Monthly Archives: June 2011

Capitolo 48

E' evidente il richiamo ai primi capitoli: il Tao più lo si investiga e meno lo si conosce. Lo studio della natura ci allontana da essa, perché ne perdiamo l'aspetto sacro e diminuisce il senso di appartenenza. Quante volte guardando il cielo stellato vedo solo tanti puntini ognuno dei quali è una poderosa fucina di reazioni termonucleari classificabile a seconda della massa, della luminosità e della composizione chimica, etc. Gli antichi non la vedevano in questo modo, si stupivano, provavano un sano rispetto per le forze della natura.

Ma ecco che appare l'ennesimo paradosso di Lao Tzu: a voler essere ligio dovrei chiudere il Tao Te Ching e continuare da me, magari meditando, la scoperta della verità ultima. Fortuna per Lao Tzu che questo il capitolo 48 e non il primo. Ma il maestro in fondo non ci sta insegnando nulla, ha smesso di farlo dopo il primo passaggio; ora propone una serie di esempi sullo sfondo di una teoria esposta all'inizio.
Forse il monito nascosto è verso coloro che sperano, continuando e terminando la lettura, di trovare una risposta ultima, una verità assodata. Sono coloro che trasformano la filosofia in religione. L'unica verità, come dertto, è stata già espressa, il resto sono commenti personali dell'autore.

L'esempio sul non-agire mi ha fatto tornare alla mente il mio tanto amato motto socratico "se conosci il bene lo fai". Apparentemente sono in netta contrapposizione, in realtà dipende soltanto dal concetto di Bene che mettiamo alla base della nostra filosofia. Qui esso si concretizza nel Tao medesimo e la sua messa in opera consiste nell'agire senza agire (wu wei). Ogni volta che viene riproposto questo concetto acquista chiavi di lettura differenti. Oggi sono propenso a legarlo all'idea che tante piccole azioni, seppur insignificanti in sé, possono tutte insieme smuovere una montagna. Un piccolo gesto costa poco, a noi ed al nostro intorno non cambia nulla, quindi preserva l'equilibrio, ma può regalare motlissimo.

Anche ai cinesi piace essere alla moda, qualunque sia quella in voga da queste parti. A guardarli però si ha sempre l'impressione che siano un po' sciatti, dimessi, raffazzonati.
Escludendo che possa essere questa la moda, pensiìo sia l'effetto della moda a basso costo. Provate ad essere trendy vestendovi solo da H&M, Bon Prix, Tally Weil e altre catene simili. Se non mischiate sapientemente questi marchi con altri di qualità, si noterà di sicuro il vostro risparmio.

Per come la si giri, la qualità la si deve pagare, il giusto prezzo ovviamente, ma poi dà i suoi frutti. Me ne sto accorgendo ora che mi trovo a dover rinnovare il guardaroba, che per una buona parte data ancora al periodo in cui era mamma a cacciare il grano e quindi ci si concedeva qualche eccesso in più.

Dissi, perché me lo prospettarono come certo ed insindacabile, che mi sarei trovato nell'inferno dell'afa. Finora mi sembra soltanto di essere in un inferno di aria condizionata: onnipresente, insistente, fredda. Nei posti chiusi ho persino i brividi.
Salvo quando esco la sera, non respiro mai aria naturale, bella calda.

E' il segno che i cinesi amano il freddo: se non c'è, lo creano. Addirittura non fanno vacanze in estate perché fa troppo caldo. Preferiscono starsene in casa!

PS. sono sagrinà: in un angolino di una piazza qui vicino ho scorto un poverino micino, piccolo piccolo, che piangeva. Penso avesse fame o cercasse di richiamare la mamma. Ho provato a procurarmi qualcosa da dargli da mangiare, magari del latte visto quanto era piccolo, ma non ho avuto fortuna. Spero qualcun altro lo abbia notato e abbia potuto aiutarlo.

