Chissà perché a volte ci si gode di più un momento, un viaggio od un evento dopo qualche tempo tramite le foto che non quando lo si vive, per quanto bello e spensierato possa essere.

C'è dunque un tempo fisiologico di interiorizzazione e di rielaborazione del ricordo, un momento in cui le varie risposte sensoriali si uniscono a formare un ricordo più completo e pregnante?
O forse l'atto del richiamre alla mente cosciente fa riaffiorare anche una serie di sensazioni di cui non ci eravamo accorti nel breve istante in cui il ricordo è stato registrato?
E per quanto tempo può durare questa situazione, questo nirvana emozionale? Dopo quanto il ricordo sfuma, diventa sbiadito e perde gli accessori aggettivi emozionali? Serve continuare a guardare le foto per manternerlo vivo e vitale?

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2 thoughts on “

  1. notteblu7 says:

    La cosa è semplice, credo: perchè si scattano le foto? Bisognerebbe chiederselo. Se ci bastasse solo viverlo quel momento, forse non ce ne sarebbe bisogno…
    Ad ogni modo direi che sì, è vero.Piano paino il ricordo svanisce, sbiadisce, si perde le sfumature. La foto te le rimette davanti agli occhi e ti fa rivivere il cuore!

    Lory

  2. notteblu7 says:

    ops.. si perdono..

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