Può avere senso che un sito inutile come Facebook valga 50 mld di dollari?! Siamo forse all'apice della speculazione basata sul vuoto pneumatico? Credo di sì.
In fondo non faccio mistero della mia antipatia verso questo particolare sito ed il suo fondatore. Ho già spiegato i motivi in un altro post. Sono anche convinto che gli stessi assidui frequentatori siano consci della vacuità di Facebook. Eppure i numeri strabilianti che vengono resi noti lo montano come gli albumi quando si prepara la crema.

500 mln di iscritti? Quanti però sono realmente attivi e con quale assiduità? E quanti cliccano sui banner pubblicitari o fanno attività che possono essere monetizzate? Secondo me una piccola percentuale. Quando avverrà la fatidica quotazione in borsa si che le cose dovranno cambiare. I grandi investitori chiederanno grandi dividendi e come farli se gli utenti non concedono liberamente i proprii dati? Che poi quale valore possano avere questi dati è discutibile: io posso anche vendere tutte le mie preferenze da consumatore alle case di marketing, ma costoro sono poi sicuri che comprerò? Da buon picuta so resistere a tante tentazioni.

E mentre siti inutili vengono presentati su un vassoio d'argento, chi da dieci anni diffonde conoscenza gratuitamente chiede l'elemosina per poter sopravvivere. Per fortuna di Wikipedia nel mondo ci sono tante persone che credono in quel progetto (anch'io ho fatto la mia seppur piccola parte). Che bel gesto per una grande banca sarebbe donare un paio di milioni a siti del genere, puliti, onesti e utili alla collettività; un tornaconto d'immagine che spesso vale molto.

Facebook è tutto fumo e niente arrosto. Come tutte le bolle prima o tardi dovrà scoppiare: di esempi passati ce ne sono a decine, anche solo restando nel volubile mondo della rete.
Ma se ce l'ho così tanto con loro perché ho un profilo? Mi torna utile per dare un minimo di visibilità in più ai miei post: capita così che ogni tanto qualcuno li legga. Il resto è pigrizia e menefreghismo verso l'uso dei miei dati. Un giorno mi stuferò e mi farò bannare.

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