A far le cose per bene nell'organizzare un matrimonio si dovrebbero pagare i diritti SIAE per l'esecuzione pubblica della musica. Più per timore dei controlli e delle multe che per rispetto del diritto d'autore ho anch'io provveduto ad espletare questo compito. 170 sacchi per diffondere musica tramite le casse del mio stereo.
E si vi sembra tanto, tenete presente che la tariffa m'impone di impedire agli ospiti di ballare, pena eventuale multa. Se avessi voluto una giornata danzante avrei dovuto sborsare 250 euro.

Forse non ho ben capito io, forse si speigano male loro, ma tutto l'insieme di parametri che concorrono a creare la tariffa sembra voler far pagare il divertimento degli invitati più che il diritto d'autore. Una canzone ha lo stesso valore sia che la ascolto da seduto sia che mi agito scompostamente in mezzo ai tavoli. Quale ragione filosofica sta dietro a questa differenza? E poi perché l'esecuzione in un locale di lusso costa di più che non se fosse un agriturismo? Si sente meglio tra le posate d'argento?

Classica gabella all'italiana.

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