A differenza del Cristianesimo i precetti del Tao non richiedono in prima battuta la reciprocità.
Mi sembra di intuire che è connaturato, in seno alle grandi religioni monoteiste, l'istinto a cercare o instillare nei soggetti circostanti comportamenti consimili a quelli del credente. Una specie di vocazione missionaria: perché se vivo tra altri che credono nei miei stessi principi sarà più facile anche per me seguirli.

Per ora di ciò non ho trovato traccia nel Tao Te Ching. Ognuno deve badare a sé, essere responsabile in prima persona della non osservanza. Si chiede di non giudicare, non di
evitare che gli altri ci giudichino; muro di gomma e via per la propria strada. La Via va seguita per pura scelta personale, altrimenti non è possibile arrivare alla vera conoscenza.
Mi sembra un atteggiamento molto maturo, di cui ci sarebbe grande bisogno nella società di oggi.

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