Monthly Archives: September 2010

Sospetto fortemente che la chiarezza di spiegazione su un'argomentazione derivi da una chiarezza di pensiero o da una certa forma mentis. E sospetto ancor più fortemente di non possedere nessuna delle sopracitate doti.
Me ne sono reso (tristemente) conto mentre ascoltavo un collega illustrare ad un consulente un progetto. Ero affascinato da come fosse tutto sembrasse chiaro, liscio, ben delineato.
Ho sempre saputo di non essere un gran spiegatore ma pensare che sia dovuto ad un mio modo di pensare troppo contorto non è bello.

E mentre pensavo a ciò mi chiedevo: potrà questo inficiare il mio cammino lavorativo a favore di qualcuno più fluente nelle speigazioni?

Advertisements

Emotional? Emorroid? Emoticons? Emofiliaco?
Nessuno sa definire con certezza i contorni di questo movimento giovanile. Tanto meno i membri stessi.

I commenti al recente servizio de Le Iene in merito sono piuttosto discordanti. L'aspetto del sesso non protetto, promiscuo e in età troppo precoce è ovviamente il più criticato. Poi c'è chi prende le distanze da quanto mostrato e raccontato sugli emo in tv, spesso dicendo che quelli non sono veri emo, che quasi infangano la categoria. Però gli stessi commentatori non mi paiono in grado di autodefinirsi in modo univoco. Il che è comunque valido per qualsiasi movimento, in cui molte anime differenti convivono sotto una stessa bandiera.

Al di là delle singole visioni mi pare che gli emo non rappresentino una grossa novità. Già negli anni '90 c'erano compagini giovanili che lamentavano noia e depressione per il vivere in una società da cui non si sentivano rappresentati o apprezzati. Erano gli anni del grunge dei Nirvana, i cantastorie di quei tempi. Gli argomenti di fondo sono gli stessi, cambia però il modo in cui vengono vissuti.

La generazione emo è costruita sull'apparenza perché non sei emo se non ti fai riconoscere come tale (sei solo il classico sfiato depresso). E' un movimento più estetico che di concetto, come è quasi normale aspettarsi in un tempo in cui televisione e nuovi media sono i padroni del nostro sentire. Non dico che sbaglino a fare così, scelta loro, ma mi chiedo quanto se ne rendano conto e quanto se ne rendano conto i loro genitori. Dall'intervista de Le iene pare che in questi casi la famiglia sia assente, lasci fare. Un errore gravissimo che rischia di bruciare la vita ai proprii figli.

In un mondo in cui ci si millanta la massima libertà di scelta, ecco che chi difende questa libertà viene condannato e chi cerca di farla valere muore.

Mi sconvolge la notizia di quel parto finito male in una clinica di Palermo. Io sono il primo a schierarsi contro l'abuso del parto cesareo, ma dopo un lasso di tempo sufficientemente lungo non vi dovrebbero essere dubbi. Quando sarà il nostro momento spero di trovare medici più ragionevoli. In fondo come si possono ignorare le richieste, penso accorate e sofferte, di una donna in procinto di partorire; devi essere un mostro oppure molto superbo. Il peccato di ubris non è infrequente ai nostri giorni, solo perché si pensa di saperne di più dell'interlocutore.

Meno toccante ma sempre di riflessione è ciò che è successo a Google. Motore di ricerca condannato per diffamazione perché troppo freddamente algoritmico! La sentenza non dirà così ma è questa la mia interpretazione. Non si capisce se Google avrebbe dovuto provvedere ad un intervento manuale prevedendo l'associazione di idee diffamanti. Così si va a violare la regola aurea della neutralità verso i risultati proposti e si crea un precedente pericoloso. Chissà che succederebbe se Google decidesse da sé cosa proporci a seguito di una ricerca: molti griderebbero alla dittatura. Gli stesi che ora lo condannano per giunta.

Stamani avevo scritto un bel pezzo sugli Emo, ma l'ho dimenticato al lavoro. Uffi. Dovrò rimandarlo a domani.
E ora di che scrivo?
L'attualità, o si snocciolano critiche e commenti oppure meglio passare oltre.
Il lavoro, ma va tutto ottimamente.
La filosofia, è in una fase di digestione di ciò che ho appreso finora, un esteso test di pratica quotidiana.
L'amore, nessuna nuova, buona nuova.
Hobby, a parte leggere sto sempre dietro all'Excel ma tra poco mi metterò sotto anche con Access, con il proposito di creare un database delle ricette.

Ho finito la casistica degli argomenti trattabili senza dover scadere su tematiche frivole o scabrose.
Così vado a consigliarvi il post del 22/09/2006. Buona lettura.

Spesso gli incubi rimangono solo brutti sogni nel cuore della notte, ma alla luce del sole si dissolvono.
Purtroppo a volte capita che le ombre si allunghino oltre il loro limite naturale ed è allora che possono materializzarsi.
E oggi possiamo dire che nubi scure si siano addensate sopra Mordor, la guerra per il dominio del web è appena iniziata.

Facebook: "non stiamo ideando un nuovo smartphone"

Il problema non è tanto il possibile telefonino, chissene, basta non comprarlo. E' il fatto che dietro di esso ci dovrà essere un sistema operativo dedicato, creato appositamente. Un SocialOS? E se fosse il primo passo per creare anche un browser od un OS per pc? Con tutti gli utenti che hanno raccattato potrebbero fare una bella concorrenza, un'assicurazione contro il possibile passaggio di moda.

