In effetti io l'avevo previsto: per il sì al referendum di Mirafiori sono stati decisivi i colletti bianchi. Era ovvio che impiegati, capi e la struttura gerarchica votasse a favore dell'accordo, perché sono quelli che forse ne risentono meno e che usualmente non fanno sciopero.

Comunque ora ambo le parti parlano di vittoria, l'una forte della maggioranza avuta, l'altra perché tale maggioranza è risicata. A leggere gli articoli di giornale non si capisce bene dove si andrà a parare; mi sembra la classica situazione di stallo che porta alla paralisi e che alla fine si tramuterà in una scusa per l'azienda per abbandonare gli stabilimenti.

Tra i vari commenti ho apprezzato la lettura di quello di M. Giannini su La Repubblica. Il futuro di questi lavoratori, la "scelta coraggiosa" come al definisce Marchionnolo, è legata ad una promessa che fa capo ad una scommessa. Certo la scommessa imprenditoriale è parte del gioco dell'impresa, ma in questo caso ci vanno di mezzo solo gli operai. Le regole del gioco per questi colossi aziendali andrebbero riviste.

Per farsi commenti personali è invece interessante leggersi il testo integrale del'accordo pubblicato da Il sole 24 ore. In particolare trovo assurda l'eventuale disciplina in materia di malattia (cap. 4): salvo malattie gravi che si spera di evitare, qualsiasi influenza ci ricade in pieno e prendersela due volte all'anno non è raro. Ma in generale tanti atri punti mi sembrano completamente a sfavore del lavoratore, sia la cassa che la formazione che fai mentre sei in cassa e il cui tempo non viene retribuito.

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