Monthly Archives: July 2011

Come tutti gli anni è arrivato l'ultimo giorno prima delle ferie.
Prima di chiudere questo anno lavorativo restano alcune attività vitali da fare:

  • pulire la scrivania
  • ripulire i preferiti del browser
  • salutare i colleghi
  • fare un backup dei dati
  • scrivere un post adeguato sul blog

Francazzismo allo stato brado.

Live update:

  • pensare di più alla gnocca!
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Internet mi piace, non posso dire il contrario, offre tantissime possibilità se usato nella maniera giusta. Quello che mi piace poco è la tendenza attuale nel considerarlo il principale mezzo d'informazione, specie ora che siamo sotto il regime dei social network.
Il sillogismo errato che si sta creando è questo:

  • il social network è composto da persone vere (che ci tengono a condividere cose reali)
  • le persone fornisconoinformazioni
  • dunque le informazioni sono vere

Mi sembra palese dove sta l'inghippo: le persone sono capaci di dire bugie o omettere dei dati, anche involontariamente o a fin di bene. Considerare valida a priori l'informazione contenuta in questo tipo di dati è un grave errore. La maggior conseguenza è che le vicende perdono immediatamente d'interesse, soppiantate da nuove vicende, perché considerando una cosa vera, ipse dixit, viene a mancare tutta la ricerca e la validazione delle fonti.

E' emblamatico l'ultimo caso di tale Spider Truman, che insieme a tanto clamore ha destato tanti sospetti, pare a buon diritto:
SpiderTruman non esiste
Una mezza rivendicazione
La Rete crea, la Rete distrugge, tutto in tempi brevi perché serve far spazio ad un nuovo evento. E i media trdizionali cavalcano questo nuovo dogma, visto che attira la gente. Un circolo vizioso che pare non aver fine.

La soluzione sta nel capire le vere cause, e sono tante, che hanno portato a questo. E' un calderone in cui si può far cadere di ttutto, perché tutto ha contribuito. E' l'evoluzione della società in accordo al modello che abbiamo perseguito negli ultimi decenni: possiamo non accettarlo ma siamo noi che l'abbiamo voluto. Stupisce però come la maggioranza non capisca il problema oppure lo ritenga di piccola entità.
Le riflessioni di ValigiaBlu sulla vicenda sono perfettamente condivisibili: è una lotta per la supremazia che si gioca ormai a scapito della massa di pecoroni che seguono i social network.

Ho capito perché i cinesi hanno inventato tantissimi oggetti o metodi di produzione prima di noi europei: sono avanti di 7 ore! (Solo 6 quando da noi è in voga l'ora legale che dunque si svela essere un trucco per potersi avvicinare un po' a questo grande popolo)

A questo punto solo Chi l'ha visto può aiutarci a rintracciare il desaparecido delle Azzorre. Chi lo incontrasse è pregato di ricordargli che anche a noi del nord piace stare al caldo d'estate.

Capitolo 50

Forse il Liga ha letto questo capitolo quando ha scritto ala sua Si viene e si va.

si viene e si va comunque ballando 
pensando "una vita forse non basterà" 
si viene e si va allora tenendo la vita per la coda 
nel caso che dio non sia in sede 
si viene e si va tenendoci stretti tenendoci dritti che così si fa 
si viene e si va per sempre 
fra gusto e dolore più o meno venendo nel mondo più o meno 
vai vieni e vai come puoi/vuoi 
nasci solo e solo andrai 
è in mezzo che hai quel gran bel traffico il traffico che puoi 
si viene e si va cercandoci un senso 
che poi alla fine il senso è tutto qua 
si viene e si va
di umana commedia che c'è chi la spiega e c'è chi vive e va 
si viene e siva comunque 
fischiando cantando il motivo ci serve comunque un motivo 
vai vieni e vai come puoi/vuoi 
nasci solo e solo andrai 
è in mezzo che hai quel gran bel traffico il traffico che puoi 
va vieni e vai come puoi/vuoi 
nasci solo e solo andrai 
è in mezzo che hai quel gran bel traffico il traffico che puoi.

