Internet mi piace, non posso dire il contrario, offre tantissime possibilità se usato nella maniera giusta. Quello che mi piace poco è la tendenza attuale nel considerarlo il principale mezzo d'informazione, specie ora che siamo sotto il regime dei social network.
Il sillogismo errato che si sta creando è questo:

  • il social network è composto da persone vere (che ci tengono a condividere cose reali)
  • le persone fornisconoinformazioni
  • dunque le informazioni sono vere

Mi sembra palese dove sta l'inghippo: le persone sono capaci di dire bugie o omettere dei dati, anche involontariamente o a fin di bene. Considerare valida a priori l'informazione contenuta in questo tipo di dati è un grave errore. La maggior conseguenza è che le vicende perdono immediatamente d'interesse, soppiantate da nuove vicende, perché considerando una cosa vera, ipse dixit, viene a mancare tutta la ricerca e la validazione delle fonti.

E' emblamatico l'ultimo caso di tale Spider Truman, che insieme a tanto clamore ha destato tanti sospetti, pare a buon diritto:
SpiderTruman non esiste
Una mezza rivendicazione
La Rete crea, la Rete distrugge, tutto in tempi brevi perché serve far spazio ad un nuovo evento. E i media trdizionali cavalcano questo nuovo dogma, visto che attira la gente. Un circolo vizioso che pare non aver fine.

La soluzione sta nel capire le vere cause, e sono tante, che hanno portato a questo. E' un calderone in cui si può far cadere di ttutto, perché tutto ha contribuito. E' l'evoluzione della società in accordo al modello che abbiamo perseguito negli ultimi decenni: possiamo non accettarlo ma siamo noi che l'abbiamo voluto. Stupisce però come la maggioranza non capisca il problema oppure lo ritenga di piccola entità.
Le riflessioni di ValigiaBlu sulla vicenda sono perfettamente condivisibili: è una lotta per la supremazia che si gioca ormai a scapito della massa di pecoroni che seguono i social network.

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2 thoughts on “

  1. anonimo says:

    Tutto assolutamente condivisibile ed inquietante. Il brutto è che ai più va bene così. Pensare è così difficile!
    Discorso analogo vale anche per la distruzione linguistica: dagli apostrofi ormai accettati in luogo degli accenti (specie sulle "è" a inizio frase) alla drastica riduzione lessicale, agli scambi di pensieri per slogan tv amplificati dalla rete. Più banale e impreciso è il nostro modo di esprimerci e pensare e molto più facilmente ci faremo imbrigliare dai bravi venditori di fumo. Ripeto: inquietante.

  2. karagounis78 says:

    Gli accenti ad inizio frase sono nhecessari perchè la tastiera non comprende un tasto maiuscolo per la "è". Esiste il codice ASCII ALT+212 (È) ma occorre ricordarselo. 

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