aumentare la tassa sull’equo compenso?
Aggiornatevi!

Ma non chiamiamola tassa! Noooooooo! E’ solo l’ennesima gabella che vuole colpire i consumatori, anche quelli che con la pirateria non c’entrano nulla. Però con questo caso ho finalmente chiarito un dilemma che mi assillava da anni: si persegue la pirateria ma poi si vendono i masterizzatori. La tassa è dunque un compenso dovuto alle perdite od ai mancati introiti derivanti dall’illegalità. Tuttavia mi resta il pensiero che così facendo lo Stato scarichi le sue inefficienze, in questo caso di controllo e di educazione culturale, su tutta la popolazione.

Pare comunque che la lotta alla pirateria, anche se in sordina, si stia facendo serrata. I francesi sono particolarmente duri con i trasgressori, mentre da noi si attende una sentenza che potrebbe ribaltare il gioco a sfavore degli utenti. E’ proprio vero che chi segue la pirateria online cerca in ogni modo di autosollevarsi da ogni responsabilità, scagionandosi dall’aver commesso un’illegalità. Io non faccio eccezione alla regola. Però tutto è così facile e veloce che sembra uno spreco non approfittarne. Poi se non si spaccia il materiale, che male si fa? Io non tirerei fuori un soldo per cd e dvd, perchè fondamentalmente non mi interessano; sarei già più disposto a comprare online, ma solo dopo aver avuto modo di ascoltare il cd che mi interessa per intero.

Wok imperat

Primo esperimento con gli spaghettini di riso: fail.

C’è qualcosa che mi sfugge nella cottura di questa pietanza. Devo approfondire la ricerca.

Legami

Quanto siamo succubi diconvenzioni sociali erroneamente ritenute leggi di natura? Per esempio, il matrimonio non è altro che una delle possibili forme in cui si può strutturare un consolidato legame di coppia.
Io sono un convinto seguace di questa istituzione, nella sua accezione civile più che religiosa, comunque comprendo come si potrebbero benissimo trovare soluzioni alternative.

Fondamentalmente lo scopo è quello di dare riconoscimento sociale alla propria relazione, legando due individui in un unico concetto, la famiglia. Gli elementi minimi sufficienti e necessari, perchè si abbia la costituzione del legame, sono dunque: due individui liberi da legami simili, il libero consenso di ognuno dei due, un paio di testimoni, una reciproca dichiarazione di volontà. Tutto il resto è orpello non necessario. Diviene tuttavia utile per semplificare la formalizzazione de legame di fronte al resto della società. immaginate che scocciatura dover sempre chiamare in causa i due testimoni perchè certifichino: lo Stato, o la Chiesa nei tempi antichi, certifica e garantisce.

In ragione di ciò molte carte costituzionali risultano limitate o comunque arretrate. Cito la nostra (a qualcuno tanto cara) Costituzione: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio."  Ossia solo l’istituto giuridico de matrimonio permette di creare una famiglia, riconosciuta dallo Stato. In più sembra che sia la famiglia che il matrimonio siano drivabili da chissà quale naturale principio. Sarebbe bello fare un passo avanti, non tanto per difendere chissà quale diritto, quanto perchè lo impone un semplice ragionamento logico e perchè si darebbe vita ad una moltitudine di cerimonie finora senza valore.

Non sarebbe carino se dovessi invitarmi alla mia crimonia di Non-matrimonio?

4 stelline 4 paperelle

E fanno quattro anni di blog. Come vola il tempo quando ci si diverte.
Devo ammettere che trovo la formula del blog ancora attuale, specie in questi anni di boom dei social network.

Il blog infatti consolida l’Io dell’utente attorno alle idee che esso esprime nel suoi post. Genera una forza aggregante, centripeta, che aiuta ad aumentare la chiarezza dei proprii pensieri, qualora ovviamente il blog sia usato a tal scopo. Aggirandosi per Splinder infatti ci si imbatte facilmente in blog a sfondo erotico/sessuale che in pochi mesi collezionano più visite di quante questo mio spazio ne abbia contate in quattro anni. La morbosità paga, e non vi è nulla di male in ciò, se è l’espressione del pensiero dell’utente cratore del blog.

I social network per contro spezzettano il nostro essere e lo disperdono in mille rivoli; sono strumenti potentissimi per incasellare le persone. La morbosità si fa meno esplicita e più subdola, si confonde con il voyerismo, il ficcanasaggio. La forza centrifuga di questi network contribuisce a rendere tutto più rapido, più superficiale: piccoli eventi diventano clamorosi ma si spengono in poco tempo, le mode esplodono e muoiono nel giro di pochi giorni. E’ come se non ci fossero più punti di riferimento fissi a cui attaccarsi. E’ puro dinamismo senza una meta.

In ogni caso, vediamo cosa ci porterà questo nuovo anno di post.