Capitolo 43

In questo periodo sto leggendo Silenzio assoluto di Frank Schatzing. Ieri, a pag. 303, mi sono imbattuto in questo paragrafo che mi ha fatto istantaneamente pensare al Tao. Ecco come dovrebbe essere l'esperienza di sentirsi parte di un tutto, quando la nostra consapevolezza del mondo fa un salto in avanti.
Meglio di tante lezioni che potrei scrivere io.

È mai possibile che le persone siano come tessere di un puzzle, destinate a incastrarsi in uno spazio libero ben preciso? Non sai dove sia o chi sia. Può essere una persona, può essere un luogo. Nel momento in cui lo trovi e lui trova te, t'inserisci alla perfezione. Qualcuno lo ha lasciato libero apposta per te. Può esserci una felicità più grande? Quante persone muoiono senza averla mai provata? Quante persone muoiono senza aver mai giocato?
Perché era dovuta tornare a Colonia per poter riconoscere il suo posto nel puzzle? Se esisteva una provvidenza divina che passava il proprio tempo amandare segnali alle persone, senza dubbio quella notte l'aveva fatto. 
Non era Liam. Non era lei. Era il loro incontro, l'immenso, l'intangibile, che andava oltre tutto ciò che normalmente risultava dalla somma di due esseri umani e da una notte afosa. Erano un luogo, un momento, una scacchiera e due giocatori, una follia che stava alla base di tutto ed era capace di guarire l'animo umano dagli eccessi di razionalità.
 
L'orologio che aveva comprato col primo stipendio ticchettava solerte e quasi impercettibile. Le era molto caro, anche perché le era costato parecchio, eppure non valeva nemmeno uno sguardo. L'ultima cosa che le interessava in quel momento era sapere che ore erano e quanto tempo era trascorso. I fisici potevano ripetere centinaia di volte che l'uomo, il mondo e l'intero universo erano incatenati alle forze distruttive del secondo principio della termodinamica e che di conseguenza tutta l'energia e tutta la materia a un certo punto avrebbero avuto una fine: tutto l'amore, tutta la passione, tutto l'odio, tutta la miseria, tutta la felicità, tutti i sentimenti, tutta l'esistenza. Quella notte, però, le leggi della natura non erano in vigore.
All'improvviso, non si sentì più un'ospite in quella città. Sopra di lei il vento sibilava leggero tra le foglie. Il lontano battere dei bonghi era cessato. Sentiva l'odore della terra, dell'erba e dell'uomo sotto di lei.
[Silenzio assoluto di Frank Schatzing]
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4 thoughts on “

  1. arimichan says:

    emozionante!

  2. karagounis78 says:

    Concordo in pieno. Veramente una pagina ben scritta che trasmette proprio la stessa sensazione. Leggerla a letto, con la fidanzata accoccolata vicino, prima di addormentarsi è stato emozionante.

  3. anonimo says:

    Le scene di sesso dei racconti di fantascienza sono meravigliosi capolavori del grottesco. Ci vuole un cervello fatto di ingranaggi e formule chimiche per immaginare ad una tizia che mentre fa sesso pensa al secondo principio della termodinamica.

    E' un peccato perchè il primo paragrafo è assolutamente remarkable.

  4. karagounis78 says:

    Non è un libro di fantascienza, Sid. E' un thriller ambientato durante un vertice mondiale ai tempi della guerra del Kosovo.

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