Perché non L'imperfetto Taoista? Questo secondo titolo parmi ponga maggiormente l'accento sull'imprefezione, quasi mettendo in secondo piano il sostantivo. Praticamente un non-taoista, il prototipo di tutto ciò che non si deve fare.
Il Taoista imperfetto invece trasmette l'idea di qualcuno che cerca di introdurre la filosofia del Tao nella sua vita ma accetta delle sbavature nella dottrina. Imperfezioni legate all'attuazione pratica, alla differente quotidianità rispetto a 2500 anni fa.

In fin dei conti il fine del Taoismo è il raggiungimento dell'estasi mistica (pratica comune a tutte le filosofie orientali che hanno la medesima matrice), stato in cui è possibile vedere il mondo nella sua forma originale, senza l'intermediazione dei sensi. Solo in quest'occasione tutti gli insegnamenti, a volte contradditori o oscuri, diventano pienamente comprensibili.
I precetti e le descrizioni che seguono l'esperienza perdono parte del significato se non si ha intenzione di intrprendere il cammino (Tao=Via) verso l'espreienza mistica.
Per questo mi dichiaro Taoista imperfetto.

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