Vi prego svegliatemi!

Capitolo 25

Allontanarsi per tornare. Su questo aspetto ho puntato la mia pratica di riflessione quotidiana.
Tornare non è una sconfitta, ma un nuovo grado di consapevolezza. Non si torna perché ciò che fu era meglio, ma perché si è ampliato il punto di vista e si capisce che tutto è uno.
Ci si allontana spinti da idee fallaci, dubbiosi sul vero senso della realtà, si torna carichi della realtà stessa, che fondamentalmente è il Tao. Un solo concetto che basta per tutto.

E ben inteso il verso precedente non dispregia l'errare, che anzi è un attributo del Tao. Siamo su un via, bisogna percorrerla, non stare fermi. Lasciarsi guidar da essa senza accelerare o frenare o svoltare o fermarsi, la strada è il ritmo stesso. Solo così potremo allontanarci confidenti che torneremo e saremo più saggi.

Dopo un primo periodo di metabolizzazione del Tao e conseguente cambiamento di dogmi, ho scoperto che alcune convinzioni che pensavo accantonate si sposano assai bene al nuovo punto di vista, o meglio hanno assunto un significato più ampio e meno settoriale.
Sono ritornato.

Secondo reportage di Presa Diretta, su RaiTre, sul fenomeno dell'evasione fiscale. Nello spezzone di servizio riservato ai fatti di Arzignano, ricco distretto veneto della conceria, due frasi mi hanno colpito.

"Trovo stranissimo constatare la non indignazione della gente" dice il comandante della GdF parlando del giro di evasione scoperto nel paese.
Io sono il primo a non stupirmi od indignarmi. Come sarei il primo ad evadere il fisco ne avessi la possibilità. Di fronte alle tasse, toccato nel portafoglio ( da buon picuta biellese) ecco crollare miseramente il mio senso civico.
Paola mi spiegò bene questo atteggiamento all'epoca di un suo esame. Ricade nell'insieme dei delitti dei colletti bianchi, che il pubblico non percepisce come gravi reati perché non lesivi direttamente della persona.

"E' dal dopoguerra che funziona così…con quei soldi si è costruito Arzignano" commentava un intervistato.
Intendendo che gli imprenditori della zona, ma suppongo essere un atteggiamento diffuso in Lombardia e Veneto, hanno reinvestito buona parte di questi fondi distratti all'erario nell'azienda o nella comunità, magari creando infrastrutture necessarie a migliorare il proprio business. Cosa questa che invece non è mai avvenuta nel Biellese, dove si preferiva far cassa e tacconare piuttosto che investire sul nuovo.
Lo stesso vicesindaco di Arzignano, intervistato denuncia che i soldi del fisco sono mal ripartiti dal Governo centrale, sottintendendo che evadere mantenendo i capitali nella zona d'origine è quasi meglio.

Diciamo che sistemi di evasione così estesi ed endemici su di un territorio possono creare delle sacche antientropiche di benessere diffuso e migliore qualità della vita. E se ora le indagini dovessero far entrare in crisi il distretto? A chi daremmo la colpa per i licenziamenti?
Sono sicuro, dati i molti esempi di paesi virtuosi, che se tutti pagassero il giusto la pressione fiscale diminuirebbe, ma dubito fortemente sia un traguardo raggiungibile in Italia. Qui è tutto da rifare, non si tratta soltanto di lotta all'evasione, ma di regole semplici e chiare e di un diverso atteggiamento del cittadino. Una rivoluzione economica troppo violenta per una società ormai statica.

Io sto con Stracquadanio.
Ma non è che lo faccio perché non rispetto le donne, considerandole solo oggetti meglio belle e disponibili. Nel ragionamento conseguente alla dichiarazione non vedo particolari pecche.
Qualora un uomo o una donna (più probabile che la prestazione sia richiesta alla seconda) dovesse prestarsi a favori sessuali in cambio di inserimento in liste elettorali, sarebbe primariamente un problema di coscienza sua personale e del partito che lo/la vede schierata.

In caso di voto di preferenza è l'elettore a decidere. Se ho solo venduto il mio corpo ma non so parlare, non ho idee, non so almeno raccontare le classiche bugie, difficile che vinca.
Con l'attuale legge, in cui le liste sono fatte dai partiti a loro gusto (cosa che si presta anche a giochi sporchi), l'elettore ha comunque un certo potere nel momento in cui sceglie una coalizione o un'altra. Le liste sono pubbliche e la legge, si sa, non ammette ignoranza.

Dicevo che il problema è quindi solo morale. Chi fa politica dovrebbe avere un certo senso civico, rispetto per le istituzioni, non quali semplici simboli del potere (come è ora) ma quali sommi strumenti al servizio del bene comune. Ci deve essere voglia di fare. Tutto il resto sono sterili polemiche.

Capitolo 24

Null'altro ho da dire…

Io amo Google. Ormai sono portato a credere che tutto quello che fanno sia oro colato.
Non hanno semplicemente rivoluzionato il mondo della rete ma non si fermano mai. Sono sempre un passo avanti agli altri. E fanno tutto senza grandi proclami o conferenze stampa show (vero Jobbolo?).
La nuovissima funzione "Instant" è arrivata così, caduta dal cielo e gratis!
Io li amo!