Ho patito più del solito il volo ed il fuso orario. Mi verrebbe da pensare che l'orario della Lufthansa non faccia per me, meglio il più mattiniero Air China. Nel pomeriggio sono caduto in catalessi, sono uscito giusto per mangiare e ho guardato in streaming il GP di Valencia. Ora speriamo di avere ancora sonno residuo fino a domattina.
La prima settimana si prospetta molto impegnativa; purtroppo essere qui da solo non aiuta a rilassarsi nelle ore serali, la cena è più un obbligo che un piacere. Ma non facciamo inutili pronostici e lasciamo che tutto scorra come vuole: ci adatteremo di conseguenza.

Tre giorni alla partenza e sono già agitato. Non è possibile! Che sia positivo perché presto maggiore attenzione al lavoro ed al resto dell'ambiente, ma resta una persistente sensazione spiacevole.
In più questa volta saranno due settimane in completa solitudine, non vedo speranza di incrociare colleghi occidentali a Wuxi che possano farmi compagnia a cena. Cercherò di coinvolgere in qualche uscita i colleghi cinesi.

Nel week end centrale mi concederò una gita turistaca ad Hangzhou. Dopo infruttuosa ricerca di un hotel che potesse ospitarmi, possibilmente quattro stelle fronte lago, ho optato per un ostello, molto economico ed alternativo. E' la prima volta che vado in un ostello, ma questo Wushanyi Youth Hostel sembra parecchio carino: caratteristico, in zona centrale rispetto ai luoghi turistici, mi potrà affittare anche la bici con cui farò il giro del lago per cui è famosa la città. Speriamo in due giorni soleggiati e poco umidi.

Ci sono un francese, un olandese, un italiano e cinque spagnoli…
Sembra una barzelletta, invece era la starting list della finale del Campionato Europeo di Bike Trial 20". Finale conclusasi con un podio tutto spagnolo.
Numeri da veri funanboli come queste splendide foto dimostrano.

Il mio programma di BlogThinking si è inceppato. Elabora solo pensieri Real-to-Virtual ma il filtro li scarta perché poco interessanti, poco profondi, e non riesce a concentrarsi su percorsi Virtual-to-Virtual.
Serve un piccolo reset od uno stroke positivo di buon livello.

Capitolo 47

Un neofita potrebbe mal interpratare le parole: non esplorare, reasta a casa ed accontentati di ciò che hai.
Sebbene questa interpretazione non sia completamente errata c'è da dire che il vero senso è molto più profondo e attuale.

La via per raggiunrgere la conoscenza precisa del mondo non passa attraverso l'analisi superspecializzata dei singoli elementi ma attraverso la contemplazione del tutto nel suo insieme. E siccome, in questa visione panteistica, tutto è Tao, il semplice guardare fuori dalla finestra può svelarci la vera essenza delle cose. Già guardare dentro noi stessi sarebbe sufficiente.

Si capisce l'attualità di questo pensiero, in un momento storico in cui, da un secolo, le verie discipline scientifiche si sono allontanate e specializzate sempre più. Tanti ricercatori sono appunto andati lontano, hanno esplorato territori finora sconosciuti, portandoci anche grandi benefici, ma in questo viaggio hanno perso conoscenza del tutto, vedono solo un piccolo psezzone di mondo.

Veramente interessante questa riflessione su E-book vs libro cartaceo.
Certe affermazioni sono perfettamente condivisibili. La libertà che garantisce un libro è massima. E non parliamo solo di mera fruibilità del contenuto, perché in quel caso la tecnologia è un passo avanti quando nel mio e-Reader posso stoccare centinaia di volumi.
Il fatto è che questo Stallman mi sembra aver il dente avvelenato verso Amazon. In fondo non tutti gli e-Book sono rilasciati in formato proprietario, o perlo meno certi formati sono leggibili su diversi device, così che non sia possibile intervenire direttamente su di loro. Quindi lo compro e me lo tengo, come un qualsiasi libro. In effetti io non comprerei un Kindel, preferendovi invece il lettore di un soggetto terzo a cui interessa vendere l'oggetto e non il contenuto. Questa è infatti la fregatura, come con la Apple: loro guadagnano su App, e-Book, programmi, etc. e non sull'hardware vero e proprio. Per questo sono così gelosi e si incaponiscono nel respingere ogni apertura. Tutto il contrario della filosofia Google.