Onoriamo anche noi la memoria di questo giovane ciclista che è stato vittima di una fatalità. Mi rattrista molto che una tragedia simile sia successa al Giro, uno degli eventi sportivi più importanti del mondo.

E perché non accada di nuovo, né al Giro né in nessuna corsa minore, occorerebbero proposte concrete che aiutino ad evitare certi sbagli. Perché la fatalità è sempre aiutata da un comportamento errato, in questo caso dall'alta velocità in discesa.
Allora perché non obbligare i corridori a mantenere andature ridotte pena la penalizzazione in classifica? Come sui camion, solo applicato ai contachilometri da bicicletta.

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2 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Credo sia l'ennesimo evento che colpisce un fenomeno sportivo (il ciclismo) che è diventato il paradigma dello snaturamento dello sport stesso. Tra doping, mancata sicurezza, corruzione e scandali lo spettacolo è grottesco.

    Il vero ciclista è quello che la domenica ti rompe le balle tenendo il centro della corsia a 15 all'ora con 8 bambini al seguito e che tira fuori il braccio per girare 1 chilometro prima della curva per assicurarsi che tu non lo superi.

  2. karagounis78 says:

    Il ciclismo è sempre uno sport nobile fatto di fatica e dedizione. Il doping, piaga che l'ha flagellato negli utlimi anni, aiuta sicuramente a reggere questi massacranti ritmi, ma la fatica rimane e rimarrà smepre parte integrante della corsa.

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