Aka Tao Te Ching 28/81

Terminato alla grande il corso base di Access con una lezione su teoria e progettazione del database. Quanti richiami filosofici: è incredibile pensare come tutti i concetti che stanno alla base di questa disciplina, sicuramente figlia dell'era digitale, affondino le loro radici in duemilacinquecento anni di storia della filosofia. Il buon Platone sarebbe fiero dell'uso che facciamo del suo noumeno.
La struttura del database rispecchia il modo di pensare, di interpretare il mondo dello sviluppatore. Ci saranno modi migliori e peggiori, ma ognuno avrà validità concettuale. 
La filosofia ha quindi un'inaspettata ricaduta pratica del tutto al passo con i tempi. Peccato però che ad ingegneri ed informatici che studiano teoria dei database non venga fatto anche un breve corso sul pensiero filosofico. Sarebbe doppiamente d'aiuto.

Ma, nel soddisfare le brame catalogatrici del mio lato occidentale, ho percepito un forte rifiuto dal mio lato taoista. Il database rappresenta la negazione del concetto base secondo cui tutto è in essenza Tao; Lao Tzu insegna a rifuggire dalle comode classificazioni che l'uomo usa per descrivere il mondo attorno a sé, per non rimanerne invischiati. Come la cartina non è il territorio, così un database non rappresenta la realtà. Eppure oggi noi ci muoviamo in questo mondo fatto di dati che vengono manipolati, indicizzati, resi statistiche che serviranno a decidere del futuro di gente reale.

Leggendo il Capitolo 28 la nota figura del Tao viene alla mente da sé, emerge con prepotenza dal testo e se ne capisce appieno il significato. Ogni dualità si risolve sempre a favore del saggio, perché egli sa che il Tao genera l'equilibrio dinamico dei due opposti.
Ditemi se l'ultima strofa del capitolo non si applica perfettamente alla problematica del database (ricorriamo però ad una traduzione migliore): 
When the Uncarved Block is cut up into pieces,
      it is turned into specialized instruments.
But the True Person makes use of it whole
      and becomes the master of the instruments.

La struttura del mondo (il Tao, ciò che è grezzo) viene diviso e strumentalizzato (database); il saggio invece abbraccia la totalità e per questo può "dominare" i vari strumenti. "Dominare" ovviamente in senso positivo, padroneggiare, servirsi con maestria senza diventare schiavo, perché il saggio è umile sebbene conosca la gloria.

Tempo fa però cercai di introdurre il concetto di Taoista imperfetto. Questo è un caso perfetto per la sperimentazione. Il lavoro mi impone di usare certi strumenti e certe linee di pensiero, devo scendere ad un compromesso con la dottrina.
Categorie sì, a patto che non diventino degli assoluti o dei monoliti inamovibili, ma siano all'occorrenza modificabili, entità dinamiche e non statiche. Anzi, per dirla con linguaggio da database, associazioni/relazioni più che entità. Perché ricordiamoci che nell'estasi mistica che porta alla vera visione del Tao tutto diventa indistinto ed il movimento permea l'intera scena. E questo movimento non è altro che l'infinito numero di relazioni che legano ogni cosa alle altre.

Advertisements

2 thoughts on “

  1. dorianadevecchi says:

    è un po' come vedere le relazioni tra le persone in chiave informatica. asettica forse, ma pregna di connettività.

  2. karagounis78 says:

    Pregna di connettività ma povera di vero contatto. Io sono uno che riesce meglio online che dal vivo, forse, però sento che manca qualcosa.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: