Capitolo 26

Riflettevo, non so perché dopo la visione di Inception, sull'irrisolta questione se la vita sia una funzione di stato. Ossia se sia  meglio considerare importanti i vari momenti in cui ci si trova od il percorso fatto per arrivarci. Come questo si lega al Tao?

La disciplina risolve questa dualità con il solito paradosso: seguire il naturale scorrere degli eventi senza fermarsi significa che non ci sono stati intermedi, solo movimento; tuttavia poiché agiamo in sintonia con il wu-wei, quindi solo nel e per l'equilibrio, il nostro stato globale non cambia, siamo sempre in armonia con il mondo. Per cui ci muoviamo in una direzione che non conosciamo con certezza eppure siamo fermi, in equilibrio su quest'onda, ritorniamo ad ogni istante allo stesso stato di equilibrio.


Un perfetto esempio di ciò che si illustrava nel Capitolo 25. Finalmente, con calma, senza fretta, le idee del taoismo penetrano nei miei pensieri e diventano parte di elaborati ragionamenti. Diventano il grave che mi porto dietro nel mio viaggio, il solido fondamento su cui costruire arditi pinnacoli filosofici.

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