Monthly Archives: May 2010

Capitolo 13

Non dico che al lavoro agisco senza un briciolo di egoismo o esibizionismo, ma in ogni frangente il mio fine principale resta il bene dell'azienda. Ci metto tanto di mio e vado avanti anche senza gratificazioni, perchè mi preme che le cose siano fatte bene.
Ora come ora sento di essere a posto con la coscienza, perchè non ho nascosto nulla e ogni azione compiuta ha una sua ragion d'essere. Non che tema rimproveri ma si sa che il lavoro mette a dura prova ogni tipo di filosofia applicata: troppo facile arrabbiarsi, agire secondo logiche contorte e nascoste, scaricare il barile.

Ovviamente ci tengo a fare bella figura e qui scivolo rispetto agli insegnamenti, ma con un po' di buon senso si riesce a mitigare questa tendenza ed aspettare il giusto riconoscimento.

PS. nonostante il panorama soleggiato del biellese, oggi vorrei essere in Cina.

Preparazione – Preparare direttamente in una pista turca colma per metà di spettatori. Versare un buon Rum Australiano, aromatizzato alle due vittorie di fila, invecchiato 34 anni, la Vodka scura  tipica delle isole inglesi ed una Red Bull ben assettata. Decorare con uno spiedino di gomme slick e alettoni in carbonio e servire con cannucce e bastoncini, da usarsi contro lo sciagurato barman.

Argomenti di grande attualità e interesse.
Farei partire la mia analisi dai punti fermi che vanno tenuti presenti nel rpocesso legislativo:
– libertà di stampa
– protezione delle indagini
– presunzione d'innocenza
– rispetto della privacy
Troppi punti per trovare la quadratura. Qualcuno dovrà essere limitato.

Mi pare che l'attuale legge metta limiti e toppe ad un sistema fallato. Come sempre occorerebbe ripartire da un foglio bianco ponendo basi solide per un nuovo edificio giuridico.
In primis punire chi passa le informazioni ai giornalisti e non chi le pubblica. La fuga di notizie è deleterea per chi indaga e per chi è indagato, impedirla tutela entrambe le parti in causa. Occorre andare alla fonte. Cosa che, su un differente piano professionale, dovrebbero fare anche certi giornalisti usualmente a caccia di scoop. Educarsi al buon giornalismo basato sui fatti. Le intercettazioni sono solo una parte, non la prova finale; spesso si rivelano null'altro che gossip che alimenta l'italico voyeurismo.

Secondariamente occorre lasciare liberi i magistrati di intercettare qualora si renda necessario, cioè  a seguito di elementi raccolti da indagini convenzionali o altre intercettazioni. Dare tempi precisi e stringenti semplifica e rende oggettivo il processo d'intercettazione ma può far risultare inefficace il procedimento. Tuttavia nasconde un senso di non fiducia negli uomini che operano in questo settore, cosa che il governo ha più volte espresso. Questo atteggiamento è da denigrare ad ogni livello, così come vanno denigrati coloro che lavorano senza badare all'interesse comune. Un generale giro di vite etico che coinvolga la società in tutti i suoi aspetti.

Inoltre ricordiamoci che spesso si indaga e si intercetta gente che gioca sporco. Possiamo combatterli a colpi di cavilli di forma? Io dico sporchiamoci le mani ma assumiamoci le nostre responsabilità. Come sempre chi è innocente, non presunto tale, non ha nulla da temere nemmeno se spiato.

La Natura ha fatto evolvere il sentimento amoroso per garantire la continuità della nostra specie, progredita grazie ad un'arma a doppio taglio: l'uso di strumenti.
Altrimenti per il solo piacere fisico sarebbero bastate le zucchine!

Questa calura fuori stagione mi dà alla testa…

Giro il link ad una notizia che ho letto stamani e che mi ha lasciato quantomai pensieroso.

Cina, quella fabbrica è un inferno [fonte: Punto Informatico]

Ad ognuno il suo giudizio e la riflessione sulle nostre colpe, come individui e come società. Perchè le colpe delle multinazionali coinvolte e del governo cinese sono già palesi. Soprattutto l'autotirtà locale mi stupisce per la sua mancanza di protezione verso i diritti dei suoi cittadini. Capisco la crescita ecomnomica, il business, il otere, ma certi limiti non andrebbero superati o almeno vanno subito rimessi in riga. Non si capisce bene chi comandi in Cina.

Capitolo 12

Il raffreddore è la summa di quanto dice Lao Tzu: ottenbra tutto, dal cervello ai sensi. Che potrà mai dire d'intelligente un saggio con il raffreddore?!
Ed in effetti non avrei molto da dire a proposito di qusto passo, che si esplica da solo. Solo non sono così convinto che si possa ancora ritenere così attuale: il principio di non dare troppo peso alle cose materiali è valido, ma dove sta il limite di questo peso non è facile da definire. Non mi par di essere uno che rincorre beni futili, tuttavia mi piace avere una bella casa, qualche svago, gadget utili.

Al giorno d'oggi Lao Tzu penso rivedrebbe il suo concetto, lo stempererebbe a favore della parsimonia, dell'evitare l'eccesso, non di beni ma di beni inutili o inutilmente costosi, quando sono presenti sul mercato corrispettivi  più economici.

A differenza del Cristianesimo i precetti del Tao non richiedono in prima battuta la reciprocità.
Mi sembra di intuire che è connaturato, in seno alle grandi religioni monoteiste, l'istinto a cercare o instillare nei soggetti circostanti comportamenti consimili a quelli del credente. Una specie di vocazione missionaria: perché se vivo tra altri che credono nei miei stessi principi sarà più facile anche per me seguirli.

