Crisi di idee

Anche per Big G è tempo di fermarsi, riflettere e decidere su che strada proseguire. Per me Google è un faro, un esempio di creatività a 360° che investe non solo l’informatica e che viene condivisa ad uso di tutto il mondo. Ben vengano i profitti se questi servono a sviluppare nuove idee.

Tuttavia l’impegno costante su molti fronti costa tanto e non sempre rende come ci si aspetta, non solo in termini economici. Così anche Google deve chiudere alcune branchie della sua tentacolare struttura. Oggi è toccato a sette progetti di lungo corso, tra cui spicca l’impegno sullo sviluppo di energie alternative a basso costo. Segno della recessione e della crisi? Troppo impegno profuso per controbattere Apple e l’odiato Facebook? Una mezza sconfitta, come è ogni rinuncia, ma anche un modo per chiarire a sé stessi dove si vuole andare. Non sarebbe nemmeno giusto lamentarsi con l’azienda per queste scelte, da semplici utenti e fan quali siamo; non si possono riporre in Google aspettative maggiori di quelle che può realisticamente offrire. Una fase più matura e più ragionata porterà sicuramente a concentrarsi sul miglioramento dei progetti in corso.

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