Monthly Archives: November 2011

Tecnofobia

Leggo spesso qualcuno che si lamenta dei nuovi elettrodomestici acquistati in sostituzione dei vecchi e rotti. C’è sempre una vecchia lavatrice che lavava meglio, un frigorifero che non si rompeva e un televisore che era meno costoso da riparare.

È l’ennesima espressione dell’atavica paura dell’uomo di fronte a ciò che non conosce o non capisce. E qui la gente comune non capisce i principi base di funzionamento e di progettazione, tanto che preferisce nascondersi dietro a luoghi comuni propinati da imbonitori tecnoretrogradi. Pare infatti circolare la diceria secondo cui i nuovi elettrodomestici vengono progettati a tempo, di modo che si rompano dopo un periodo leggermente superiore alla garanzia.

Tutto ciò è un puro insulto alla categoria degli ingegneri e dei progettisti meccanici. Sebbene ci siano gli strumenti per attuare un simile piano malefico, nessun ingegnere si sognerebbe mai di applicare una regola simile e neppure voglio pensare che sia una specifica di progetto. I nuovi apparecchi prendono le vecchie funzioni e le arricchiscono di nuove funzionalità, il che ovviamente complica un sistema di per sé semplice. Ciò può comportare maggiori probabilità di guasto, ma sempre all’interno dell’accettabilità.

Queste dietrologie di infimo livello dovrebbero essere combattute con più vigore dalle stesse case produttrici. Anzi, io temo che queste spesso abbiano il problema opposto: dover limitare un team di progettisti il cui unico scopo è costruire la lavatrice o il frigorifero migliore, con il rischio di non portare mai a termine il progetto perché mai abbastanza perfetto. Gli ingegneri sono fatti così.

Q&A

Che la fantasia del sesso sia meglio del sesso?

Penitenza

Berlusconi definiva il suo come il “governo del fare”.

Secondo me erano più il “governo del dire”, visti tutti i proclami di Silvio, “il governo del baciare”, e non solo come il Bunga Bunga insegna, “il governo della lettera”, come quella scritta agli eurovertici.

Manca forse il “governo del testamento”, ma chissà che non abbiano nascosto qualcosa in qualche cassetto.

Scifi

Sono molto rammaricato per la precaria condizione delle pubblicazioni di fantascienza in Italia. La fantascienza è come un latitante sugli scaffali delle librerie, di cui si continuano a propinare gli scrittori storici (Isaac forever). Invece il mondo là fuori, quello dell’editoria anglosassone, pullula di centinaia di titoli strabilianti che avrebbero il loro seguito anche da noi.

Il suo Alastair Reynolds, di cui ho appena concluso la lettura dell’unico romanzo tradotto, potrebbe offrire cinque o sei romanzi di qualità. E altrettanti una fornita schiera di suoi colleghi britannici. Non sarebbe un grande sforzo da parte delle case editrici: basta scegliere una linea editoriale economica e non sperare nella ristampa, che nella fantascienza è quanto mai rara. Almeno provvedessero alla versione ebook.

Di questo passo la lettura di un libro in inglese diventerà un’esigenza vitale.

Crisi di idee

Anche per Big G è tempo di fermarsi, riflettere e decidere su che strada proseguire. Per me Google è un faro, un esempio di creatività a 360° che investe non solo l’informatica e che viene condivisa ad uso di tutto il mondo. Ben vengano i profitti se questi servono a sviluppare nuove idee.

Tuttavia l’impegno costante su molti fronti costa tanto e non sempre rende come ci si aspetta, non solo in termini economici. Così anche Google deve chiudere alcune branchie della sua tentacolare struttura. Oggi è toccato a sette progetti di lungo corso, tra cui spicca l’impegno sullo sviluppo di energie alternative a basso costo. Segno della recessione e della crisi? Troppo impegno profuso per controbattere Apple e l’odiato Facebook? Una mezza sconfitta, come è ogni rinuncia, ma anche un modo per chiarire a sé stessi dove si vuole andare. Non sarebbe nemmeno giusto lamentarsi con l’azienda per queste scelte, da semplici utenti e fan quali siamo; non si possono riporre in Google aspettative maggiori di quelle che può realisticamente offrire. Una fase più matura e più ragionata porterà sicuramente a concentrarsi sul miglioramento dei progetti in corso.

WordPress prime impressioni

La casa nuova è bella, grande, spaziosa, luminosa, con tanti nuovi amenicoli ma ha un difetto: la finestra del post editing. Quella di Splinder forniva tutti gli strumenti essenziali e non ha mai dato problemi. Qui ho difficoltà anche solo a giustificare il testo. Devo ricorrere al linguaggio HTML ma a questo punto tanto vale che scriva offline su Word e poi CTRL+C/CTRL+V su WordPress.
Devo trovare una soluzione.