Per ora di ciò non ho trovato traccia nel Tao Te Ching. Ognuno deve badare a sé, essere responsabile in prima persona della non osservanza. Si chiede di non giudicare, non di
evitare che gli altri ci giudichino; muro di gomma e via per la propria strada. La Via va seguita per pura scelta personale, altrimenti non è possibile arrivare alla vera conoscenza.
Mi sembra un atteggiamento molto maturo, di cui ci sarebbe grande bisogno nella società di oggi.

E la cottura inerziale non funziona bene solo con la pasta. Il suo principio resta valido per qualsiasi alimento che debba essere cotto in acqua bollente. Ho testè sperimentato con i fagiolini e…risultato perfetto.
Il vero trucco si nasconde nella padella: spessa e di un materiale capace di trattenere il calore è l'ottimo. Tenterò con la mia fantastica wok in alluminio pressofuso.

In realtà già mi immagino un apparecchio che controlli la temperatura dell'acqua e al di sotto di un dato valore accenda il fornello per riportare l'acqua ai gradi necessari. Un semplice controllo in retroazione per una rivoluzione in cucina. Dovrei brevettarlo.

Mentre continuano le sperimentazioni e le ricerche di sempre nuove ricette, mi sono imbattuto, dietro suggerimento, in una diatriba d'alto livello.
Se fosse un libro potrebbe chiamarsi il De cottura pastae. Fatto sta che molti cuochi, anche di grande fama, stanno proponendo di cuocere la pasta in modo passivo, sebbene il termine sia fuorviante. In effetti la pasta non è parte attiva nel processo, ma lo è la fiamma o meglio l'energia ceduta all'acqua per mantenerla in temperatura. Una nomenclatura più corretta sarebbe cottura inerziale.

Normalmente voi fate bollire l'acqua, gettate la pasta e continuate a somministrare energia finchè non ritenete raggiunto il punto di cottura ottimale. Qui entra in gioco un po' di chimica-fisica. La pasta cuoce sopra i 90 °C perchè si supera il limite di gelificazione dell'amido. E' allora inutile tenere l'acqua sempre intorno al bollore: tre minuti per dare la prima botta all'amido, poi si spegne il fuoco, si mette un bel coperchio e si attende che scada il tempo previsto. Alla fine, magia!, la pasta risulta cotta. Ho personalmente sperimentato.
Pensate al risparmio che operate: una stima conservativa mi fa dire che si utilizza soltanto metà della quantità di gas rispetto alla cottura tradizionale.
Si schierano a favore di questa pratica Gualtiero Marchesi e Elio Sironi. Altri dettagli a questo breve link.

C'è poi l'altro partito. La loro teoria è differente perchè considera l'aspetto dinamico della pasta che si muove per effetto dell'acqua in ebollizione. Non solo temperatura ma uniformità di contatto con il liquido. L'ammassarsi della pasta a fuoco spento renderebbe vano il processo lasciando il cuore del prodotto troppo crudo; una cottura al dente non uniforme.

Molto dipenderà dal tipo/marca di pasta utilizzata. Io sto sperimentando una via di mezzo: lascio bollire la pasta per 3 minuti, spengo ma riporto a bollore 1/2 minuti prima del termine stabilito, così da aiutare la cottura nel cuore, essendo l'esterno ormai ben permeabile.

Capitolo 11

Versi che esprimono un concetto di una modernità assoluta. Un concetto che direi tipico della filosofia occidentale più votata a studiare le interconnessioni ontologiche.

"…l'essere costituisce l'oggetto, e il non-essere costituisce l'utilità."

E tra vari oggetti separati si nasconde un non-essere che è potenzialmente fonte di utilità. E' l'assioma di base dell'ingegneria: prendi oggetti esistenti e combinali insieme in modi nuovi per trovare nuove funzionalità. Che Lao Tzu fosse sotto sotto un ingegnere antelittteram? Molto del nostro progresso tecnologico attuale rincorre questa idea, cercando l'utilità negli interstizi tra gli oggetti.

E l'insegnamento nascosto? Ci dice forse di abituarci a guardare al di là dell'apparenza, dell'oggetto in sè, e di dare valore anche a ciò che sembra soltanto uno scarto, un sottoprodotto dell'oggetto. Noi stessi siamo essere, il nostro corpo è un oggetto fisico, ma è il nostro non-essere che ci rende utili, a noi ed al mondo. Non parlo di anima, banale e ben sapete che non ci credo.
Vedo il non-essere dell'uomo come la sua capacità di pensiero, la quale discende necessariamente dall'esistenza del substrato cerebrale. E l'utilità del pensiero cosciente è resa palese dal risultato della selezione naturale.

Forse sto piegando i concetti del taoismo a mio favore, o forse mi sto piegando io. Non saprei dire, probabilmente entrambe e cose. Tuttavia su questo capitolo un dubbio mi resta irrisolto: l'essere genera un non-essere ad esso legato, ma non vedo come un non-essere possa generare un essere. Manca la chiusura del cerchio, la biunivocità della funzione, principio cardine del Tao (cardine perché unisce gli opposti svelandone la fallace divisione).
Se ne potrebbe uscire ponendo il Tao come essere/non-essere primigenio ed inesauribile (come in reatà Lao Tzu fa, ecco perché si è creata una religione connessa), la cui utilità è dar vita alle diecimila creature, alias mondo fisico, con annessi e connessi, esseri e non-esseri. Interessante escamotage.