Secondo il Tao nulla accade per caso, perché in realtà siamo sempre in piena sintonia con ciò che accade.
Quindi non è un caso se in questo periodo ero ben predisposto a re-imparare le basi della fisica quantistica legandoli con un mix di saggezza orientale. In questo senso il libro Il Tao della fisica è stato quasi una rivelazione, un ritorno alle origini e alle letture di fisica teorica, un utile nuovo punto di vista sul taoismo ed i suoi fondamenti.

Il testo era così pregno di spunti che per riassumerli serviranno alcuni post. Spero non vi dispiaccia.

Il mondo delle particelle non può essere scomposto in componenti elementari. Non esisterebbero (usiamo il condizionale come d'obbligo in ogni teoria) particelle ultime; tale ricerca potrebbe rivelarsi infinita. Ciò che conta infatti non sono le particelle ma le relazioni che le legano mutualmente. E' un punto di vista al momento poco condiviso dalla comunità scientifica, che però è stato in grado di spiegare molti fenomeni sub-atomici in maniera coerente.
L'intero intreccio di relazioni crea ciò che noi chiamiamo realtà, sia la materia che le forze che su essa agiscono. La forza non è altro che un reciproco scambio di particelle, che a loro volta sono configurazione dinamiche di energia. E=mc2.

Da ciò consegue che l'esistenza, ontologicamente intesa, non è assoluta e indipendente. Questo perché solo l'interazione di una particella con un altro sistema ne porta alla luce l'esistenza e le proprietà. Non vi ricorda la domanda: se un albero cade nel bosco fa rumore lo stesso anche se non c'è nessuno ad ascoltarlo? Si direbbe che non fa rumore, perché manca l'osservatore, anche se ovviamente ci saranno altri alberi a sentirlo.
Macrocosmo e microcosmo seguono le medesime leggi. Soltanto che nella nostra realtà macroscopica l'interazione risiede in ciò che noi chiamiamo sensi, per cui per abitudine "non ci appare", fa parte del vivere normale. Ed essendo mediata dai sensi la realtà può presentarsi distorta, come per il daltonico che non vede rosso il rosso.

E' tutta una questione di punti di vista alla fine. Nessuno è completamente giusto, ma sono tutti in qualche misura sbagliati e parziali.

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