Opinion

Ah l’Italia, che bel paese! Si fa festa per un governo caduto esaltando il nuovo che avanza e subito dopo si scatenano la polemica, la dietrologia e le sibille verso i ministri appena nominati.
È uno sport bipartisan, anche se vi eccellono maggiormente i comunisti. Semplicemente non siamo mai contenti e non riusciamo ad attendere gli eventi prima di giudicare.
Potrei citare stralci di centinaia di articoli e blog a favore della mia tesi, non farebbe differenza. Farò alcuni brevi esempi che mi hanno particolarmente infastidito.

Blog Crisis – la signora Billi, dopo aver esposto lista dei ministri con breve biografia lavorativa, sentenzia:“Adesso abbiamo sufficienti informazioni per capire l’orientamento del governo Monti. Cattolici, università private, banche, burocrazia europea, la NATO. Se qualcuno cercava un guizzo di speranza, ebbene non riuscirà a trovarlo.”
Invece come mi avrebbe rincuorato avere la governo un operaio, un poliziotto, un’insegnate elementare, il salumiere sotto casa ed il commercialista! Il solito atteggiamento comunista secondo il quale il povero lavoratore oppresso è meglio di qualunque laureato e dirigente perché non è colluso.

Così invece Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista:
Questo governo non ci piace: è espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel mondo che ci ha portato nella crisi attuale. Questo governo, legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private, ai “soliti noti” è il contrario di quello che serve al Paese.
Stessa solfa, forse più marcata. C’è evidentemente un motivo se Rifondazione non è più in Parlamento.

Il Governo Monti costerà più del doppio di quello Berlusconi: la casta continua…leggete l’articolo per dettagli.
Certo noi vogliamo dei tecnici preparatissimi ma ovviamente devono lavorare gratis, per amor di patria. La proscrizione del ministro verrebbe da dire.

E pure il Mattino di Padova ne ha per rincarare la dose:“I nostri sgangherati ministruccoli assomigliavano un po’ più all’italiano medio di questa pattuglia di eccellenti tecnocrati. Mi fa un po’ paura, debbo dire (la pattuglia, intendo). Mi vendono in mente alcune pagine di un libro corposo e ostico dal titolo “Impero” nel quale si ipotizza il dominio dlele tecnocrazie e dei poteri economici sulle masse popolari.”
L’italiano medio ha paura di chi gli è superiore per conoscenze e competenze. Lo rispetta, forse lo teme, ma preferisce tenerlo alla larga, figurarsi se se lo trova al governo.

E ciliegina sulla torta, aggiungiamo la puntuale protesta studentesca contro banche e neo governo, tanto per far capire che aria tira. Altro che le manganellate ci vuole per questa gente che protesta per il solo gusto di far cagnara.

Insomma, prima vogliamo un governo di esperti che sappiano gestire le risorse a loro disposizione, poi ci lamentiamo che questi stessi siano appartenenti alla cosiddetta classe dirigente, i poteri forti. Ma signori, quella gente è in gran parte lì per merito proprio perché ha lavorato e saputo far bene. Sono parte di quella classe dirigente che tanto spesso viene citata perché carente di personalità. Non potevamo mica prenderli sotto ai ponti!

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Blog 2.0

Ed eccoci qui, questa volta in pianta stabile. Il tempo degli esperimenti è finito.
Spinto da una possibile chiusura di Splinder, ormai le voci si rincorrono ma non vi è chiarezza, ho anticipato il passaggio alla nuova piattaforma. Il trasloco degli archivi del precedente blog non è completo: ora sto facendo un backup in locale e spero di riuscire poi a trasferirlo su WordPress. In ogni caso il conto non riparte da zero: 5 anni, 10 mesi e 7 giorni di onorato blog, 979 post pubblicati, 32126 visite.

Come in ogni buon trasloco la casa rimarrà disordinata ed invasa dagli scatoloni ancora per qualche tempo. Diciamo che sono stipato in una stanza nel mentre che tinteggio ed arredo il resto. Non ho ancora idee chiare sui dettagli, vedremo strada facendo.

In homepage di Splinder appare un messaggio perlomeno criptico: non ci si può più iscrivere al servizio o diventare utente premium. Che sia un segnale di una prossima chiusura o di una rivoluzione conseguente ad un cambio di gestione?
In ogni caso la faccenda non mi tranquillizza per niente: sarà meglio che stringa i tempi per il passaggio del blog su WordPress, anche in mancanza di un backup generale dell'attuale sito sulla nuova piattaforma. Posso fare un backup in locale sul mio pc e poi vedere come muovermi.