 

Mi sembra di aver usato questa stessa canzone per un altro post sul Tao. Come il libro anch'io tendo a ripetermi per rafforzare l'idea espressa.

Il ritorno dalla Cina è sempre accompagnato da un momento di pausa dei post, troppi impegni da recuperare e un po' di malinconia da rientro. Comunque ho preso a ragionare sul tema della decrescita, che va tanto di moda in certi ambienti.

Ho l'impressione, ma ammetto che non conosco a fondo la letteratura in merito, che il concetto di decrescita venga applicato un po' selettivamente, solo ai comparti che relatore ritiene critici e dei quali sente di poter fare a meno. Tanti altri temi non vengono toccati.

Pensiamo al cibo. Volendo integrare la decrescita con il benessere della persona che dovrebbe derivarne, data l'adozione di sistemi più a misura d'uomo e di uno stile di vita meno frenetico, una spesa a Km 0 rischia di impedirmi di gustare prodotti tipici italiani del Sud Italia, per esempio. Slow food ha aiutato tantissimo a far scoprire le specialità gastronomiche della penisola, ma se ora non posso gustarle perché il loro trasporto inquina, beh è stato tutto uno spreco di risorse. Il pesce, per esempio, diventa un bene di lusso per gnete che vive in montagna. Eppure sappiamo che dovrebbe essere consumato più volte a settimana in una dieta mediterranea equilibrata.

Internet, che tanto aiuta i supporter della decrescita a far conoscere le proprie idee, è qulacosa che possiamo permetterci ora perché possiamo spendere in server, fibre ottiche, pc sofisticati, abbonamenti adsl. Non sono sicuro che in un futuro low profile tutta questa infrastruttura possa essere mantenuta efficiente e a basso costo per tutti. Eppure guai a toccarlo.

Gli svaghi, come il cinema o le attività ludico-sportive, che fine faranno? Torniamo ad un'epoca in cui ci si limitava al cortile di casa e a ciò che il circondario poteva offrire? Finito il turismo? Niente mare, sci, città d'arte, se tutto è troppo caro, dal trasporto in loco al vitto e alloggio. Praticamente si manda in rovina mezza Italia.

E' possibile che ci siano delle scenari in cui si slavano capra e cavoli, con una rinuncia minima. Ma sono sempre scenari in cui le cose sono pianificate e gestite con efficienza e che uniformano tutti i cittadini ad un prototipo perfetto. In questi casi meglio presumere uno scenario se non catastrofico almeno più difficile da gestire.

Sempre visitando Hangzhou ho potuto ammirare il tipico esempio di restauro alla cinese ed ho finalmente capito. Cerco di spiegare.

Leifeng pagoda: com'era (anche in altre immagini di repertorio) e com'è oggi.

Bella costruzione, splendida vista da lontano specchiarsi nel lago, ma finta, almeno per i nostri canoni.
In occidente si sarebbe proceduto ad un restauro conservativo per lasciare ai posteri testimonianza dell'antica costruzione. Qui hanno demolito quel che restava, conservato le fondamenta come attrazione da venerare (volendo vendono i vecchi mattoni numerati) e ricostruito ex-novo seppur in stile classico.
Tanto attorno al West Lake ha questa storia.

Inconcepibile? No, anzi. Sotto i salici, accarezzato dal vento, recettivo solo al panorama intorno a me, ho avuto l'illuminazione: l'importante non è la costruzione ma la veduta che si può avere da essa o, più in generale, la sua funzione. Una pagoda conservata ma su cui non si può salire per osservare il lago, non ha senso, è una perdita. Specie in questo caso in cui il lago stesso è stato artificialmente modellato per dare gioia alla vista.
Qui conta il fatto che qualcuno nel passato avesse voluto costruire un dato edificio e, nel rispetto di quell'idea, lo si ricostruisce adeguandolo ai tempi. 

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