Capitolo 20

I primi versi mi spaventano, come uomo moderno e di scienza. Come smettere di ricercare la conoscenza e di studiare il mondo circostante?

Quasi per coincidenza, ma forse è l'eterno Tao che manovra a doc le cose, sono immerso nella lettura de Il Tao della fisica, un cui capitolo è proprio dedicato alla differenza tra il concetto di conoscenza occidentale, razionale, e quello delle filosofie orientali, conoscenza intuitiva.
La scienza parte dall'osservazione, deduce, trascura e linearizza e costruisce una teoria da comprovare. Divide, misura, categorizza, proprio tutto ciò che fin dai primi capitoli Lao Tzu ha definito come comportamento errato per giungere alla verità assoluta.
Il sapiente orientale invece arriva alla somma conoscenza estraniandosi dai sensi: percepisce ma non si fa distrarre, tende ad abbracciare la totalità con un solo sguardo, è intuizione diretta resa possibile dallo stato meditativo.

Ecco il passaggio che non riuscivo ad afferrare, ma che comunque non mi toglie dall'empasse. Come comportarmi? Diciamo che si dovrebbe cercare la via mediana e ricercare la conoscenza senza però vivere per questa ricerca, diventarne schivao. In più occorre tenere sempre la mente aperta, libera, nello stato mentale altamente ricettivo simile a quello del mistico in meditazione.
Da ciò però segue che il vero sapiente non fa passi in avanti con il ragionamento, non fa grandi piani in anticipo, vive soltanto di quello che offre il presente.

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